La professionalità dell’assistente
sociale in ambienti socio sanitari e ospedalieri
Gli assistenti sociali che svolgono funzioni di base e/o di coordinamento operativo in RSA o
in ambiente ospedaliero si trovano a connettere e integrare il lavoro con e per
l’organizzazione e il lavoro con e per le persone, in una cornice di riferimento e con un
mandato prevalentemente sanitario e di “cura” che orienta i percorsi professionali, la
raccolta di dati e informazioni, i progetti d’intervento.Il contesto socio-sanitario
rappresenta una variabile rilevante e significativa del lavoro e propone un’area specifica di
confronto e riflessione in gruppo, oltre che uno spazio di ricerca professionale metodologica e
operativa, orientato alla lettura, comprensione, interpretazione di variabili professionali
specifiche in ambiente sociosanitario.
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Scadenza iscrizione
20 settembre 2004
Il corpo nella relazione assistenziale
La proposta, in collaborazione con l’Associazione Scuole Mazzini, intende offrire
all’operatore che quotidianamente è in contatto col corpo di persone notoriamente fragili,
una esperienza pratica e teorica, che lo aiuti ad ampliare gli spazi di relazione anche nella
gestione delle relazioni complesse.
Il corpo è fonte di comunicazione, ma la comunicazione si manifesta notoriamente a più
livelli: ri-conoscendo la propria corporeità l’operatore può aprirsi ai segnali corporei
dell’utente; ri-conoscendo l’interazione mente-corpo può valorizzare la soggettività
dell’altro e recepirne i bisogni difficilmente esprimibili a parole.
Gli obiettivi sono quelli di migliorare la comunicazione verbale e non verbale,facilitare le
connessioni tra vissuto corporeo ed emozioni,accrescere le conoscenze sui concetti di salute e
malattia,fornire strumenti per migliorare la gestione degli aspetti complessi delle relazioni
corporee e più in generale gli spazi di relazione tra operatore e utente.
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Scadenza iscrizione
17 settembre 2004
Dall’autostima alla stima nella
professione: come rinforzare la motivazione
Nel contesto lavorativo, domiciliare e residenziale, la quotidianità dell’agire può
portare gli “operatori di aiuto” a vivere situazioni di stanchezza, demotivazione e
senso di solitudine. Il creare momenti di confronto nei quali elaborare i propri vissuti
lavorativi, può favorire la riscoperta delle proprie motivazioni, il recupero di valori che
supportano e accrescono la propria professionalità.
La crescita della “autostima professionale” dà senso al proprio agire soprattutto
all’interno di un sistema relazionale complesso e sfaccettato quale quello in cui operano gli
ausiliari socio assistenziali e gli operatori socio sanitari. Mettersi in discussione,
autovalutarsi, può favorire quel passaggio culturale fondamentale dal “io ti curo” al
“io mi prendo cura di te”.
La proposta, in collaborazione con la Fondazione Clerici, vuole essere un’occasione per
riflettere sul proprio agire professionale e fornire strumenti per prevenire comportamenti anomali
nella relazione di aiuto.
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Scadenza iscrizione
17 settembre 2004
La valenza riabilitativa dell’operatore
di contatto
Il corso, in collaborazione con l’Associazione Scuole Mazzini, intende offrire uno
stimolo ad accrescere la conoscenza della complessità dell’intervento riabilitativo.La
riabilitazione non è solo un intervento tecnico-specialistico, ma un intervento più complesso in
cui i gesti tecnici assumono significato per la presa in carico globale del soggetto.Per la
riuscita del processo riabilitativo entrano potentemente in gioco variabili differenziate ed altre
figure professionali; gli stessi riabilitatori avvertono come limitato il loro apporto se non
supportato, a domicilio e nelle strutture, dagli operatori di contatto che utilizzano la relazione
instaurata anche a scopi riabilitativi.Il percorso si propone di offrire all’operatore di
contatto gli strumenti per favorire e potenziare le capacità relazionali nei confronti di soggetti
inseriti in progetti riabilitativi, facilitare la conoscenza della cultura riabilitativa come
“rapporto con l’utente”, promuovere abilità comportamentali che valorizzino
l’accudimento quale ausilio riabilitativo e creino continuità d’intervento tra palestra
e reparto.
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Scadenza iscrizione
20 settembre 2004
Relazione d’aiuto e salute mentale:
l’assistenza a persone con problemi psichici
Il corso, in collaborazione con il CFP Canossa, propone una riflessione sulla salute mentale
attraverso l’analisi dei principali disturbi psichici e l’elaborazione degli
atteggiamenti degli operatori verso la malattia mentale.
Il percorso vuole essere un’occasione per approfondire le conoscenze di base sulla
salute mentale, per acquisire elementi utili a riconoscere e identificare alcuni segnali
comportamentali espressivi di patologia psichica, per individuare approcci efficaci nella cura di
persone con disturbi psichici ed evitare così interventi improduttivi.
Mira a fornire semplici conoscenze psichiatriche che favoriscano lo scambio comunicativo
all’interno delle équipe di lavoro e a stimolare l’individuazione e, quindi,
l’assunzione di comportamenti adeguati nella cura di persone con disturbi psichici
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Scadenza iscrizione
08 ottobre 2004
Il corpo come luogo dell’educazione.
Corpi al lavoro e lavoro sui corpi
Qual è il corpo sociale e professionale che gli educatori indossano quando svolgono la
propria pratica professionale? Come si differenzia il corpo pubblico dell’educatore da quello
che egli esibisce privatamente? Che relazione esiste tra l’esperienza corporea del mondo che
tutti noi abbiamo e la felicità, e come questa relazione è rilevante educativamente?
Il corso cercherà di offrire alcune risposte a queste domande e tenterà di connetterle a
questioni di sicura rilevanza nell’esercizio della professione di educatore: il problema
degli effetti dei mass media sulle utenze educative – soprattutto nelle fasce di età più
giovani – e quello della costruzione di una identità a carattere consumistico, cercando di
comprendere esattamente che cosa si intenda con questa espressione.
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Scadenza iscrizione
15 ottobre 2004