Potenti archivi informatizzati per gestire al meglio l’intera maglia viaria, pianificare le opere di manutenzione, controllare domanda e offerta di mobilità secondo le strategie del mobility management: sono solo alcune delle indicazioni presenti in una ‘guida’, corredata da tavole e tabelle, che permette di stendere un elenco delle priorità, ipotizzare la tempistica degli interventi e suggerisce una falsariga di piani particolareggiati.
Il PTVE è articolato in schede, ciascuna con un proprio inquadramento e la precisazione di un proprio obiettivo per rendere possibile l’aggiornamento, la correzione e il miglioramento; per la stesura sono stati adottati i criteri suggeriti dall’Associazione Italiana per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti.
Il PTVE, approvato con Delibera di C.P. n. 1/03 il 9 gennaio 2003, costituisce la fase di inquadramento generale e di definizione dei contenuti e degli obiettivi che rimandano alla stesura di piani di approfondimento. E’ una proposta tattica-gestionale di durata biennale: il tempo necessario a far sì che la sperimentazione si traduca in norma con tutte le misure correttive che vengono via via identificate, per il trasferimento di competenze dove necessario, per colmare le lacune createsi.
L’emergenza costante della mobilità impone alle singole
amministrazioni l’adozione di misure d’urto che servono a tamponare, ma non a risolvere
un problema complesso come quello della viabilità, dove spesso diversi interessi si trovano in
contrasto tra loro. Invece che progettare nuove opere infrastrutturali, è quindi più funzionale
accordare in un’azione coerente tutti gli strumenti di programmazione già esistenti e
fonderli in un’operazione sinergica, in modo che ogni aspetto venga giustamente riposizionato
all’interno di un orizzonte più ampio.


