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"A5405. Nedo Fiano"
Un video dedicato al sopravvissuto di Auschwitz, oggi uno dei più attivi testimoni dell'Olocausto.
A5405 era la matricola di prigioniero ad Auschwitz di Nedo Fiano. Un numero che Nedo porta ancora oggi sul braccio.
Attraverso il racconto di Fiano, fotografie di repertorio della sua famiglia e la ripresa di momenti di testimonianza nelle scuole, il video rievoca la vicenda di Nedo, dalla discriminazione delle leggi razziali del 1938 alla deportazione ad Auschwitz, dalla liberazione nel campo di Buchenwald alla ricostruzione di una vita ricca di impegni, dalla laurea alla Bocconi al lavoro come consulente a Milano, all’attività di scrittore fino alla fondamentale figura di testimone soprattutto nei confronti degli studenti.
Il racconto inizia rievocando la promulgazione delle leggi razziali: “Mai avremmo pensato che saremmo stati condannati perché professavamo una religione diversa dagli altri. Questo fu l’inizio nel novembre del 1938 della tragedia nostra e degli altri quarantamila ebrei residenti in Italia”. Nedo Fiano riguarda le fotografie della madre Nella, del padre Olderigo, del fratello Enzo con la moglie e il piccolo Sergio, della nonna, degli zii con i due figli. Tutti deportati ad Auschwitz e finiti nei forni crematori. Fiano si commuove quando ricorda l’ultimo abbraccio alla madre, sulla banchina di Auschwitz all’arrivo del treno il 23 maggio 1944: “A un certo punto un grido: “Uomini a sinistra e donne a destra” e la mamma mi ha detto: “Nedo abbracciami, non ci vedremo mai più”. Sento ancora il mio volto che scivola sul suo, bagnato di lacrime. E poi ci hanno diviso e la mamma è stata destinata al crematorio numero Due.”
Alla ricostruzione della figura di Fiano hanno dato il loro contributo Ferruccio De Bortoli, Rina Lattes, Moni Ovadia e Liliana Picciotto.
di Aurelio Citelli
fotografia Renato Minotti
riprese Renato Minotti, Giuseppe Mazzotta
montaggio Aurelio Citelli, Renato Minotti
con Ferruccio De Bortoli, Rina Lattes, Moni Ovadia, Liliana Picciotto
musiche di Rapsodijatrio, Garcia-Fons e Matinier, Moni Ovadia Theaterorchestra, Beniamino Gigli, Xenia Ensemble, Barabàn
coordinamento della produzione Mario Zerbini
prodotto dal Settore comunicazione della Provincia di Milano
direttore Alessandro Papini
realizzato da Medialogo - Provincia di Milano
Milano, 2012, 40 min.
Nedo Fiano
Nedo Fiano (Firenze, 1925) è uno scrittore italiano sopravvissuto alla deportazione nazista nel campo di sterminio di Auschwitz. È uno dei più attivi testimoni contemporanei della Shoah.
Dopo la promulgazione delle leggi razziali del 1938, Fiano dovette abbandonare la scuola perché di religione ebraica. Nel 1944 venne arrestato e rinchiuso nel carcere delle Murate di Firenze. Trasferito al campo di transito di Fossoli venne poi deportato ad Auschwitz. La stessa sorte, in tempi diversi, hanno subito altri dieci membri della sua famiglia.
L’11 aprile 1945 venne liberato dalle forze americane nel campo di Buchenwald. Nedo Fiano è l’unico superstite della famiglia Fiano.
Nel dopoguerra si è sposato a Firenze con Rina Lattes. Si è successivamente trasferito a Milano dove si è laureato all’Università Bocconi ed ha intrapreso la carriera di manager. Nel 1985 ha fondato uno studio di consulenza aziendale.
Nel 2003 ha pubblicato il libro A 5405. Il coraggio di vivere, nel quale ha raccontato la sua esperienza di deportato. È quotidianamente impegnato in attività di testimonianza attraverso conferenze ed incontri, in particolare con gli studenti.
È stato uno dei consulenti di Roberto Benigni nel film La vita è bella; è apparso in numerosi programmi televisivi di divulgazione ed ha preso parte a molti documentari, tra i quali Volevo solo vivere di Mimmo Calopresti, Un treno per Auschwitz di Bruno Capuana, Un giorno qualunque di Hendrick Wijmans.
Il 7 dicembre 2008 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro, conferitogli dal Comune di Milano.
