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Politiche Sociali


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Area famiglia, minori, giovani

#33cc66La protezione del minore vittima di maltrattamenti, violenze e abusi sessuali
Le trasformazioni in atto e le scelte gestionali compiute dalle Amministrazioni locali per quanto concerne i Servizi rivolti ai minori spingono verso un sistema che, da un lato, valorizza le capacità di coordinamento e progettazione del soggetto pubblico, dall’altro richiede la conoscenza approfondita delle caratteristiche e delle norme che muovono l’azione dei Tribunali competenti.
Tali Servizi, per la specificità degli interventi attuati, si pongono in un ambito molto vicino a quello della Giustizia e per assolvere la funzione di tutela e garantire quanto previsto dall’articolo 609/decies “l’assistenza al minore in ogni ordine e grado del procedimento” debbono conoscere le norme, ma anche la struttura del procedimento penale dalla notizia di reato al dibattimento.
L’obiettivo del percorso formativo è favorire la conoscenza, ma anche l’identificazione di processi di intervento in grado di conciliare il supremo interesse del minore con le garanzie previste dal nostro sistema giudiziario e aprire un confronto tra i Servizi e la Magistratura, lavorando per costruire sinergie interistituzionali. Nel percorso formativo verranno coinvolti pubblici ministeri, giudici per le indagini preliminari e del dibattimento, operatori di polizia, al fine di aprire un confronto diretto sulle problematiche di maggiore interesse.
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Scadenza iscrizione:
17 febbraio 2006



#33cc66L’ascolto del minore vittima di maltrattamenti, violenze e abusi sessuali
Nel sistema processuale la testimonianza del minore occupa un posto centrale e lo è ancor di più nei casi di un sospetto abuso sessuale poiché il minore, oltre che vittima, è spesso l'unico testimone oculare disponibile.
Le disposizioni giuridiche, che regolano l'audizione del minore in ambito penale, prevedono la formazione della prova nella fase dibattimentale, cosicché le indagini precedentemente esperite e le testimonianze ottenute dagli organi di polizia giudiziaria o dal pubblico ministero devono essere necessariamente riproposte nel corso del dibattimento.
La testimonianza del minore è un evento particolare e complesso, che induce a riflettere non solo sul peso che assume nel formare il convincimento del Giudice, ma soprattutto sul significato che una riattualizzazione di eventi traumatici assume nel percorso di cura e protezione del bambino vittima.
Il corso, a partire da un inquadramento giuridico sulla struttura del procedimento penale, affronterà la costruzione del percorso di protezione e assistenza psicologica del minore all’interno del procedimento penale.
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Scadenza iscrizione:
28 aprile 2006

#33cc66La valutazione in ambito forense della relazione di attaccamento nella prima infanzia tra il bambino e la sua famiglia
Il corso, articolato in quattro giornate, intende fornire strumenti teorici e pratici per la valutazione, diagnosi e prognosi, della relazione d’attaccamento del bambino nei confronti dei suoi care givers (genitori o eventuali altre figure di riferimento), con particolare riferimento alle valutazioni in ambito forense nelle situazioni di abuso, maltrattamento, trascuratezza sui minori.
La Teoria dell’Attaccamento, nei suoi più recenti sviluppi, sarà assunta come cornice concettuale entro la quale inquadrare l’osservazione delle interazioni diadiche tra il bambino e le sue figure genitoriali volta a raccogliere dati utili alla caratterizzazione del loro funzionamento relazionale e sulle ricadute di queste relazioni sulla strutturazione del Sé e sui possibili itinerari di sviluppo psico emotivo del bambino.
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Scadenza iscrizione:
20 febbraio 2006

#33cc66La tutela del minore nel conflitto genitoriale della separazione
Numerosi studi condotti sugli effetti che la separazione può avere sui figli, sono concordi nel concludere che non sia la separazione dei genitori ad avere conseguenze negative sullo sviluppo dei minori, ma il permanere di un conflitto tra gli ex coniugi, o nelle separazioni di coppie conviventi. Il bambino, più o meno consapevolmente, viene usato dai genitori nell’ambito di un conflitto che si gioca nelle aule dei tribunali per soddisfare i propri bisogni difensivi, per svalutare l’altro, per proiettare su di lui i propri bisogni di protezione e di unione familiare.
Gli operatori sono spesso chiamati a elaborare osservazioni e valutazioni prognostiche sulle competenze genitoriali e sui possibili percorsi d’intervento che possono far evolvere positivamente la conflittualità nella coppia. Un intervento delicato che non può prescindere da una conoscenza della normativa e dalla giurisprudenza in materia.
Il percorso formativo affronterà i temi della separazione consensuale, giudiziale e del divorzio, così come la tutela del minore nella famiglia di fatto, la difesa del minore nei casi di sottrazione internazionale sino al recentissimo disegno di legge di riforma: il DDL n.3537 del Senato "Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso".
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Scadenza iscrizione:
22 febbraio 2006


#33cc66Sognare una speranza. Come aiutare i bambini feriti da relazioni violente a ritrovare fiducia e speranza
Il corso si propone di offrire agli operatori che si occupano di minori vittime di esperienze traumatiche una riflessione approfondita riguardo alle caratteristiche ed emozioni dei bambini.
Si propone altresì di analizzare le modalità di comunicazione e di intervento più adatte a ridestare nei bambini la fiducia e la speranza da parte degli adulti che si occupano di loro.
Sarà importante riflettere su come aiutare i bambini a pensare e a parlare delle loro esperienze tanto dolorose, a “distillare” la violenza che consegue ai traumi subiti, senza dimenticare il fondamentale rapporto coi loro genitori.
In un lavoro così delicato e complesso è imprescindibile, da parte degli operatori, porre una particolare attenzione alle emozioni che suscitano in loro le sconvolgenti storie dei bambini e dei loro genitori.

Il corso prevede una stretta sinergia tra un approccio psicologico, di impostazione psicodinamica, e un approccio pedagogico, dove la comprensione dei comportamenti e del mondo interno del bambino porti ad individuare interventi educativi concreti ed efficaci. A tal fine sarà utilizzata la lettura di una fiaba, scritta ed illustrata appositamente per aiutare a parlare di maltrattamento e a prendersi cura dei bambini più sfortunati.
A partire dalla lettura del libro “Anna ritrova i suoi sogni”, verranno analizzati esempi di comportamenti di bambini e discusse le modalità educative più adatte a ridestare la fiducia e la speranza.
Verranno altresì proposti giochi psicologici dove gli operatori saranno invitati a ricordare e a simulare esperienze concrete vissute con i bambini loro affidati.
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Scadenza iscrizione:
20 gennaio 2006


#33cc66Comunicazione e linguaggio dei bambini da zero a tre anni
Come i bambini comunicano? Come manifestano i loro bisogni e la loro interpretazione del mondo? Conoscere, oggi, le più attuali teorie sullo sviluppo delle modalità comunicative e linguistiche nei bambini da zero a tre anni è una competenza necessaria alla figura professionale dell’educatore di prima infanzia.
Tale conoscenza è il presupposto fondamentale perché l’operatore sia in grado di predisporre un contesto pedagogico adatto alla libera espressione del bambino con altri bambini e con gli adulti.
L’osservazione di questi comportamenti lo guiderà nell’interpretazione degli eventi comunicativi messi in atto dai bambini e contribuirà alla costruzione di uno stile intenzionale dell’adulto.
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Scadenza iscrizione:
10 aprile 2006


#33cc66Bambini aggressivi: la gestione del conflitto nella prima infanzia
Sempre più spesso all’interno dei servizi prima infanzia, si verificano casi di conflitto più o meno grave, che pongono a educatori e genitori numerosi interrogativi, connessi con la possibile spiegazione del fenomeno e con le strategie di intervento da attuare.
Il fenomeno del conflitto può, in alcuni casi, creare tensioni o incomprensioni nella relazione fra famiglie, fra famiglie e servizio, o ancora spingere i genitori a richiedere supporto e aiuto agli operatori.
Il corso parte dal presupposto che i comportamenti di conflitto rientrano nel continuum dei comportamenti sociali messi in atto da bambini e bambine nel corso della loro crescita: pertanto, è necessario riflettere sul significato evolutivo del conflitto per attivare il confronto all’interno del gruppo in merito alle possibili strategie di intervento dell’adulto per sostenere la relazione tra pari nei primi anni di vita e sulle strategie di sostegno alle famiglie.
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Scadenza iscrizione:
8 marzo 2006