L’avvocato del minore: risorsa e nuove
complessità.
La tutela del minore e delle sue relazioni familiari, un progetto di crescita tra istanze di
giustizia, protezione e cura.
La Legge 184/1983, successivamente modificata dalla Legge 149/2001, e la normativa europea a
partire dalla ratifica della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, introducono, almeno
in linea di principio, la figura dell’avvocato del minore. Si riconosce il diritto del
minore, capace di discernimento, di esprimere un’opinione su questioni che lo interessano,
prevedendo la possibilità di essere assistito da un legale in ogni ordine e grado del
procedimento.La normativa, infatti, nel dare applicazione ai principi del giusto processo, ai sensi
del novellato art. 111 della Costituzione, riconosce il principio del contraddittorio e il diritto
alla difesa e all’assistenza legale del minore e dei suoi genitori.Una riforma dunque che
modifica alla radice le norme di natura processuale, sin dall’inizio del procedimento, nei
casi di dichiarazione dello stato di adottabilità e nei procedimenti ex art. 336 c.c. aventi ad
oggetto la decadenza o la limitazione della potestà genitoriale.Questo laboratorio nasce dalla
collaborazione tra Provincia di Milano e l’A.I.A.F Lombardia (Associazione Italiana degli
Avvocati per la Famiglia e i Minori) e si propone di avviare una riflessione su una serie di
questioni legate all’assistenza legale del minore, in primis, quelle relative alla capacità
di agire e alla capacità processuale del minore.Di fatto fermo restando che il difensore del
minore, suo legale rappresentante, verrà nominato d’ufficio dal Presidente del Tribunale per
i Minorenni, necessitano ancora di approfondimento e definizione le questioni relative al contenuto
del mandato difensivo e al rapporto tra l’avvocato, il minore e il sistema dei Servizi che
storicamente si occupano della tutela e della cura del minore stesso.
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Scadenza iscrizione:
13 settembre 2004
Il ricongiungimento familiare: diritto
all’unità familiare
A seguito dell’entrata in vigore del Testo Unico 286/98, il fenomeno migratorio ha
assunto caratteristiche quantitative - e soprattutto qualitative - particolarmente rilevanti. La
più significativa di queste è senza dubbio rappresentata dal “diritto all’unità
familiare”. La realtà familiare è concordemente ritenuta di cruciale importanza ai fini di
un’armonica integrazione del nucleo e del singolo individuo, oltre che per la crescita delle
seconde e terze generazioni.Molteplici sono le questioni e i nodi problematici che i Servizi si
trovano a dover sciogliere: come rispondere esaurientemente ai quesiti di carattere giuridico,
apprendere le procedure, conoscere i servizi e le risorse nella loro globalità. Il percorso
formativo intende indagare le problematiche connesse al ricongiungimento familiare nei tre aspetti:
giuridico, antropologico e relazionale, favorendo la costruzione di una progettualità
individualizzata e di comunità, che salvaguardi il patrimonio di risorse e di esperienze
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Scadenza iscrizione:
1 ottobre 2004
Ripensare l’affido familiare
all’interno della progettazione locale
Il percorso formativo si struttura a partire da una prima ricognizione dei bisogni rilevati
dai Servizi Affidi territoriali, che se pur nella sua parzialità, ancora una volta pone in evidenza
bisogni formativi differenti : dal primo livello di costruzione di un progetto d’affido, ad
un ripensamento su esperienze consolidate, all’avvio di sperimentazioni .Si evince un bisogno
connesso ad un riordino generale dei Servizi, laddove l’intenso lavoro richiesto dalla
costruzione dei Piani di Zona ha talvolta rimesso in discussione anche Centri Affido storici,
all’interno di una progettualità complessiva dell’ambito territoriale.La proposta
elaborata si articola su due livelli, strettamente connessi, dove a partire da una cornice
organizzativa che sviluppa competenze legate alla gestione del processo e del servizio, gli
operatori arrivano ad affrontare la complessità insita nella gestione dell’affido familiare
come progetto che tiene insieme storie familiari diverse e, altrettanto diversi, piani di lavoro In
una prospettiva di formazione-intervento verranno individuati docenti esperti e testimoni
privilegiati, che porteranno esperienze operative e materiali su cui costruire riflessioni e
progettualità.
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Scadenza iscrizione:
22 ottobre 2004
La gestione del conflitto nella relazione con
gli adolescenti - Secondo modulo - ….
Adolescenza e preadolescenza rappresentano un periodo particolarmente complesso e difficile
dove i rischi di dispersione scolastica e conseguente disagio risultano essere più alti. Per questo
motivo si ricorre a risposte non strutturate, attività di bassa soglia, attività culturali o di
semplice aggregazione che consentano un confronto quotidiano con la strada, dove risulta necessario
utilizzare nuove strategie e nuove tecniche per raggiungere i giovani nei loro non luoghi,
accettando la sfida di confrontarsi con essi. La necessità di muoversi in diversi contesti, porta
dunque l’operatore sociale a sperimentare ruoli spesso diversi: non è più solo colui che
gestisce uno spazio e ne garantisce le regole, ma operando anche in strada è anche colui che può
facilitare la convivenza tra gruppi diversi e gestirne i conflitti, interagire con le famiglie,
offrirsi come ponte tra la scuola e i ragazzi o ancora essere il connettore tra diversi progetti.
L’efficacia degli interventi si misura infatti spesso nella capacità degli operatori di
attivare gruppi informali e di intrecciare con questi relazioni significative e propositive, allo
stesso tempo nella capacità di riconoscere nei territori le possibili risorse che possono
rappresentare energie propulsive nell’attivare progetti socializzanti ed educativi con
finalità di promozione di una migliore qualità della vita dei giovani.In questa realtà dunque le
strategie di sviluppo sono molteplici, per la presenza e l’interazione di una pluralità
attori e logiche di azione e in questo senso si fa sempre più sentire la necessità di ripensare a
modalità operative che consentano di indirizzare in modo più efficace gli interventi, ma anche di
trarre, dal progressivo consolidarsi delle esperienze, le conoscenze necessarie ad un continuo
riorientamento e ad una riprogettazione degli interventi.
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Scadenza iscrizione:
13 settembre 2004
Indicatori di maltrattamento e abuso
intrafamiliare all’infanzia: riconoscere e prevenire
Il percorso formativo, analizzando la qualità delle relazioni in situazioni di
multiproblematicità familiare, propone una riflessione sulle possibili cause che stanno alla base
del maltrattamento intrafamiliare nella sua dimensione trigenerazionale.Un’attenzione
particolare verrà dedicata ai fattori che facilitano l’innescarsi, all’interno delle
relazione familiari, di comportamenti protettivi o per contro maltrattanti.In un’ottica
processuale, a partire dalla definizione del fenomeno, si lavorerà sulla capacità di lettura e di
comprensione dei messaggi che arrivano dal bambino e,in analogia, sulle capacità di ascolto e
osservazione che l’operatore dovrebbe attivare nella relazione.A completamento di questo
percorso verrà approfondita la tematica del lavoro di rete e la sua importanza strategica nella
definizione di interventi tempestivi, che promuovano strategie preventive o di rilevazione precoce
delle situazioni di maltrattamento.
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Scadenza iscrizione:
21 settembre 2004
Rispondere ai quesiti del Tribunale per i
Minorenni: l’indagine e la consulenza tecnica
La richiesta da parte del Giudice del Tribunale per i Minorenni riguarda, in genere, un
parere sulla competenza genitoriale, sulla struttura di personalità delle persone interessate e
sulla relazione genitori figli.Per rispondere a un simile quesito al professionista è richiesto di
affinare e applicare capacità di osservazione e valutazione: il mondo interiore
dell’osservatore entra in contatto con quello delle altre persone interessate, e ne resta
influenzato.Un processo che può essere considerato un tragitto emozionale attraverso un territorio
popolato non solo di persone e di fatti, ma anche di sentimenti e proiezioni. La risposta al
quesito viene dunque costruita secondo un modello pragmatico, con la disponibilità
all’ascolto ed all’osservazione competente, procedendo in un opera di riordino e
aggiustamento di ciò che spesso risulta travagliato e deteriorato dal conflitto.Il corso, durante
le sessioni pomeridiane, offrirà ai partecipanti l’opportunità di seguire lo svolgimento di
una Consulenza tecnica , seguendo il resoconto dei diversi colloqui e giungendo alla risposta al
quesito.
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Scadenza iscrizione:
7 ottobre 2004
Il bullismo a scuola e nei luoghi di
aggregazione: progettare e gestire interventi per promuovere il benessere
Nella realtà italiana il fenomeno del bullismo sta assumendo una rilevanza qualitativa e
quantitativa significativa anche all’esterno dell’ambito prettamente scolastico.Nella
scuola, ma anche in luoghi di aggregazione meno strutturati è necessario poter disporre di
strumenti concettuali e di comprensione di questo fenomeno, che consentano di riconoscere anche
sottili forme di prevaricazione che alcuni soggetti esercitano nei confronti di coetanei.Mettere a
fuoco strategie di intervento mirato richiede un processo di concertazione allargata in grado di
sviluppare sia una cultura dei bambini e dei ragazzi, sia di promuovere la loro partecipazione ai
processi di cambiamento e di miglioramento, valorizzando le potenzialità e le risorse di
ciascuno.Questo percorso formativo si pone l’obiettivo di accompagnare il gruppo nella
progettazione e sperimentazione di una serie diversificata di interventi a favore dei ragazzi, dei
genitori, degli insegnanti ed educatori, del personale non docente e del contesto sociale di
riferimento.
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Scadenza iscrizione:
17 settembre 2004
Bambini problematici: dal disturbo nella
relazione alle grandi sindromi (autismo e psicosi)
Molti bambini in età prescolare presentano disturbi del comportamento (ipercinesi,
aggressività, difficoltà di apprendimento e concentrazione), veri e propri sintomi (fobie, mancata
ritenzione delle feci, problemi di linguaggio), sindromi più importanti, come autismo e psicosi.
Benché l’esordio di questi disturbi e patologie sia precoce e risulti evidente a un occhio e
a un orecchio clinico esercitati, spesso né i genitori né l’educatore li distinguono dalle
normali difficoltà che i bambini incontrano nella loro crescita. Succede così che problemi lievi si
acutizzino, diventando cronici, e patologie gravi diventino molto difficili da trattare in seguito.
Il corso si propone di aiutare gli educatori a cogliere e capire i segnali di disagio e a
intervenire in modo corretto, in particolare a riconoscere la natura della sofferenza che presenta
il bambino, aiutare l'integrazione nel gruppo dei coetanei, gestire il rapporto con i genitori,
suggerire, quando lo richiede il caso, il ricorso a uno specialista.
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Scadenza iscrizione:
15 ottobre 2004
Contatto, comunicazione, relazione con il
bambino.
Il massaggio infantile: un’esperienza e una possibilità
Il massaggio infantile, un’antica tradizione presente nella cultura di molti paesi, è
stato riscoperto anche nel mondo occidentale. Il massaggio dolce al neonato, primariamente
strumento di benessere per la persona, è un importante mezzo di approfondimento corporeo,
relazionale e comunicativo. La sperimentazione del contatto, del movimento, delle dinamiche
interpersonali, del linguaggio non verbale, delle emozioni e dei vissuti, dà strumenti operativi
concreti, nuovi e stimolanti.
Il corso offre agli operatori l’opportunità di fare un’esperienza su di sé e la
possibilità di approfondire o scoprire strumenti corporei, spunti teorici e di comunicazione non
verbale da tenere presenti nella relazione con i bambini.
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Scadenza iscrizione:
08 ottobre 2004