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77 MILLION PAINTINGS DI BRIAN ENO
MILANO: ANTEPRIMA EUROPEA
Triennale di Milano Viale Alemagna 6
Ore 10.30-20.30
Lunedì chiuso Ingresso libero
 La Milanesiana 2006 ospita un eccezionale evento artistico/tecnologico: una installazione audiovisiva creata da Brian Eno, uno dei più geniali musicisti e sperimentatori d’arte dei nostri tempi. “77 Million Paintings” si avvale delle straordinarie possibilità offerte da un particolare supporto informatico, l’Intel Integrated Performance Primitives per Apple.
Si tratta di un software in grado di selezionare e combinare circa 300 immagini create o scelte da Brian Eno negli ultimi vent’anni della sua attività di ricerca. Questi dati visivi, che il software riesce a sovrapporre fino ad arrivare a quattro strati alla volta, determinano figure sottoposte a un continuo mutamento, e lo stesso processo, naturalmente, si ripete inalterato per le strutture musicali che a esse corrispondono. Il numero di immagini che potenzialmente si possono creare in tal modo, raggiunge la cifra indicata dal titolo dell’installazione.
Alla base del progetto possiamo scorgere la medesima idea che aveva ispirato la musica ambient pionieristica di Eno negli anni settanta, come ad esempio quella dell’album Music for Airports (1977): una musica creata non “per l’ascolto”, ma per diventare parte integrante di un luogo, di uno spazio. “Luoghi mentali in cui ci si può immergere,” dice con efficace sintesi l’autore.
Rinunciando, nel proporre questa generazione automatica di immagini e musica, a ogni controllo sul risultato finale, Eno ci offre una concezione del prodotto artistico, svincolato dal potere del suo creatore. “Uno degli aspetti centrali di queste immagini è il fatto di non iniziare e di non finire,” afferma Eno. “Voglio che diano la sensazione di poter andare avanti all’infinito”.
L’installazione ribalta dunque i criteri della fruizione dell’opera d’arte, che viene a costituire un “unicum” per lo spettatore, secondo una serialità che nemmeno Walter Benjamin, il grande teorico contemporaneo della “riproducibilità tecnica dell’opera d’arte”, avrebbe potuto prevedere.
Geometria, musica, pittura si aprono con Brian Eno sull’orizzonte di una sconfinata virtualità creativa, per raccontare in modo “nuovo” l’uomo “nuovo” del Ventunesimo secolo.
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