La protezione del minore vittima di
maltrattamenti, violenze e abusi sessuali
Le trasformazioni in atto e le scelte gestionali compiute dalle Amministrazioni
locali per quanto concerne i Servizi rivolti ai minori spingono verso un sistema che, da un lato,
valorizza le capacità di coordinamento e progettazione del soggetto pubblico, dall’altro
richiede la conoscenza approfondita delle caratteristiche e delle norme che muovono l’azione
dei Tribunali competenti.
Tali Servizi, per la specificità degli interventi attuati, si pongono in un ambito molto
vicino a quello della Giustizia e per assolvere la funzione di tutela e garantire quanto previsto
dall’articolo 609/decies “l’assistenza al minore in ogni ordine e grado del
procedimento” debbono conoscere le norme, ma anche la struttura del procedimento penale dalla
notizia di reato al dibattimento.
L’obiettivo del percorso formativo è favorire la conoscenza, ma anche
l’identificazione di processi di intervento in grado di conciliare il supremo interesse del
minore con le garanzie previste dal nostro sistema giudiziario e aprire un confronto tra i Servizi
e la Magistratura, lavorando per costruire sinergie interistituzionali. Nel percorso formativo
verranno coinvolti pubblici ministeri, giudici per le indagini preliminari e del dibattimento,
operatori di polizia, al fine di aprire un confronto diretto sulle problematiche di maggiore
interesse.
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Scadenza iscrizione:
17 febbraio 2006
L’ascolto del minore vittima di
maltrattamenti, violenze e abusi sessuali
Nel sistema processuale la testimonianza del minore occupa un posto centrale e lo è ancor di
più nei casi di un sospetto abuso sessuale poiché il minore, oltre che vittima, è spesso l'unico
testimone oculare disponibile.
Le disposizioni giuridiche, che regolano l'audizione del minore in ambito penale, prevedono
la formazione della prova nella fase dibattimentale, cosicché le indagini precedentemente esperite
e le testimonianze ottenute dagli organi di polizia giudiziaria o dal pubblico ministero devono
essere necessariamente riproposte nel corso del dibattimento.
La testimonianza del minore è un evento particolare e complesso, che induce a riflettere non
solo sul peso che assume nel formare il convincimento del Giudice, ma soprattutto sul significato
che una riattualizzazione di eventi traumatici assume nel percorso di cura e protezione del bambino
vittima.
Il corso, a partire da un inquadramento giuridico sulla struttura del procedimento penale,
affronterà la costruzione del percorso di protezione e assistenza psicologica del minore
all’interno del procedimento penale.
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Scadenza iscrizione:
28 aprile 2006
La valutazione in ambito forense della
relazione di attaccamento nella prima infanzia tra il bambino e la sua famiglia
Il corso, articolato in quattro giornate, intende fornire strumenti teorici e
pratici per la valutazione, diagnosi e prognosi, della relazione d’attaccamento del bambino
nei confronti dei suoi care givers (genitori o eventuali altre figure di riferimento), con
particolare riferimento alle valutazioni in ambito forense nelle situazioni di abuso,
maltrattamento, trascuratezza sui minori.
La Teoria dell’Attaccamento, nei suoi più recenti sviluppi, sarà assunta come cornice
concettuale entro la quale inquadrare l’osservazione delle interazioni diadiche tra il
bambino e le sue figure genitoriali volta a raccogliere dati utili alla caratterizzazione del loro
funzionamento relazionale e sulle ricadute di queste relazioni sulla strutturazione del Sé e sui
possibili itinerari di sviluppo psico emotivo del bambino.
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Scadenza iscrizione:
20 febbraio 2006
La tutela del minore nel conflitto genitoriale
della separazione
Numerosi studi condotti sugli effetti che la separazione può avere sui figli, sono
concordi nel concludere che non sia la separazione dei genitori ad avere conseguenze negative sullo
sviluppo dei minori, ma il permanere di un conflitto tra gli ex coniugi, o nelle separazioni di
coppie conviventi. Il bambino, più o meno consapevolmente, viene usato dai genitori
nell’ambito di un conflitto che si gioca nelle aule dei tribunali per soddisfare i propri
bisogni difensivi, per svalutare l’altro, per proiettare su di lui i propri bisogni di
protezione e di unione familiare.
Gli operatori sono spesso chiamati a elaborare osservazioni e valutazioni prognostiche sulle
competenze genitoriali e sui possibili percorsi d’intervento che possono far evolvere
positivamente la conflittualità nella coppia. Un intervento delicato che non può prescindere da una
conoscenza della normativa e dalla giurisprudenza in materia.
Il percorso formativo affronterà i temi della separazione consensuale, giudiziale e del
divorzio, così come la tutela del minore nella famiglia di fatto, la difesa del minore nei casi di
sottrazione internazionale sino al recentissimo disegno di legge di riforma: il DDL n.3537 del
Senato "Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso".
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Scadenza iscrizione:
22 febbraio 2006
Sognare una speranza. Come aiutare i bambini
feriti da relazioni violente a ritrovare fiducia e speranza
Il corso si propone di offrire agli operatori che si occupano di minori vittime di
esperienze traumatiche una riflessione approfondita riguardo alle caratteristiche ed emozioni dei
bambini.
Si propone altresì di analizzare le modalità di comunicazione e di intervento più adatte a
ridestare nei bambini la fiducia e la speranza da parte degli adulti che si occupano di loro.
Sarà importante riflettere su come aiutare i bambini a pensare e a parlare delle loro
esperienze tanto dolorose, a “distillare” la violenza che consegue ai traumi subiti,
senza dimenticare il fondamentale rapporto coi loro genitori.
In un lavoro così delicato e complesso è imprescindibile, da parte degli operatori, porre una
particolare attenzione alle emozioni che suscitano in loro le sconvolgenti storie dei bambini e dei
loro genitori.
Il corso prevede una stretta sinergia tra un approccio psicologico, di impostazione
psicodinamica, e un approccio pedagogico, dove la comprensione dei comportamenti e del mondo
interno del bambino porti ad individuare interventi educativi concreti ed efficaci. A tal fine sarà
utilizzata la lettura di una fiaba, scritta ed illustrata appositamente per aiutare a parlare di
maltrattamento e a prendersi cura dei bambini più sfortunati.
A partire dalla lettura del libro “Anna ritrova i suoi sogni”, verranno
analizzati esempi di comportamenti di bambini e discusse le modalità educative più adatte a
ridestare la fiducia e la speranza.
Verranno altresì proposti giochi psicologici dove gli operatori saranno invitati a ricordare
e a simulare esperienze concrete vissute con i bambini loro affidati.
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Scadenza iscrizione:
20 gennaio 2006
Comunicazione e linguaggio dei bambini da zero
a tre anni
Come i bambini comunicano? Come manifestano i loro bisogni e la loro
interpretazione del mondo? Conoscere, oggi, le più attuali teorie sullo sviluppo delle modalità
comunicative e linguistiche nei bambini da zero a tre anni è una competenza necessaria alla figura
professionale dell’educatore di prima infanzia.
Tale conoscenza è il presupposto fondamentale perché l’operatore sia in grado di
predisporre un contesto pedagogico adatto alla libera espressione del bambino con altri bambini e
con gli adulti.
L’osservazione di questi comportamenti lo guiderà nell’interpretazione degli
eventi comunicativi messi in atto dai bambini e contribuirà alla costruzione di uno stile
intenzionale dell’adulto.
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Scadenza iscrizione:
10 aprile 2006
Bambini aggressivi: la gestione del conflitto
nella prima infanzia
Sempre più spesso all’interno dei servizi prima infanzia, si verificano casi
di conflitto più o meno grave, che pongono a educatori e genitori numerosi interrogativi, connessi
con la possibile spiegazione del fenomeno e con le strategie di intervento da attuare.
Il fenomeno del conflitto può, in alcuni casi, creare tensioni o incomprensioni nella
relazione fra famiglie, fra famiglie e servizio, o ancora spingere i genitori a richiedere supporto
e aiuto agli operatori.
Il corso parte dal presupposto che i comportamenti di conflitto rientrano nel continuum dei
comportamenti sociali messi in atto da bambini e bambine nel corso della loro crescita: pertanto, è
necessario riflettere sul significato evolutivo del conflitto per attivare il confronto
all’interno del gruppo in merito alle possibili strategie di intervento dell’adulto per
sostenere la relazione tra pari nei primi anni di vita e sulle strategie di sostegno alle famiglie.
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Scadenza iscrizione:
8 marzo 2006