Osservatorio sul commercio elettronico
Il mercato B2C
Le famiglie e gli individui che acquistano on line sono sempre più numerosi e il mercato B2C ha mostrato negli ultimi anni una significativa crescita, anche se i nuovi attori che si sono affacciati sulla scena dell’e-commerce non sono ancora molti e di fatto il mercato rimane in mano a pochi grandi competitor nati appositamente per operare sul canale web (le cosiddette “Dot Com”). In base ai dati dell’Osservatorio permanente sull’e-commerce B2C promosso dal Politecnico di Milano –(VI Rapporto, giugno 2006), tale mercato nel 2006 supera i 4 miliardi di euro di fatturato, con una crescita di oltre il 40% per il sesto anno consecutivo (Figura 14).

La distribuzione delle vendite per comparto merceologico nel 2006 conferma la prevalenza del settore turistico (43% del fatturato), con un transato di circa 1.750 milioni di euro, anche se la quota di mercato rimane sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente (Figura 15). Il rallentamento della crescita (il settore era cresciuto a un tasso del +150% nel 2004 e +52% nel 2005) è legato al raggiungimento di un elevato tasso di penetrazione nel settore retail (dal 5% del 2005 al 7% del 2006), in linea con i maggiori paesi occidentali.
Al secondo posto l’informatica ed elettronica (11%), cresciuta anch’essa a un tasso che ha permesso di mantenere invariata la quota del 2005, con un transato di oltre 420 milioni di euro e una crescita di oltre il 30% rispetto al 2005.
Segue il settore assicurativo, che vede diminuire il proprio peso dal 12% al 9%, ma se viene confrontato con il mercato off line mostra uno stato di salute più che soddisfacente.

Il fatturato realizzato dalle vendite on line al segmento consumer è di circa 110 milioni di euro per i settori dell’abbigliamento e dell’editoria, che confermano una quota del 3%, sostanzialmente invariata rispetto al 2005.
Quanto a valore aggiunto, il “grocery” si mostra poco dinamico, anche se il settore è stato caratterizzato da un notevole avvicendamento, con l’uscita di alcuni venditori e l’ingresso di nuovi player.
Ha aumentato significativamente il suo peso la voce “Altro” (dal 26% al 30%), nell’ambito del quale si inseriscono tutte le vendite C2C (consumer to consumer), in particolare quelle su eBay.
Un altro dato interessante da sottolineare riguarda il numero e il valore degli ordini. Su un totale di 52 milioni di ordini, il 70% è da attribuire alla categoria “Altro”, caratterizzata da microsettori molto differenziati, per cui i dati sul numero di ordini e sul valore medio sono di difficile interpretazione. Se si focalizza l’analisi sul rimanente 30%, attribuibile alle diverse categorie merceologiche, si può osservare che:
- nel 2006 vengono evasi 16 milioni di ordini, il 55% in più rispetto al 2005;
- il valore medio dello scontrino è di poco superiore ai 180 euro, il 10% in meno rispetto al 2005.
Da tali considerazioni emerge un aumento della complessità di gestione dell’e-commerce B2C, poiché aumentano le attività e i costi legati al numero di ordini (ad esempio tutti gli aspetti legati alla logistica). Il valore medio degli ordini è più elevato nel settore assicurativo (440 euro) e nel turismo (200 euro), più basso nell’editoria (45 euro). La diminuzione del valore medio si riscontra in tutti i settori, con l’eccezione del “grocery” (Figura 16).












