» Vai al contenuto

Sei in: Home >Attività > Mobilità Ciclabile > Itinerari cicloturistici > In bici sui canali > Naviglio Pavese

Infrastrutture - Viabilità e trasporti - Mobilità ciclabile - Opere pubbliche stradali




 

Naviglio Pavese

Una conca sul Naviglio Pavese
 

Il Naviglio Pavese è un'opera immaginata all'apice del Ducato Milanese, fra il XV e il XVI secolo, per dare completamento alla rete di comunicazione fra Ticino, Milano e Pavia. All'epoca sforzesca in realtà venne realizzato solo il naviglio di Bereguardo parallelo al Ticino. Il progetto venne seriamente preso in mano soltanto dagli spagnoli, affidandolo all'ing. Giuseppe Meda. Fu il governatore di Milano Acevedo ad ordinare l'avvio dei lavori nel 1601: lavori che però si fermarono all'intersecazione con il Lambro meridionale, per alterne vicende: lievitazione dei costi, opposizione dei commercianti pavesi, assetti politici. Così i milanesi soprannominarono, con ironia, il naviglio  (e la relativa conca terminale) come "fallato". I lavori furono ripresi soltanto due secoli dopo per ordine diretto di Napoleone Bonaparte. Nemmeno lui ebbe il tempo di vederlo realizzato: l'inaugurazione solenne avvenne soltanto nel 1819 alla presenza del Principe Ranieri, sotto il dominio degli Asburgo. E' rimasto in esercizio fino al 1965, quando le chiatte furono definitivamente soppiantate dagli autotreni. Due secoli per la realizzazione e un secolo e mezzo di esercizio commerciale. Oggi il naviglio è uno straordinario segno nel paesaggio e assume una funzione irrigua, estetica, edonistica.

la nuova pista a Binasco

La pista ciclabile è un'opera strategica per i collegamenti in bici di lunga percorrenza, voluta dalla Regione Lombardia e dalle due Province di Milano e Pavia, nel quadro del Master Plan Navigli e di un'intesa che, a regime, prevede la prosecuzione a sud, recuperando il sedime dismesso di una ferrovia, fino a raggiungere Varzi, nel cuore dell'Oltrepò.  L'opera è completa da Assago a Pavia, salvo la risoluzione del crocevia di Binasco. Qui verranno realizzati due sottopassaggi, per una spesa di un ulteriore milione di euro, a cura della Provincia di Milano. I relativi lavori sono già stati aggiudicati e partiranno a breve termine. Il tratto urbano milanese dalla Darsena dovrà invece essere curato dal Comune di Milano. La pista è asfaltata, salvo il tratto fra Binasco e Casarile, dove è stata coordinata in calcestre con lo spazio adiacente destinato alla pesca sportiva.

Si tratta di una ampia pista fornita in buona parte di parapetti lungo il canale, senza soluzione di continuità salvo i brevi attraversamenti per i casolari posti lungo il Naviglio a Rozzano, Basile, Moirago e Casarile. Nei brevi tratti sprovvisti di protezione, si invitano gli utenti a usare la massima prudenza (è comunque in programma il completamento delle protezioni).

Si trova in alzaia destra orografica fino a Basile e poi sull'altro versante.
 

La pista ciclabile fra Moirago e Binasco


Da vedere:
- le diverese conche sul Naviglio, ovvero le chiuse per consentire alle chiatte di superare i dislivelli d'acqua;
- il percorso ciclabile "Camminando sull'acqua" n°31, da Moirago fino a Gaggiano, attraverso le grandi risaie del Parco agricolo Sud Milano;
- il castello medioevale di Binasco, sede del Comune;
- La Certosa di Pavia, pochi chilometri a sud del confine provinciale.
 

La pista ciclabile in alzaia dei navigli è l'unico accesso per diverse cascine e per i fondi agricoli.
I ciclisti devono consentire il transito dei relativi veicoli e dei mezzi agricoli, accostando a margine.


 la nuova pista tra Zibido e Binasco

Una curiosità della storia: l'itinerario della pista ripercorre il tragitto di uno fra i più celebri cortei della storia milanese, quello nuziale di Ludovico il Moro e Beatrice d'Este nel gelido gennaio del 1491. La giovane sposa pervenne a Pavia dopo un lungo  e periglioso viaggio da Ferrara, dapprima in slitta, poi su un bucintoro (naviglio fluviale) fino al Ticino: lì venne accolta dal Moro nel Castello pavese, dove si svolsero le nozze (non a Milano, poiché egli non era ufficialmente "Duca", bensì suo nipote Gian Galeazzo).

Beatrice d'Este      Ludovico il Moro

Dopo la prima notte (pare in bianco: "la sposa non sta ferma", ebbe a riferire l'ambasciatore estense), il corteo si mosse a cavallo verso Milano, pernottando al Castello di Binasco (oggi sede del Comune), percorrendo quella strada che oggi è la pista ciclabile, fino ad entrare trionfalmente in città e celebrare le incorciate nozze fra Anna Sforza e Alfonso d'Este, futuro Duca di Ferrara, frutto di un ingegnoso disegno diplomatico che portò all'apice la potenza del ducato milanese. Gran festa finale al Castello Sforzesco per giorni e notti.



 

 
 

Credits