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Politiche Sociali

Assessorato alle Politiche sociali | Assessore: Dottor Massimo Pagani
Area Sistema produttivo, Lavoro e Welfare | Direttore: Dottor Giovanni Daverio


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Area famiglia, minori, giovani

#33cc66L’avvocato del minore: risorsa e nuove complessità.
La tutela del minore e delle sue relazioni familiari, un progetto di crescita tra istanze di giustizia, protezione e cura.
La Legge 184/1983, successivamente modificata dalla Legge 149/2001, e la normativa europea a partire dalla ratifica della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, introducono, almeno in linea di principio, la figura dell’avvocato del minore. Si riconosce il diritto del minore, capace di discernimento, di esprimere un’opinione su questioni che lo interessano, prevedendo la possibilità di essere assistito da un legale in ogni ordine e grado del procedimento.La normativa, infatti, nel dare applicazione ai principi del giusto processo, ai sensi del novellato art. 111 della Costituzione, riconosce il principio del contraddittorio e il diritto alla difesa e all’assistenza legale del minore e dei suoi genitori.Una riforma dunque che modifica alla radice le norme di natura processuale, sin dall’inizio del procedimento, nei casi di dichiarazione dello stato di adottabilità e nei procedimenti ex art. 336 c.c. aventi ad oggetto la decadenza o la limitazione della potestà genitoriale.Questo laboratorio nasce dalla collaborazione tra Provincia di Milano e l’A.I.A.F Lombardia (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e i Minori) e si propone di avviare una riflessione su una serie di questioni legate all’assistenza legale del minore, in primis, quelle relative alla capacità di agire e alla capacità processuale del minore.Di fatto fermo restando che il difensore del minore, suo legale rappresentante, verrà nominato d’ufficio dal Presidente del Tribunale per i Minorenni, necessitano ancora di approfondimento e definizione le questioni relative al contenuto del mandato difensivo e al rapporto tra l’avvocato, il minore e il sistema dei Servizi che storicamente si occupano della tutela e della cura del minore stesso.
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Scadenza iscrizione:
13 settembre 2004



#33cc66Il ricongiungimento familiare: diritto all’unità familiare
A seguito dell’entrata in vigore del Testo Unico 286/98, il fenomeno migratorio ha assunto caratteristiche quantitative - e soprattutto qualitative - particolarmente rilevanti. La più significativa di queste è senza dubbio rappresentata dal “diritto all’unità familiare”. La realtà familiare è concordemente ritenuta di cruciale importanza ai fini di un’armonica integrazione del nucleo e del singolo individuo, oltre che per la crescita delle seconde e terze generazioni.Molteplici sono le questioni e i nodi problematici che i Servizi si trovano a dover sciogliere: come rispondere esaurientemente ai quesiti di carattere giuridico, apprendere le procedure, conoscere i servizi e le risorse nella loro globalità. Il percorso formativo intende indagare le problematiche connesse al ricongiungimento familiare nei tre aspetti: giuridico, antropologico e relazionale, favorendo la costruzione di una progettualità individualizzata e di comunità, che salvaguardi il patrimonio di risorse e di esperienze
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Scadenza iscrizione:
1 ottobre 2004


#33cc66Ripensare l’affido familiare all’interno della progettazione locale
Il percorso formativo si struttura a partire da una prima ricognizione dei bisogni rilevati dai Servizi Affidi territoriali, che se pur nella sua parzialità, ancora una volta pone in evidenza bisogni formativi differenti : dal primo livello di costruzione di un progetto d’affido, ad un ripensamento su esperienze consolidate, all’avvio di sperimentazioni .Si evince un bisogno connesso ad un riordino generale dei Servizi, laddove l’intenso lavoro richiesto dalla costruzione dei Piani di Zona ha talvolta rimesso in discussione anche Centri Affido storici, all’interno di una progettualità complessiva dell’ambito territoriale.La proposta elaborata si articola su due livelli, strettamente connessi, dove a partire da una cornice organizzativa che sviluppa competenze legate alla gestione del processo e del servizio, gli operatori arrivano ad affrontare la complessità insita nella gestione dell’affido familiare come progetto che tiene insieme storie familiari diverse e, altrettanto diversi, piani di lavoro In una prospettiva di formazione-intervento verranno individuati docenti esperti e testimoni privilegiati, che porteranno esperienze operative e materiali su cui costruire riflessioni e progettualità.
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Scadenza iscrizione:
22 ottobre 2004


#33cc66La gestione del conflitto nella relazione con gli adolescenti - Secondo modulo - ….
Adolescenza e preadolescenza rappresentano un periodo particolarmente complesso e difficile dove i rischi di dispersione scolastica e conseguente disagio risultano essere più alti. Per questo motivo si ricorre a risposte non strutturate, attività di bassa soglia, attività culturali o di semplice aggregazione che consentano un confronto quotidiano con la strada, dove risulta necessario utilizzare nuove strategie e nuove tecniche per raggiungere i giovani nei loro non luoghi, accettando la sfida di confrontarsi con essi. La necessità di muoversi in diversi contesti, porta dunque l’operatore sociale a sperimentare ruoli spesso diversi: non è più solo colui che gestisce uno spazio e ne garantisce le regole, ma operando anche in strada è anche colui che può facilitare la convivenza tra gruppi diversi e gestirne i conflitti, interagire con le famiglie, offrirsi come ponte tra la scuola e i ragazzi o ancora essere il connettore tra diversi progetti. L’efficacia degli interventi si misura infatti spesso nella capacità degli operatori di attivare gruppi informali e di intrecciare con questi relazioni significative e propositive, allo stesso tempo nella capacità di riconoscere nei territori le possibili risorse che possono rappresentare energie propulsive nell’attivare progetti socializzanti ed educativi con finalità di promozione di una migliore qualità della vita dei giovani.In questa realtà dunque le strategie di sviluppo sono molteplici, per la presenza e l’interazione di una pluralità attori e logiche di azione e in questo senso si fa sempre più sentire la necessità di ripensare a modalità operative che consentano di indirizzare in modo più efficace gli interventi, ma anche di trarre, dal progressivo consolidarsi delle esperienze, le conoscenze necessarie ad un continuo riorientamento e ad una riprogettazione degli interventi.
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Scadenza iscrizione:
13 settembre 2004


#33cc66Indicatori di maltrattamento e abuso intrafamiliare all’infanzia: riconoscere e prevenire
Il percorso formativo, analizzando la qualità delle relazioni in situazioni di multiproblematicità familiare, propone una riflessione sulle possibili cause che stanno alla base del maltrattamento intrafamiliare nella sua dimensione trigenerazionale.Un’attenzione particolare verrà dedicata ai fattori che facilitano l’innescarsi, all’interno delle relazione familiari, di comportamenti protettivi o per contro maltrattanti.In un’ottica processuale, a partire dalla definizione del fenomeno, si lavorerà sulla capacità di lettura e di comprensione dei messaggi che arrivano dal bambino e,in analogia, sulle capacità di ascolto e osservazione che l’operatore dovrebbe attivare nella relazione.A completamento di questo percorso verrà approfondita la tematica del lavoro di rete e la sua importanza strategica nella definizione di interventi tempestivi, che promuovano strategie preventive o di rilevazione precoce delle situazioni di maltrattamento.
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Scadenza iscrizione:
21 settembre 2004


#33cc66Rispondere ai quesiti del Tribunale per i Minorenni: l’indagine e la consulenza tecnica
La richiesta da parte del Giudice del Tribunale per i Minorenni riguarda, in genere, un parere sulla competenza genitoriale, sulla struttura di personalità delle persone interessate e sulla relazione genitori figli.Per rispondere a un simile quesito al professionista è richiesto di affinare e applicare capacità di osservazione e valutazione: il mondo interiore dell’osservatore entra in contatto con quello delle altre persone interessate, e ne resta influenzato.Un processo che può essere considerato un tragitto emozionale attraverso un territorio popolato non solo di persone e di fatti, ma anche di sentimenti e proiezioni. La risposta al quesito viene dunque costruita secondo un modello pragmatico, con la disponibilità all’ascolto ed all’osservazione competente, procedendo in un opera di riordino e aggiustamento di ciò che spesso risulta travagliato e deteriorato dal conflitto.Il corso, durante le sessioni pomeridiane, offrirà ai partecipanti l’opportunità di seguire lo svolgimento di una Consulenza tecnica , seguendo il resoconto dei diversi colloqui e giungendo alla risposta al quesito.
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Scadenza iscrizione:
7 ottobre 2004


#33cc66Il bullismo a scuola e nei luoghi di aggregazione: progettare e gestire interventi per promuovere il benessere
Nella realtà italiana il fenomeno del bullismo sta assumendo una rilevanza qualitativa e quantitativa significativa anche all’esterno dell’ambito prettamente scolastico.Nella scuola, ma anche in luoghi di aggregazione meno strutturati è necessario poter disporre di strumenti concettuali e di comprensione di questo fenomeno, che consentano di riconoscere anche sottili forme di prevaricazione che alcuni soggetti esercitano nei confronti di coetanei.Mettere a fuoco strategie di intervento mirato richiede un processo di concertazione allargata in grado di sviluppare sia una cultura dei bambini e dei ragazzi, sia di promuovere la loro partecipazione ai processi di cambiamento e di miglioramento, valorizzando le potenzialità e le risorse di ciascuno.Questo percorso formativo si pone l’obiettivo di accompagnare il gruppo nella progettazione e sperimentazione di una serie diversificata di interventi a favore dei ragazzi, dei genitori, degli insegnanti ed educatori, del personale non docente e del contesto sociale di riferimento.
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Scadenza iscrizione:
17 settembre 2004


#33cc66Bambini problematici: dal disturbo nella relazione alle grandi sindromi (autismo e psicosi)
Molti bambini in età prescolare presentano disturbi del comportamento (ipercinesi, aggressività, difficoltà di apprendimento e concentrazione), veri e propri sintomi (fobie, mancata ritenzione delle feci, problemi di linguaggio), sindromi più importanti, come autismo e psicosi. Benché l’esordio di questi disturbi e patologie sia precoce e risulti evidente a un occhio e a un orecchio clinico esercitati, spesso né i genitori né l’educatore li distinguono dalle normali difficoltà che i bambini incontrano nella loro crescita. Succede così che problemi lievi si acutizzino, diventando cronici, e patologie gravi diventino molto difficili da trattare in seguito. Il corso si propone di aiutare gli educatori a cogliere e capire i segnali di disagio e a intervenire in modo corretto, in particolare a riconoscere la natura della sofferenza che presenta il bambino, aiutare l'integrazione nel gruppo dei coetanei, gestire il rapporto con i genitori, suggerire, quando lo richiede il caso, il ricorso a uno specialista.
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Scadenza iscrizione:
15 ottobre 2004


#33cc66Contatto, comunicazione, relazione con il bambino.
Il massaggio infantile: un’esperienza e una possibilità

Il massaggio infantile, un’antica tradizione presente nella cultura di molti paesi, è stato riscoperto anche nel mondo occidentale. Il massaggio dolce al neonato, primariamente strumento di benessere per la persona, è un importante mezzo di approfondimento corporeo, relazionale e comunicativo. La sperimentazione del contatto, del movimento, delle dinamiche interpersonali, del linguaggio non verbale, delle emozioni e dei vissuti, dà strumenti operativi concreti, nuovi e stimolanti.
Il corso offre agli operatori l’opportunità di fare un’esperienza su di sé e la possibilità di approfondire o scoprire strumenti corporei, spunti teorici e di comunicazione non verbale da tenere presenti nella relazione con i bambini.
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Scadenza iscrizione:
08 ottobre 2004