Faq EMERGO Faq su EMERGO 2011
Quando si fa riferimento al Fondo regionale per l'occupazione dei disabili, che cosa si intende?
A tal proposito l'art.14 della legge n.68/99 stabilisce che le regioni istituiscono il Fondo regionale per l'occupazione dei disabili da destinare al finanziamento dei programmi regionali di inserimento lavorativo e dei relativi servizi. Al Fondo sono destinati gli importi derivanti dalla irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla presente legge ed i contributi versati dai datori di lavoro, nonché il contributo di fondazioni, enti di natura privata e soggetti comunque interessati.
Che cosa finanzia la Regione con il Fondo per l'occupazione dei disabili?
La Regione finanzia con il Fondo, sulla base dei Piani presentati dalle Province lombarde, iniziative a sostegno dell'inserimento lavorativo delle persone disabili, dei relativi servizi per il collocamento mirato e della formazione professionale.
Che cosa si intende per inserimento lavorativo mirato?
Per collocamento mirato dei disabili, come stabilito all'art.2 della legge n.68/99, si intendono "quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione."
In che modo i Piani provinciali prevedono l'ammissibilità al finanziamento da parte della Regione?
Tramite azioni progettuali presentate sulla base di appositi dispositivi ad evidenza pubblica. I dispositivi si possono definire in progetti quadro, servizi a voucher, incentivi e sono volti a sostenere finanziariamente quattro grandi macroaree di intervento.
Quali sono i soggetti che possono presentare progetti e richiedere quindi il finanziamento?
I soggetti ammissibili alla realizzazione delle azioni promosse dal Piano provinciale variano a
seconda del dispositivo e sono: A. i servizi competenti come definiti dalla L.R. 13/03 - all'art. 4
comma 1 (Centri per l'Impiego); B. i Comuni che in forma singola o associata o attraverso le ASL
gestiscono i servizi per l'integrazione lavorativa delle persone disabili; C. gli enti accreditati
dalla Regione Lombardia per la macrotipologia orientamento e formazione, con esperienza pluriennale
nel campo della disabilità; D. le Associazioni dei Disabili, dei datori di lavoro anche attraverso
loro enti e strutture delegate nonché da enti o organismi bilaterali; E. le imprese private e gli
enti pubblici e comunque tutti i datori di lavoro pubblici o privati che si attivano per sostenere
le azioni previste dalla Legge n. 68/99; F. le organizzazioni del privato sociale, con specifiche
competenze nel campo dell'integrazione socio-lavorativa dei disabili; G. le cooperative sociali
"Tipo B" ed i loro consorzi. Si rammenta che i soggetti interessati per poter essere ammessi alla
presentazione dei progetti, devono essere ottemperanti rispetto a quanto previsto dalla legge
n.68/99 art.17.
I disabili non sono destinatari diretti dei finanziamenti del Piano Emergo.
Che cosa prevede l'art.17 della legge n.68/99?
Si riporta qui di seguito il testo dell'articolo: "1. Le imprese, sia pubbliche sia private, qualora partecipino a bandi per appalti pubblici o intrattengano rapporti convenzionali o di concessione con pubbliche amministrazioni, sono tenute a presentare preventivamente alle stesse la dichiarazione del legale rappresentante che attesti di essere in regola con le norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili, nonché apposita certificazione rilasciata dagli uffici competenti dalla quale risulti l'ottemperanza alle norme della presente legge, pena l'esclusione."
Che requisiti devono avere i soggetti disabili per poter essere inseriti nei progetti previsti dai dispositivi provinciali?
I soggetti disabili devono essere iscritti nelle liste del collocamento obbligatorio e disponibili al lavoro. Tali requisiti devono sussistere alla presentazione della domanda.
Alcuni dispositivi sono riservati espressamente a soggetti disabili "deboli". Come vengono individuati?
La Provincia di Milano ha rivolto una particolare attenzione alla fascia dei soggetti disabili "deboli" e, attraverso il proprio Comitato Tecnico ne ha delineato il profilo al fine di facilitarne l'inserimento in tirocinio e, successivamente, in quello lavorativo. Sono state individuate come 'deboli' le seguenti categorie di persone: a) persone in età lavorativa affette da menomazioni psichiche e portatori di handicap intellettivo con qualunque percentuale di riduzione delle capacità lavorative; b) persone in età lavorativa affette da menomazioni fisiche e sensoriali che comportino una riduzione delle capacità lavorative pari o superiore al 74%, compresi i non vedenti, colpiti da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore a 1/20 a entrambi gli occhi anche con eventuale correzione. Nell'ambito di entrambe le categorie sono stati individuati altri 'criteri aggiuntivi' ritenuti necessari per considerare deboli le persone disabili. In particolare, per le persone affette da disabilità di tipo fisico, psichico, sensoriale o intellettivo sono considerate deboli quelle che presentano almeno una delle seguenti condizioni: età superiore a 50 anni, necessità di inserimento con il supporto di un Servizio di mediazione come da dichiarazione delle Commissioni per l'accertamento delle Invalidità Civile nelle "relazioni conclusive" L. n. 68/99 (a causa di difficoltà in particolar modo di tipo relazionale), soggetti con alle spalle almeno due tentativi di inserimento falliti oppure da sempre senza lavoro, con bassa scolarità e con il riconoscimento della Legge n. 104/92.
Il dispositivo n.4 prevede l'attuazione di tirocini di orientamento riservati a soggetti disabili "deboli" . Quali sono le modalità di realizzazione?
Si devono prevedere percorsi precisi riferiti al singolo soggetto disabile con una modulazione graduale di inserimento ed un'attenzione alla costruzione della identità professionale del soggetto (sviluppo/consolidamento delle competenze).