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Molti ritengono che Milano, al pari di altre grandi città italiane ed europee, dovrebbe promuovere grandi eventi, che ne rilancino il ruolo e la progettualità in campo culturale. Con "La Milanesiana", il festival ideato da Elisabetta Sgarbi, voluto e sostenuto per il settimo anno consecutivo dalla Provincia di Milano, pensiamo di dare un impulso decisivo verso questo obiettivo.
"La Milanesiana" è un appuntamento di fama internazionale, conosciuto e apprezzato in tutta Italia e all'estero, una cassa di risonanza delle potenzialità della nostra città. In questi ultimi due anni, gli sforzi della Provincia si sono intensificati. Abbiamo allargato il programma, inserito discipline artistiche nuove, come la lirica e la videoinstallazione, decentrato le iniziative in più luoghi di Milano, per sottolineare il coinvolgimento di tutta la città alla manifestazione.
Il risultato è notevole: il nome "Milanesiana" evoca un nutrito palinsesto di proiezioni, incontri, concerti, letture dal vivo di qualità indiscutibile. Non solo: anche un modo originale di organizzare un appuntamento importante, che stimola l'affezione e la curiosità del pubblico senza cristallizzarsi in forme rigide. In tal modo, pensiamo di essere riusciti nell'idea di dare una struttura duttile al festival, oggi specchio della bellezza dell'arte ( anche quando vi si parla di "bruttezza") e dell'attualità culturale.Crediamo sia un merito di non poco conto.
"La Milanesiana" rappresenta un modo innovativo di concepire l'evento culturale: qualcosa in continua evoluzione, capace di captare tendenze internazionali, di aprirsi ai movimenti culturali d'oltralpe e anche di calamitare pubblici eterogenei. Il festival, da questo punto di vista, riflette Milano, una città orientata verso il nuovo e l'originalità, in tutti i campi.
Pensiamo non sia immodesto rivendicare alla Provincia di Milano il merito di aver compreso che nel progetto "Milanesiana" la città può riscoprire la sua vocazione internazionale e l'apertura al resto del mondo. E che tutto questo avvenga attraverso la cultura ci appare doppiamente significativo.
Poichè "La Milanesiana" è una rassegna che produce cultura, oltre che offrirla, siamo convinti che sia proprio questa la strada da percorrere per donare una rinnovata luminosità a Milano.Eccoci dunque al via de "La Milanesiana" 2006. Il sipario si alzerà su una videoinstallazione di Brian Eno negli spazi della Triennale, un'opera che vedremo in anteprima europea e che sarà poi trasferita alla Biennale di Venezia.
Abbiamo deciso di ribadire la centralità del teatro Dal Verme come sede delle performance, affiancandogli però la Triennale di Milano, lo Spazio Oberdan, Forma e la sala Montanelli del Corriere della Sera, tutti luoghi significativi della vita culturale della città. La novità organizzativa di quest'anno è l'intera notte di iniziative che chiuderà il festival: un non stop di musica, letture, video.
L'abbiamo voluta chiamare "notte stregata", perché ad animarla saranno gli scrittori del Premio Strega. Un'ultima notazione: "La Milanesiana" è, come da tradizione, una contaminazione tra generi diversi e in questo senso capace da sé di creare incroci inediti e sperimentazioni.
La presenza di artisti e intellettuali, spesso presenti per la prima nella nostra città, provenienti da varie parti del mondo conferma il cosmopolitismo del festival ed è un invito al dialogo, alla collaborazione pacifica, alla scoperta del valore della diversità culturale, linguistica e creativa, cioè alla cose che aprono al futuro.
Filippo Penati Presidente della Provincia.di Milano
Daniela Benelli Assessore alla cultura, culture e integrazione
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