Osservatorio sul commercio elettronico
La diffusione della banda larga
Un ulteriore elemento che consente di valutare il livello di informatizzazione del Paese riguarda infine il tipo di connessione utilizzato e la penetrazione della rete a banda larga. La correlazione tra fattori quali la velocità e i costi della connessione a Internet e il tempo trascorso on line e la modalità di utilizzo della rete da parte degli utenti è ampiamente dimostrata: una premessa indispensabile per lo sviluppo di attività on line è quindi la presenza di un’infrastruttura di rete adeguata.
In Italia tra il 2004 e il 2005 il numero totale degli accessi a banda larga (business più consumer) è cresciuto del 44,4%, da 4,7 a 6,8 milioni di accessi (Federcomin, “Osservatorio Semestrale della Società dell’Informazione”, luglio 2006) (Tabella 1) e a settembre 2006 sono stati superati gli 8 milioni di accessi (Between, “Osservatorio Banda Larga”, aprile 2007).
Le connessioni a banda larga sono ormai largamente prevalenti in tutte le aree del Paese, con una maggiore diffusione al Nord-Ovest (75,8%), e minore nel Mezzogiorno (66,2%); anche il wireless (telefonia di terza generazione o utilizzo di hot spot pubblici) ha cominciato ad affermarsi (11,6% delle imprese, in aumento rispetto al 7,8% dell’anno precedente), con un valore massimo al Nord-Ovest (14%), mentre le vecchie tecnologie, quali il model e l’ISDN, sono sempre più in disuso (rispettivamente, sono utilizzate dal 22,3% e dal 28,7% delle imprese). Per quanto riguarda la relazione tra dimensioni aziendali e tecnologie utilizzate, si può notare che tra le aziende di maggiori dimensioni sono più diffuse le connessioni a banda larga, utilizzate dal 95,8% delle imprese con più di 250 addetti (valore molto distante dal 70,1% di quelle con meno di 50 addetti) (Figura 7).

Questi dati mostrano una costante crescita della domanda di banda larga sul territorio italiano, a fronte della quale gli operatori di TLC hanno risposto cercando di incrementare al massimo la copertura territoriale (allo stato attuale circa il 90% della popolazione è raggiunta da una connessione a banda larga); tuttavia rimangono ampie zone ancora escluse da un accesso ad alta velocità, in particolare i piccoli comuni e le zone montane o rurali, dove la densità della popolazione rende antieconomici eventuali investimenti da parte degli operatori.
In questa situazione un’ampia fetta di popolazione risulta di fatto esclusa dalle potenzialità della rete: per ridurre questo gap (“digital divide”) si ripongono grandi aspettative nelle tecnologie wireless ed in particolare nello standard Wi-Max, che permetterà, dopo la gara per l’assegnazione delle frequenze, di abbattere notevolmente i costi legati al cablaggio, consentendo una copertura omogenea del territorio nazionale.











