Deprivazione e funzione genitoriale
Il tema della deprivazione, caratterizzato da gravi difficoltà nell’uso delle categorie
logiche di pensiero, delle categorie spazio-temporali e nell’uso degli affetti come motore
integrato del funzionamento mentale, sino ad oggi non è stato trattato in maniera sistematica e
coerente all’interno dei Servizi.
L’inefficacia degli interventi è spesso legata alle difficoltà che gli operatori
incontrano nei loro tentativi di entrare in contatto con adulti, adolescenti e bambini deprivati:
lo stato di deprivazione è infatti contrassegnato dal forte bisogno dei soggetti deprivati ad
esternalizzare i loro personali conflitti, le loro sofferenze, le loro reazioni sugli operatori
stessi o su chi si prende cura di loro perché la loro mente non è stata in grado di integrarli. Gli
effetti di questo potente meccanismo sono spesso reazioni incomprensibili, stati di ansia e di
rifiuto, stati di angoscia e paura negli operatori stessi. Lo stesso meccanismo di
esternalizzazione è ciò che sostiene la cosiddetta “catena del maltrattamento”, il
fenomeno per cui cioè soggetti deprivati e maltrattati diventano genitori maltrattanti.
Questo corso introduttivo si propone di affinare la capacità degli operatori psico-sociali
nella presa in carico delle situazioni familiari, integrando contributi teorici con lavori in
gruppo su materiale clinico portato dai corsisti.
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Scadenza iscrizione:
14 settembre 2005
Dall’accoglienza alla dimissione del
bambino dalla comunità
La memoria del passato e le attese per il futuro
Le esperienze di lavoro delle comunità di accoglienza per minori pongono sempre più in
evidenza, come tema centrale nel progetto di protezione di un bambino e di un adolescente, la
costruzione di un percorso che già al momento dell’accoglienza prefiguri la dimissione. Un
processo complesso, sia sul piano concreto che su quello relazionale, laddove colloca
l’esperienza della comunità tra un prima traumatico e scarsamente protettivo ed un dopo
investito di attese e di grande tensione emotiva.
Accoglimento e dimissione appaiono strettamente correlati ed uniti da una sinergia reciproca
che rimanda alle competenze di attaccamento e separazione. Su tema della dimissione il pensiero
appare fragile, sia sul versante educativo che su quello clinico, con un facile sbilanciamento
verso gli aspetti concreti a discapito di una attenta riflessione sugli aspetti emotivi e
comportamentali.
L’obiettivo del percorso formativo è quello di esplorare, riconoscere e valutare quali
siano le condizioni esterne/progettuali ed interne/emozionali, che rendano possibile costruire
percorsi di dimissione, che non evochino rotture o abbandoni sia nei bambini che negli adulti
tenuti ad accompagnare le criticità di questo passaggio.
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Scadenza iscrizione:
27 settembre 2005
La difficoltà del crescere: minori stranieri e
tutela
Il mondo dei ragazzi nella migrazione resta, ancora per molti aspetti, da conoscere ed
esplorare, per poter progettare interventi mirati che permettano la costruzione di percorsi di
integrazione e scambio interculturale. Nella foto di gruppo che idealmente raccoglie le diverse
biografie dei minori immigrati è possibile riconoscere soggetti differenti per vari aspetti: motivi
della migrazione, modalità di arrivo, situazione familiare, condizioni di vita.
Nello specifico, riveste particolare importanza la fascia dell’adolescenza quale
momento cruciale per la costruzione dell’identità.
Il percorso formativo intende accompagnare una riflessione e favorire il confronto tra i
partecipanti, su alcuni temi cruciali, come l’adolescenza e la costruzione di
un’identità tra radici lontane e futuro.
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Scadenza iscrizione:
27 settembre 2005
La tutela giurisdizionale: il diritto
sostanziale e la costruzione del progetto di tutela del minore
Il sistema dei Servizi impegnato nella tutela dei minori e nella promozione delle relazioni
familiari si muove, oggi, all’interno di scenari instabili e in forte evoluzione. Le aree di
cambiamento sono molteplici: dai modelli organizzativi, alla normativa di riferimento, alla
specificità delle competenze e dei saperi richiesti agli operatori dell’area psico-sociale.
Nell’organizzazione di questa proposta formativa vengono affrontati alcuni temi
cruciali che, in un lavoro di forte interazione e scambio con gli operatori presenti,
attraverseranno il significato della tutela del superiore interesse del minore, del mandato di
affido all’Ente da parte di un Tribunale e dei rapporti tra servizi, magistratura, avvocati e
parti.
Questo percorso si apre ad una prospettiva di conoscenza e di contaminazione arricchente tra
sapere giuridici e saperi tecnici, che pongano Servizi ed operatori nella posizione di articolare
progetti d’intervento rispondenti ai bisogni evolutivi del bambino e della sua famiglia e
profondamente radicati in un sistema di diritto.
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Scadenza iscrizione:
12 settembre 2005
Accompagnare la relazione tra un genitore
gravemente malato e il proprio figlio
Le difficoltà incontrate dagli operatori che si occupano di bambini e ragazzi dove, il
percorso di tutela deve tenere conto della grave malattia di un genitore sono molteplici ed
estremamente differenziate. Gli scenari cambiano a seconda dell’età del bambino, del tipo di
malattia di cui è portatore il genitore, delle condizioni poste dalla malattia (la cronicità,
l’aggravamento) e di come queste ipotecano il futuro e la possibilità di una continuità della
relazione genitore-figlio. L’operatore è tenuto ad interrogarsi su questi aspetti e su molti
altri, non ultimo su come accompagnare il bambino a confrontarsi con la malattia, con i limiti che
impone al genitore nella relazione e nella sua continuità.
Data la particolarità di questo tema si è ipotizzato di iniziare dalla messa in comune
dell’esperienza, da una riflessione sulle difficoltà incontrate nella gestione di alcune
situazioni ritenute esemplificative per le implicazioni pratiche emotive e fantasmatiche.
Il corso strutturato come un laboratorio vedrà alternarsi momenti di lavoro in gruppo a
momenti di docenza nei quali verranno approfonditi le aree problematiche individuate.
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Scadenza iscrizione:
27 settembre 2005
Contatto, comunicazione, relazione con il
bambino e con l'altro: strumenti per il lavoro educativo
La sperimentazione del contatto, del movimento, delle dinamiche interpersonali, del
linguaggio non verbale, delle emozioni e dei vissuti, può fornire degli strumenti operativi
concreti, nuovi e stimolanti per il lavoro educativo con i bambini.
Un esempio è il massaggio infantile, primariamente strumento di benessere per la persona,
importante mezzo di approfondimento corporeo, relazionale e comunicativo.
Il corso non insegna una tecnica ma vuole offrire agli operatori l’opportunità di fare
un’esperienza su di sé e per sé per una rinegoziazione delle risorse personali e
professionali di sostegno e di nuove energie per il lavoro; inoltre, vuole offrire la possibilità
di approfondire o scoprire strumenti corporei, spunti teorici e di comunicazione non verbale da
tenere presenti nella relazione con i bambini.
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Scadenza iscrizione:
3 ottobre 2005
Orientamenti e pratiche nell’inserimento
al nido
L’inserimento del bambino al nido è un elemento fondamentale per definire la qualità
dei servizi educativi per la prima infanzia: esso rende visibili i presupposti teorici, lo stile
educativo e il progetto pedagogico di ciascun servizio. L’inserimento, prima occasione di
conoscenza del nido per le famiglie, richiede riflessione e strumenti professionali sempre più
raffinati e rispondenti ai bisogni in continua trasformazione portati da adulti e bambini.
Il percorso, facendo riferimento alle principali teorie sul tema, intende sviluppare nei
partecipanti la capacità di leggere, riflettere ed eventualmente ripensare orientamenti e modalità
di inserimento, oltre che di gestire la complessità delle relazioni implicate.
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Scadenza iscrizione:
10 ottobre 2005
Bambine e bambini
Il percorso formativo affronta il tema della differenza di genere secondo una prospettiva che
tiene conto criticamente sia di alcune riflessioni del movimento della pedagogia della differenza,
sia di riflessioni provenienti dalle più recenti correnti di pensiero (prospettiva
relazionale/discorsiva, prospettiva psicoanalitica).
Saranno trattati temi quali lo sviluppo dell’identità sessuale e di ruolo di bambine e
bambini, la progettazione di attività insieme all’organizzazione di spazi e tempi, le
modalità di comunicazione e di interazione, i conflitti fra differenti modelli di maschile e
femminile presenti all’interno del servizio educativo e all’interno delle famiglie.
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Scadenza iscrizione:
28 settembre 2005