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Il
Pelobate insubrico (Pelobates
fuscus insubricus) è un anfibio
anuro appartenente alla famiglia dei Pelobatidae,
In particolare, il Pelobate insubrico
è una sottospecie di grande interesse
zoogeografico, in quanto endemica esclusiva
della Pianura Padana.
I pelobati (gen. Pelobates) presentano
una vaga somiglianza con i rospi (genere
Bufo) da cui, tuttavia, differiscono per
alcune caratteristiche morfologiche e
comportamentali.Durante il periodo riproduttivo
la specie è strettamente legata
agli ambienti umidi, dove avviene la deposizione
delle uova e lo sviluppo dei girini.
Il Pelobate insubrico
era un tempo assai diffuso in tutti gli
ambienti idonei della Pianura Padana,
dove le sue popolazioni erano considerate
persino abbondanti. Dalla letteratura
si deduce che all’inizio del secolo
la specie era presente in varie località
del Milanese.
Il declino del Pelobate si è verificato
presumibilmente negli ultimi decenni e
si deve imputare alle trasformazioni subite
dalle campagne, con la riduzione degli
ambienti adatti alla sopravvivenza della
specie, al generale peggioramento della
qualità delle acque, e all'introduzione
di tecniche agricole ad elevato
impatto ambientale. Attualmente
in provincia di Milano la specie risulta
totalmente estinta. Nei
quattro siti lombardi ove il Pelobate
è ancora presente, le sue popolazioni
sono ridotte al limite della sopravvivenza.
I problemi relativi alla distribuzione
frammentata e all’esigua consistenza
delle popolazioni riguardano l’intero
areale italiano del Pelobate insubrico
che, pertanto, è probabilmente
l'anfibio italiano più raro
e minacciato d'estinzione.
La drammatica situazione del Pelobate
insubrico è stata riconosciuta
anche dalla Unione Europea
che lo ha incluso tra le specie prioritarie
dell'allegato II della direttiva
Habitat, nel quale vengono elencate
le specie di interesse comunitario. In
particolare, la direttiva definisce prioritarie
le specie più rare in assoluto
tra quelle presenti nel territorio europeo;
la loro conservazione diviene, pertanto,
un obiettivo indifferibile per il quale
l’Unione dichiara di assumersi una
particolare responsabilità.
Nel 1998 la Regione Lombardia, su proposta
dei tecnici di alcuni tra i più
importanti parchi di pianura, ha finanziato,
con fondi del programma triennale del
Ministero per l’Ambiente,
un progetto pilota di reintroduzione del
Pelobate insubrico. In particolare, è
stata attivata una collaborazione tra
il Parco Adda Sud, coordinatore
del progetto, il Parco del Ticino,
il Parco Agricolo Sud Milano
e l’Università di
Pavia, che ha consentito di predisporre
una serie di interventi mirati al ritorno
della specie in parte dei territori in
cui era un tempo presente.
Fotografia
di Gianni Berengo Gardin
Il
Parco Agricolo Sud Milano ha individuato
tre siti, sulla base delle loro caratteristiche
ambientali, la Zona umida di Pasturago,
il Lago Boscaccio e il
Bosco di Riazzolo, nei
quali sono stati predisposti interventi
mirati alla reintroduzione della specie.
La reintroduzione di una specie animale
come il pelobate, anfibio che ha da sempre
convissuto con l'uomo nel paesaggio agrario
tradizionale, scomparsa dal Milanese soltanto
negli ultimi decenni, rappresenta una
tappa importante nella ricostituzione
e riqualificazione delle biocenosi del
Parco.
Interventi di habitat management presso
il Bosco di Riazzolo
Il progetto di reintroduzione ha richiesto
alcuni interventi di habitat management
nelle aree prescelte, consistenti nella
realizzazione ex novo di piccoli stagni,
nel ripristino di antichi canali e nella
messa a dimora di alberi ed arbusti autoctoni.
L'intervento di reintroduzione del Pelobate
insubrico aderisce al protocollo proposto
dalla Commissione Conservazione della
Societas Herpetologica Italica,
che fa riferimento alle indicazioni fornite
dalla Unione Mondiale per la Conservazione
della Natura (I.U.C.N.).
Interventi di habitat managementpresso
il Lago Boscaccio
Fasi
della reintroduzione presso il Bosco di
Riazzolo e Pasturago
Agli interventi sopra descritti hanno
fatto seguito le fasi relative alla traslocazione
vera e propria, sotto l’egida dell'Università
di Pavia, che comprendono:
- il prelievo di cordoni di uova di
Pelobate insubrico in natura;
- la schiusa delle uova presso i laboratori
dell'Università di Pavia;
- il controllo sanitario al fine di
riscontrare e/o evitare eventuali patologie;
- il rilascio di metà degli
individui ottenuti all'inizio della
metamorfosi nei siti già individuati
all'interno del Parco, che è
avvenuto il 13 giugno 2000;
- il rilascio della restante metà
degli individui nei siti di provenienza
delle uova, allo scopo di garantire
il mantenimento delle popolazioni originarie.
Seguiranno le fasi dedicate al monitoraggio
degli individui rilasciati, che saranno
mirate ad accertare l’affermazione
in natura delle popolazioni rilasciate.
Girini di Pelobate appena liberati nel
nuovo ambiente
Per informazioni rivolgersi a:
dott. Fabrizio Scelsi, funzionario
Biologo-Naturalista del Parco Agricolo
Sud Milano,
tel. 02-77403276
e-mail: f.scelsi@provincia.milano.it
dott.ssa Maria Pia Sparla, funzionario
Biologo-Naturalista del Parco Agricolo
Sud Milano,
tel. 02-77403461
e-mail: mp.sparla@provincia.milano.it
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