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La Milanesiana 2009


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Intervento di Massimiliano Finazzer Flory, Assessore alla Cultura del Comune di Milano

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Intervento di Massimiliano Finazzer Flory, Assessore alla Cultura del Comune di Milano

La decima edizione de La Milanesiana è una nuova e sempre diversa emozione che declina il suo ricco palinsesto intorno al tema dell’invisibile. Che non è il non visibile. Piuttosto una categoria per leggere, interpretare, vivere in modo differente la realtà. Infatti, ciò che non è (sempre) visibile, non per questo è (meno) reale.
La letteratura, il teatro, la musica, la danza, il cinema, le arti hanno dato ampio spazio allo spazio dell’invisibile. Soglia impercettibile fra presenza e distanza, ulteriorità colmata o colmabile dalla tecnica, vertigine metafisica accostabile nella sacralità del mistero, confine ridefinibile tra campi di sapere interdisciplinari, ciò che non vediamo - ma che avvertiamo - ci attraversa nei nostri percorsi di vita e di conoscenza. Per guardare attraverso l’ascolto.
Del resto, sorprendentemente, a volte, l’invisibile è ciò che ci passa accanto inosservato. Scrive Edgar Allan Poe ne La lettera rubata che un’abitazione viene messa sottosopra per ritrovare una lettera irrimediabilmente perduta. Alla fine tutto si chiarisce: la missiva è rimasta sempre là dove doveva essere: in un portadocumenti di cartone appeso a un chiodo d’ottone al centro del caminetto. Come a dire che spesso ciò che è sotto ai nostri occhi diventa enigmaticamente invisibile. Non senza paradossali conseguenze…
Nella continuità di un progetto attento a cogliere e affrontare le tematiche più vicine alla sensibilità con-temporanea e, allo stesso tempo, a riscoprire le nostre più profonde e antiche radici culturali, La Milanesiana fa di Milano il centro di un festival internazionale che non teme di sfidare il conformismo e aprirsi a nuovi punti di vista. Come la città che si fa e si disfa, si monta e si smonta, la rassegna è tangibile testimonianza di quell’”invisibile” dialogo del pensare con il fare. Progetto in cui la complessità e la leggerezza delle cose e degli uomini si con-fondono. Per compiere insieme un viaggio a cui si perviene con una citazione indiretta di natura filosofica, una dichiarazione d’amore per l’inquieta e ossessiva ricerca di sapere e di bellezza.
Tutto questo significa incontrare e riconoscere cose e persone nel rapporto vivo tra la realtà di fuori e la nostra mente di dentro. Ed è così che questa decima edizione mi appare del tutto coerente al progetto di questo assessorato: per una Milano che si racconta e una Milano che si rapporta al mondo.

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