La modulazione di tempo del lavoro e tempo libero risponde ai bisogni di indipendenza, realizzazione personale e maggior attenzione alla qualità della vita; non sempre implica l'uso di tecnologie informatiche o telematiche e, tuttavia, il limite principale resta ancora la diffidenza culturale, tanto da parte dell'azienda quanto da parte del dipendente.
Connessioni a internet e software appositi consentono lo svolgimento di diverse attività per le quali diventa inutile la presenza fisica in azienda, e di conseguenza lo spostamento dei lavoratori. Le forme di telelavoro possono comprendere:
- telelavoro da casa
- telelavoro mobile
- lavoro in piattaforme telematiche
- lavoro a distanza da una sede per conto di un'altra sede
Le formule di organizzazione temporale del lavoro a distanza possono articolarsi su un numero di giorni definito tanto per il lavoro a distanza (3-4 alla settimana) e di presenze in ufficio (1-2 alla settimana) a seconda dei compiti specifici da assolvere.
Risultati eccellenti sulla gestione della domanda di mobilità si ottengono con le strategie di
flessibilità applicate agli orari di lavoro: la rimodulazione dell'orario di lavoro con
orari flessibili,
orari alternati o addirittura con
orari settimanali compressi influenza con percentuali molto
rilevanti la riduzione degli spostamenti e i flussi di traffico. Per abbattere del 20% la richiesta
di mobilità del dipendente è sufficiente la proposta di
4 giorni lavorativi su 7, con orari allungati per
recuperare le ore del quinto giorno. Un intervento di questo tipo, tuttavia, incide direttamente
sul ciclo produttivo e per attuarlo è necessario verificarne la compatibilità con le esigenze
lavorative dell'azienda.


