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"Suoni e Visioni" diciotto anni dopo
Diventare grandi senza perdere il gusto della curiosità, né il piacere di un sano stupore: è il traguardo che “Suoni e Visioni” taglia con l’edizione della maggiore età, una tappa importante per ogni persona, e ancora più significativa per una manifestazione rimasta integra e coerente nel tempo. Possiamo ben dirlo, visto che nel frattempo molti altri si sono incamminati su questa strada di ricerca, esplorazione, recupero e rilancio di linguaggi e di una filosofia che prima praticamente non esisteva in Italia nella geografia dello spettacolo.Dire che siamo orgogliosi e soddisfatti risultaforse banale, scontato, ma è soprattutto vero. Basta rilevare come parlare di “Suoni e Visioni” sia diventato un modo di dire, un utile riferimento a inquadrare un genere, la via per applicarsi alla musica, dai titoli dei giornali o addirittura dalle denominazioni, spesso simili se non addirittura uguali, di altre rassegne in giro per l’Italia.
Crediamo che questo sia l’effetto più evidentedella credibilità e dei riconoscimenti condivisi tra il pubblico, i media e gli stessi artisti: un elemento che ci spinge a ribadire l’impegno anno dopo anno. Ogni stagione che passa “Suoni e Visioni” rafforza non solo la sua identità, ma anche quella vocazione, quei principi artistici che ci hanno reso impermeabili alle mode, ai richiami facili delle sirene del mercato, allo stesso tempo mantenendoci aperti, spalancati al nuovo che avanza.
Come sempre, anche in questa edizione 2008 teniamo fede ad alcune vocazioni di comportamento: ad esempio lo sforzo per non riproporre artisti avuti ospiti in passato, possibilmente favorendo personaggi mai transitati prima dal nostro Paese, o assenti da lungo tempo. E poi c’è l’attenzione alla multimedialità, al rapporto della musica con il cinema e, last but not least, una sempre ricca, e molto spesso rara, documentazione video che ci compensa dell’impossibilità di ospitare artisti che dal vivo non potremmo proporre, o perché scomparsi o perché per noi purtroppo irrangiugnibili. Il tutto cucito con il filo della qualità, di una disponibilità verso le culture altre, per un dialogo, per una declinazione ideale delle differenze: “Suoni e Visioni” come una pozione magica, per affacciarsi sul mondo, ascoltare e vedere l’effetto che fa. (Enzo Gentile, Marco Piccardi)

