La pedagogia immaginale: il simbolo della
ferita
La cultura educativa è dominata dalle rappresentazioni e dalle idee che le discipline
psicologiche e sociali offrono dei suoi grandi temi e problemi. Questo assicura quadri di
riferimento e strategie operative a chi opera nei servizi socio-educativi e assistenziali.
Occorre arricchire l’immaginario dell’operatore sociale e educativo imparando a
leggere i fenomeni con cui egli si misura, anche alla luce di altri importanti orizzonti di sapere
e di senso: per esempio, quelli che provengono dalle narrazioni, dai miti, dalle elaborazioni
artistiche, dal grande giacimento simbolico che la nostra tradizione ci offre.
L’educazione immaginale si realizza attraverso itinerari di immersione nella materia
immaginativa creata da particolari opere artistiche attorno a tematiche o focus simbolici
determinati.
Il percorso formativo propone di guardare il disagio attraverso la lente simbolica del dolore
e della ferita testimoniati nella creazione artistica, per approfondire e vitalizzare lo scenario
entro cui reimparare a vedere, ascoltare, insomma percepire e nominare, ancor prima che trattare, i
fenomeni complessi con i quali le pratiche educative e assistenziali entrano in contatto.
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Scadenza iscrizione
13 febbraio 2006
Non luoghi dell’educazione
Che cosa accade, quando l’incontro educativo non avviene all’interno di
un servizio, ma sul terreno dell’utente, per strada, in un bar, in un’azienda o anche
in famiglia o in una scuola, che sono sì spazi educativi, ma di qualcun altro?
Si tratta di una realtà in via di espansione che necessita di essere nominata e sostenuta.
L’iniziativa formativa è rivolta a tutti gli educatori che lavorano individualmente o in
piccoli gruppi in interventi di assistenza domiciliare, tutoring, educativa scolastica, educativa
di strada ecc. e che condividono il medesimo sentimento di solitudine e la medesima ricerca di
visibilità sociale, istituzionale e politica necessaria per non essere fagocitati dai contesti di
volta in volta attraversati.
Infatti, i luoghi visitati da questi operatori, pur appartenendo a un universo variegato e
articolato, sono accomunati da un elemento trasversale: ospitano esperienze educative per le quali
non sono stati appositamente e artificialmente costruiti.
L’alterità di questi luoghi rispetto al progetto che l’operatore reca con sé pone
il problema di risignificare permanentemente il bisogno sociale sul quale poggia e di interpretarne
correttamente il mandato politico. Inoltre, l’operatore per non perdere il presidio del
proprio ruolo, in una relazione educativa non all’interno di un servizio, ma sul terreno
dell’utente, deve saper riconoscere i propri confini di ruolo e identificare la propria
specificità pedagogica.
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Scadenza iscrizione
10 aprile 2006
Professione educatore
Nel settore dell’educazione, la preparazione professionale non viene talvolta
adeguatamente considerata, preferendo porre attenzione alle motivazioni ideali che spingono verso
questa professione. Una professione che ha, invece, confini precisi e tecniche e metodologia
proprie: l’educatore ha una sua esatta definizione scientifica che lo differenzia, ad
esempio, dallo psicologo, dall’animatore ecc.
Il corso intende delineare le caratteristiche della professione, analizzando e categorizzando
le esperienze formative e professionali dei partecipanti e proponendo un dispositivo specifico per
l’educazione nei Servizi.
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Scadenza iscrizione
27 gennaio 2006
Percorsi espressivi di arteterapia nel lavoro
educativo
Il corso intende fornire una introduzione alle conoscenze teoriche e metodologiche del
linguaggio figurativo e non verbale, completate da un’opportuna attività pratica, da
utilizzarsi nell’ambito di interesse e di attività di ciascun partecipante.
L’Arteterapia è un intervento di aiuto e di sostegno alla persona a mediazione non
verbale che utilizza i materiali artistici e il processo creativo come elementi facilitanti la
relazione tra operatore e utente. Per comprenderne le potenzialità è necessario un coinvolgimento
diretto. Si tratta, infatti, di una esperienza che coinvolge la globalità della persona a livello
sensoriale, emotivo, cognitivo che permette la costruzione di nuove strutture psichiche e la
sperimentazione di nuove modalità procedurali, simboliche e relazionali atte a favorire il
cambiamento.
L’obiettivo del percorso formativo è quello di fornire una prima presentazione
dell’arteterapia, facendo scoprire la possibilità di un ampliamento delle competenze
personali e professionali nell’ambito espressivo.
Inoltre intende potenziare le capacità percettive ed espressive di ognuno, affinché
L’operatore sia in grado di indirizzarsi verso percorsi creativi, a sostegno del Sé
individuale, proprio e degli utenti con cui opera. La scoperta delle potenzialità e delle risorse
espressive che ciascun individuo possiede consente, infatti, di migliorare la resa motivazionale
nel lavoro operativo e di acquisire competenze di base per la riproposizione dello strumento
espressivo stesso.
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Scadenza iscrizione:
27 marzo 2006
Aggressività: dalla distruttività alla
ristrutturazione
All’interno del proprio percorso professionale ogni operatore si trova a doversi
confrontare con tematiche inerenti l’identificazione e la gestione di dinamiche aggressive,
sia interne che emergenti dall’interazione con l’utenza e/o i colleghi.
Spesso la gestione di tali dinamiche risulta complessa e travagliata, determinando non di
rado situazioni di impasse sia sul piano personale che professionale. Una corretta conoscenza dei
meccanismi aggressivi e della loro gestione permette non solo di superare tali momenti ma anche e
soprattutto di utilizzare le risorse personali e del sistema, ristrutturando e incanalando le
spinte aggressive verso modalità e finalità più funzionali, trasformando così gli elementi
distruttivi in risorse positive ed evolutive.
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Scadenza iscrizione
17 febbraio 2006
La mobilizzazione dell’ospite e le norme
di sicurezza
Il lavoro quotidiano di chi assiste persone in difficoltà è caratterizzato da
complessi e ripetuti interventi di mobilizzazione.
Risulta pertanto necessario ripensare, confrontare e sperimentare tecniche ed interventi
specifici che aiutino l’operatore a riflettere sul proprio agire. Il corso, in collaborazione
con la Fondazione Clerici, prevede una serie di incontri di carattere prevalentemente pratico che,
con l’aiuto di esperti, permetterà agli interessati di verificare la correttezza dei loro
interventi nei confronti degli utenti e ripensare alla propria salute in un’ottica
preventiva.
I corsisti avranno a disposizione uno spazio attrezzato con ausili e presidi per le
esercitazioni pratiche.
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Scadenza iscrizione
20 febbraio 2006
Cura degli altri e cura di sé
Motivazione al lavoro socio assistenziale e autostima dell’operatore di aiuto“Curare gli altri curando sè” è una delle motivazioni più frequenti e
significative nelle professioni d’aiuto; cogliere i bisogni degli altri sapendo ascoltare i
propri, rispondere alle attese di chi curiamo soddisfando anche le nostre, aiutare chi incontriamo
senza trascurare noi stessi sembrano essere spinte capaci di sostenere un lavoro impegnativo quale
è quello della cura. Consapevoli della centralità dei soggetti “utente” e
“operatore” nella relazione d’aiuto, si propone, in collaborazione con il CFP
Canossa, un percorso formativo che vuole fornire strumenti utili per valorizzare gli altri e se
stessi, evitando la deriva dei comportamenti aggressivi, a danno dell’utente, e dei
comportamenti passivi, a danno dell’operatore.
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Scadenza iscrizione:
28 marzo 2006
Relazione d’aiuto e salute mentale:
l’assistenza a persone con problemi psichici
Il corso, in collaborazione con il CFP Canossa, propone una riflessione sulla
salute mentale attraverso l’analisi dei principali disturbi psichici e l’elaborazione
degli atteggiamenti degli operatori verso la malattia mentale.
Il percorso vuole essere un’occasione per approfondire le conoscenze di base sulla
salute mentale, per acquisire elementi utili a riconoscere e identificare alcuni segnali
comportamentali espressivi di patologia psichica, per individuare approcci efficaci nella cura di
persone con disturbi psichici ed evitare così interventi improduttivi.
Mira a fornire semplici conoscenze psichiatriche che favoriscano lo scambio comunicativo
all’interno delle équipe di lavoro e a stimolare l’individuazione e, quindi,
l’assunzione di comportamenti adeguati nella cura di persone con disturbi psichici.
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Scadenza iscrizione:
20 marzo 2006
La disabilità: dalla comprensione alla cura
Gli aspetti culturali, i significati, le situazioni, le tipologie della disabilità
costituiscono la cornice della proposta.
Il corso, in collaborazione con la Fondazione Clerici, vuole essere occasione per
approfondire i vari aspetti e situazioni in cui gli operatori sono chiamati a prendersi cura della
disabilità.
Vuole essere, inoltre, momento di riflessione su una tematica importante e coinvolgente le
relazioni della persona e rendere consapevole l’operatore di situazioni che lo interpellano
nel suo lavoro quotidiano.
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Scadenza iscrizione:
23 marzo 2006