Milano agli inizi del Novecento si presenta già come il maggior centro produttivo del Paese. La sezione di Aeronautica Italiana che prende parte nel 1906 alla Grande Esposizione Internazionale dei Trasporti e delle Belle Arti, è la prima in Europa rivolta sia ai mezzi di trasporto più leggeri sia a quelli più pesanti. L’iniziativa gioca un ruolo importante alle origini della grande industria aeronautica italiana e pone le premesse per l’organizzazione della prima esposizione italiana di Aviazione a Milano nel novembre del 1909. Per le manifestazioni aviatorie del “Circuito Aereo Internazionale” del 1910, nasce ad est della città, in direzione delle cascine di Monluè e di Linate nella località di Taliedo, il primo campo d’aviazione di Milano definito Aerodromo d’Italia. Per l’evento, accanto alle classiche prove di un circuito aereo, si pensa a una novità: la traversata aerea delle Alpi. Attraversare le Alpi rappresenta la vincita dell’uomo sulla barriera dell’altezza. Tra i valichi delle Alpi, si impone il Sempione non solo per il suo fascino ma anche perché il più vicino alla metropoli lombarda. La traversata avrebbe dovuto collegare idealmente Briga in Svizzera, con Domodossola e Milano.
Sotto l’alto patronato di S.M. il Re d’Italia erano coinvolti come attori principali e finanziatori del premio di 100.000 lire:
Tra gli iscritti per la prova furono selezionati:
La traversata delle Alpi fu vinta, ma ad un alto costo, che fu il sacrificio della sua propria vita da “Geo” Chavez ingegnere e aviatore parigino di nascita (anno 1887), ma di origini peruviane che a bordo di un fragile aeroplano monoplano Bleriot XI, fabbricato in legno dopo aver sorvolato il Sempione precipitò, proprio in fase di atterraggio nella piana di Domodossola.