Osservatorio sul commercio elettronico
I siti web operativi
Una recente indagine (Internet Benchmarking Italia, “Numeri fatti e tendenze delle attività produttive”, IX Rapporto 2006) ha verificato 34.000 domini su 1.485.970 di domini registrati (nel 2004 erano 1.298.772) per determinare a quanti siti web effettivamente realizzati corrispondessero. E’ stato riscontrato che sul totale dei domini registrati il 17% (253.100) corrisponde a un sito effettivamente realizzato (contro i 241.600 dell’anno prima e i 238.500 del 2003); i domini rimanenti (1.235.870) corrispondono ad alias (indirizzi web che rimandano ad altri indirizzi), pagine di “lavori in corso” e altro (Tabella 2).
L’analisi evidenzia un trend positivo rispetto al 2004, con una aumento del 6,1% dei siti imprenditoriali e in particolare una crescita del 12% di quelli di e-commerce (estendo l’analisi a tutto il campo, i siti di e-commerce sono 6.100, in aumento rispetto ai 5.450 del 2004).
Una considerazione che emerge dal campione osservato è la sparizione di numerosi siti che di commercio elettronico avevano solo l’apparenza, senza funzionare effettivamente come tali. Inoltre, molti siti di commercio elettronico si stanno trasformando in Intranet, riservate a catene di fornitura aziendale: “Il B2B cresce meglio e più concretamente del B2C perché gode di maggiori professionalità ed investimenti, oltre che di un’utenza più disponibile a dare risultati concreti” (IBI, 2006).
Per quanto riguarda la distribuzione dei nuovi siti operativi a livello regionale, possiamo notare che la Lombardia ha il primato, con il 24,2%, con una crescita della quota di siti operativi rispetto al 2004 (erano il 23,3%), seguita dall’Emilia Romagna (11,6%), dal Veneto (10,2%) e dal Lazio (8,8%). Le regioni del Centro-Sud sono in ritardo rispetto a quelle del Nord: la situazione è dimostrata ulteriormente dal fatto che da sole le prime cinque regioni raggiungono quasi il 65% dell’intera presenza sul web (Tabella 3).
Soffermandosi infine su un’analisi dei settori merceologici dei siti Internet, si può notare che, nel 2005, il 13% dei nuovi siti operativi appartengono al settore della pubblica amministrazione, a testimonianza del recente processo di informatizzazione della PA e dell’introduzione di meccanismi di e-government; segue il settore dei provider e delle software house, quello della bellezza, fitness e profumeria (5,4%), quello degli autoveicoli (5,2%) e quello relativo a formazione, consulenza e lavoro (5,1%) (Tabella 4).











