Deprivazione e funzione genitoriale
Il tema della deprivazione, caratterizzato da gravi difficoltà nell’uso delle categorie
logiche di pensiero, delle categorie spazio-temporali e nell’uso degli affetti come motore
integrato del funzionamento mentale, sino ad oggi non. non è stato trattato in maniera sistematica
e coerente all’interno dei Servizi.L’inefficacia degli interventi è spesso legata alle
difficoltà che gli operatori incontrano nei loro tentativi di entrare in contatto con adulti,
adolescenti e bambini deprivati: lo stato di deprivazione è infatti contrassegnato dal forte
bisogno dei soggetti deprivati ad esternalizzare i loro personali conflitti, le loro sofferenze, le
loro reazioni sugli operatori stessi o su chi si prende cura di loro perché la loro mente non è
stata in grado di integrarli. Gli effetti di questo potente meccanismo sono spesso reazioni
incomprensibili, stati di ansia e di rifiuto, stati di angoscia e paura negli operatori stessi. Lo
stesso meccanismo di esternalizzazione è ciò che sostiene la cosiddetta “catena del
maltrattamento”, il fenomeno per cui cioè soggetti deprivati e maltrattati diventano genitori
maltrattanti. uesto corso introduttivo si propone di affinare la capacità degli operatori
psico-sociali nella presa in carico delle situazioni familiari, integrando contributi teorici con
lavori in gruppo su materiale clinico portato dai corsisti.
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Scadenza iscrizione:
14 gennaio 2005
Diritto di visita e di relazione
Il diritto “del fanciullo separato da entrambi i genitori o da uno di essi di
intrattenere regolarmente rapporti personali e contatti diretti con entrambi i genitori, a meno che
ciò non sia contrario all’interesse preminente del fanciullo” è riconosciuto dalla
dichiarazione dei diritti del fanciullo e dalla legge italiana.I dati sulle separazioni e i divorzi
sono in costante significativo aumento, così come divengono più frequenti le famiglie costituite
con secondi matrimoni, nelle quali vivono figli nati da precedenti legami di coppia.Questi
cambiamenti pongono l’attenzione sull’opportunità e sul senso del mantenimento della
continuità della relazione e del legame affettivo ed educativo con uno o entrambi i genitori, e con
le relative famiglie d’origine e rete parentale.E’ infatti a partire da una riflessione
teorica sull’importanza della relazione parentale e della sua continuità nella costruzione
dell’identità personale, che assume significato parlare di diritto di visita e di relazione
per la valenza di bisogno evolutivo che questo diritto assume.
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Scadenza iscrizione:
14 gennaio 2005

C
ulture d’infanzia. Lavorare nei servizi educativi con bambini e famiglie di culture
diverse
Il mondo dei bambini migranti rimane, ancora per molti aspetti, da conoscere ed esplorare per
poter progettare interventi mirati che consentano piena integrazione e scambio interculturale.Nella
foto di gruppo che idealmente raccoglie le diverse biografie dei bambini immigrati, possiamo
riconoscere persone diverse per vari aspetti: per i motivi della migrazione, per le modalità
d’arrivo, per le situazioni familiari ed altro ancora.In uno scenario così variegato il
percorso formativo intende aprire uno spazio di confronto tra gli operatori offrendo elementi di
riflessione, conoscenze, strumenti a chi opera nei servizi educativi per l’infanzia: dagli
asili nido, agli spazi gioco, alle ludoteche e più in generale a quelle realtà a carattere
innovativo e sperimentale nate per i bambini nella provincia di Milano.
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Scadenza iscrizione:
14 gennaio 2005
Il bullismo a scuola e nei luoghi di
aggregazione: progettare e gestire interventi per promuovere il benessere
Nella realtà italiana il fenomeno del bullismo sta assumendo una rilevanza qualitativa e
quantitativa significativa anche all’esterno dell’ambito prettamente scolastico.Nella
scuola, ma anche in luoghi di aggregazione meno strutturati è necessario poter disporre di
strumenti concettuali e di comprensione di questo fenomeno, che consentano di riconoscere anche
sottili forme di prevaricazione che alcuni soggetti esercitano nei confronti di coetanei.Mettere a
fuoco strategie di intervento mirato richiede un processo di concertazione allargata in grado di
sviluppare sia una cultura dei bambini e dei ragazzi, sia di promuovere la loro partecipazione ai
processi di cambiamento e di miglioramento, valorizzando le potenzialità e le risorse di
ciascuno.Questo percorso formativo si pone l’obiettivo di accompagnare il gruppo nella
progettazione e sperimentazione di una serie diversificata di interventi a favore dei ragazzi, dei
genitori, degli insegnanti ed educatori, del personale non docente e del contesto sociale di
riferimento.
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11 febbraio 2004
La tutela giurisdizionale: il diritto
sostanziale e la costruzione del progetto di tutela del minore
Il sistema dei Servizi impegnato nella tutela dei minori e nella promozione delle relazioni
familiari si muove, oggi, all’interno di scenari instabili e in forte evoluzione. Le aree di
cambiamento sono molteplici: dai modelli organizzativi, alla normativa di riferimento, alla
specificità delle competenze e dei saperi richiesti agli operatori dell’area
psico-sociale.Nell’organizzazione di questa proposta formativa vengono affrontati alcuni temi
cruciali che, in un lavoro di forte interazione e scambio con gli operatori presenti,
attraverseranno il significato della tutela del superiore interesse del minore, del mandato di
affido all’Ente da parte di un Tribunale e dei rapporti tra servizi, magistratura, avvocati e
parti.Questo percorso si apre ad una prospettiva di conoscenza e di contaminazione arricchente tra
sapere giuridici e saperi tecnici, che pongano Servizi ed operatori nella posizione di articolare
progetti d’intervento rispondenti ai bisogni evolutivi del bambino e della sua famiglia e
profondamente radicati in un sistema di diritto.
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18 febbraio 2005
I consigli comunali dei ragazzi: esperienze di
partecipazione diretta dei bambini e dei giovani alla vita della comunità
Negli ultimi anni, anche in Italia, si sono avviate varie esperienze di partecipazione
diretta dei bambini, dei ragazzi e dei giovani alla vita della comunità.
Tra queste quella dei Consigli Comunali dei Ragazzi (CCR) risulta essere quella più
originale, innovativa e al tempo stesso maggiormente impegnativa da un punto di vista educativo e
psicopedagogico.
La necessità di garantire qualificati momenti formativi, di scambio e di monitoraggio di
queste attività è una condizione per far sì che i CCR possano svolgere quella funzione di
dispositivo psicopedagogico di promozione del benessere e di prevenzione del disagio.
Questo percorso di formazione intervento, si propone, dunque, il duplice obiettivo di offrire
uno spazio di formazione agli operatorie di promuovere una sorta di laboratorio di idee e di
confronto operativo con i vari interlocutori che hanno avviato esperienze di CCR presenti nella
Provincia di Milano.
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Scadenza iscrizione:
10 Febbraio 2005
I problemi dei bambini con doppia appartenenza
culturale e linguistica
II bambini con doppia appartenenza culturale e linguistica "devono cavarsela" con più lingue:
la lingua del paese d’origine e/o un suo dialetto, e quella del paese d’accoglienza;
anche se nati in Italia, la lingua dei genitori costituisce infatti la loro prima appartenenza e
funziona come veicolo di cultura, tradizioni e saperi “altri” rispetto a quelli dei
loro compagni.
Essi si trovano ad affrontare un duplice ostacolo: la propria integrazione e quella dei
genitori, che spesso si aspettano che i propri bambini funzionino come tramite di accettazione
sociale.
Questi compiti si aggiungono alle comuni ma non semplici difficoltà della prima infanzia, e
possono produrre patologie, anche gravi, che si manifestano, nei primi anni di vita,
prevalentemente con comportamenti “disturbanti” di diverso genere, o con difficoltà di
linguaggio.
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Scadenza iscrizione:
28 febbraio 2005
Bambini aggressivi: la gestione del conflitto
nella prima infanzia
Sempre più spesso all’interno dei servizi prima infanzia, si verificano casi di
conflitto più o meno grave, che pongono a educatori e genitori numerosi interrogativi, connessi con
la possibile spiegazione del fenomeno e con le strategie di intervento da attuare.Il fenomeno del
conflitto può, in alcuni casi, creare tensioni o incomprensioni nella relazione fra famiglie, fra
famiglie e servizio, o ancora spingere i genitori a richiedere supporto e aiuto agli operatori.Il
corso si propone di riflettere sul significato evolutivo del conflitto, sul comportamento
aggressivo dei bambini, nonché sulle possibili strategie di intervento dell’adulto per
sostenere la relazione tra pari nei primi anni di vita e sulle strategie di sostegno alle famiglie.
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Scadenza iscrizione:
25 gennaio 2005
Bambine e bambini
Il percorso formativo affronta il tema della differenza di genere secondo una prospettiva che
tiene conto criticamente sia di alcune riflessioni del movimento della pedagogia della differenza,
sia di riflessioni provenienti dalle più recenti correnti di pensiero (prospettiva
relazionale/discorsiva, prospettiva psicoanalitica).Saranno trattati temi quali lo sviluppo
dell’identità sessuale e di ruolo di bambine e bambini, la progettazione di attività insieme
all’organizzazione di spazi e tempi, le modalità di comunicazione e di interazione, i
conflitti fra differenti modelli di maschile e femminile presenti all’interno del servizio
educativo e all’interno delle famiglie.
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Scadenza iscrizione:
18 marzo 2005