La
Rana di Lataste (Rana latastei) è
compresa nel gruppo delle cosiddette rane
rosse, al quale appartengono anche altre
specie ben più diffuse, quali la
Rana rossa (Rana temporaria), la Rana agile
(Rana dalmatica) e la Rana greca (Rana graeca).
Si tratta di una specie di grande interesse
zoogeografico, in quanto costituisce un
taxon endemico dell’Italia settentrionale,
con penetrazioni nella Svizzera meridionale
ed in Istria.
La Rana di Lataste è lunga ca. 7
cm e presenta una colorazione piuttosto
variabile, sui toni del bruno-rossastro
che le consentono di mimetizzarsi con le
foglie secche del sottobosco. Un carattere
che ne facilita il riconoscimento è
il peculiare disegno della gola, una linea
mediana chiara tra due parti laterali piuttosto
scure.
La Rana di Lataste predilige i boschi di
pianura, comunque sempre al di sotto degli
800 m s.l.m., ed in particolare i boschi
igrofili, dove utilizza per la riproduzione
piccole pozze d’acqua ed ambienti
rivulari del sottobosco.
Esistono in letteratura diverse segnalazione
di Rana latastei per la pianura a sud di
Milano. La presenza è certa
sino agli anni 70’. Attualmente
non esistono segnalazioni recenti e ciò
fa supporre che la specie sia del tutto
scomparsa, coerentemente con il declino
riscontrato in tutta la Pianura Padana.
Rana latastei è compresa nella Red
List della IUCN, mentre non è inclusa
tra le specie protette dalla legge regionale
sulla tutela della flora e della fauna minore
(L.R. 33/77).
Facendo seguito all’intervento di
reintroduzione del Pelobate insubrico recentemente
avviato, il Parco Agricolo Sud Milano, con
un finanziamento della Regione Lombardia,
si è fatto promotore di un secondo
progetto di reintroduzione faunistica riguardante
la Rana di Lataste.
Nel territorio del Parco, l’elevata
densità di popolazione, unita al
tumultuoso sviluppo economico degli ultimi
decenni, ha portato alla scomparsa di gran
parte degli ambienti naturali e semi-naturali
un tempo presenti. In passato, il paesaggio
a sud di Milano aveva un assetto molto diverso
dall’attuale, caratterizzato da un’equilibrata
commistione di piccoli borghi rurali, cascine
e campagne alberate. Le tecniche agricole
erano, inoltre, più rispettose dell’ambiente
in confronto con quelle utilizzate oggi
che tendono a uniformare il paesaggio, riducendo
la varietà di ambienti e conseguentemente
la biodiversità.
In un tale contesto, infatti, vengono favorite
anche indirettamente poche specie assai
adattabili, che spesso divengono anche invadenti,
a scapito di altre più esigenti dal
punto di vista ecologico che tendono progressivamente
a scomparire.
La riduzione degli elementi naturali o seminaturali
del paesaggio è avvenuta soprattutto
a carico dei boschi, dei filari, delle siepi,
delle marcite e dei fontanili, e le conseguenze
sono state la rarefazione e, in molti casi,
l’estinzione di molte specie
animali e vegetali.
Il riequilibrio ecologico dell’area
metropolitana milanese passa, quindi,
anche attraverso la reintroduzione di
taxa scomparsi dal territorio ed il rafforzamento
di popolazioni sull’orlo dell’estinzione.
Il ritorno della Rana di Lataste nel Sud
Milanese rappresenta, quindi, un ulteriore
passo in direzione della rinaturalizzazione
e ricostituzione delle biocenosi tipiche
della Pianura Padana, in linea con le
finalità fin qui perseguite dal
Parco Agricolo Sud Milano.
Il progetto, che ha come finalità
la creazione di popolazioni stabili di
Rana di Lataste nel territorio del Parco
Agricolo Sud Milano, comprende nel complesso
4 fasi che sono brevemente riassunte nel
seguente schema:
- Realizzazione di uno studio
sullo status attuale di Rana di Lataste
nel territorio del Parco;
- Interventi di habitat management
per il ripristino o la creazione ex
novo di ambienti idonei all’insediamento
della specie;
- Interventi di traslocazione
(ripopolamento e/o reintroduzione) per
l’incremento o per la creazione
di popolazioni;
- Monitoraggio dei siti di traslocazione.
Lo studio, esteso all’intero
territorio del Parco, ha lo scopo di fornire
informazioni sia sulla distribuzione attuale
che su quella pregressa.
Gli interventi di habitat management
sono mirati alla creazione di siti idonei
ove la specie sia in grado di reinsediarsi
stabilmente. Tali interventi vanno da
una valorizzazione di aree umide già
esistenti alla costituzione ex novo di
piccole pozze ove sia garantita la permanenza
dell’acqua per tutto l’arco
dell’anno. I siti prescelti ricadranno
all’interno di aree boscate o in
prossimità di queste, e sono anche
previste interventi di miglioramento ambientale
nelle aree circostanti con la messa a
dimora di alberi e arbusti igrofili. Tra
le essenze arboree, la scelta ricadrà
soprattutto sull’ontano nero (Alnus
glutinosa), che sembra assai adatto al
ripristino di condizioni favorevoli alla
Rana di Lataste, anche sulla base di esperienze
condotte in altre località.
La fase successiva a quella di habitat
management consiste nella traslocazione
di individui di Rana latastei allo stadio
larvale. A tal scopo sono stati presi
contatti con il Dipartimento di Biologia
Animale dell’Università di
Pavia che ha già un’esperienza
significativa e consolidata nel campo
dell’allevamento di anfibi minacciati
d’estinzione.
Per informazioni rivolgersi a:
dott. Fabrizio Scelsi, funzionario
Biologo-Naturalista del Parco Agricolo
Sud Milano, tel. 02-77403276
e-mail: f.scelsi@provincia.milano.it |