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24 giugno "Città Invisibili". Fleur Jaeggy, Boris Pahor, Charles Simic, Predrag Matvejevic', Paolo Mauri, Michele Campanella, Anna Bonaiuto

24 giugno
 

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24 giugno "Città Invisibili". Fleur Jaeggy, Boris Pahor, Charles Simic, Predrag Matvejevic', Paolo Mauri, Michele Campanella, Anna Bonaiuto

Teatro Dal Verme – ore 21
Via San Giovanni sul Muro 2


Prologo letterario
Fleur Jaeggy
Letture Boris Pahor, Charles Simic (Premio Pulitzer 1990), Predrag Matvejevic’
Concerto Storie di apparizioni, spettri e fantasmi, per una voce e un pianoforte  Michele Campanella, Anna Bonaiuto (David di Donatello 1995)
Coordina Paolo Mauri

Terzo appuntamento de La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, promossa dalla Provincia di Milano con il Comune di Milano e il sostegno della Regione Lombardia e organizzata dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali/Teatro Dal Verme.

Il titolo della serata di mercoledì 24 giugno dedicata all’Est europeo è “Città invisibili”.
Fleur Jaeggy, scrittrice tradotta in 21 paesi, autrice del recente “Vite congetturali” (uscito da poco presso Adelphi), apre l’incontro con un prologo letterario. Prosegue poi Boris Pahor, scrittore sloveno, deportato durante la seconda guerra mondiale in campi di concentramento tedeschi e francesi, e autore del pluripremiato Necropoli: un pellegrinaggio sui luoghi della sua prigionia, nel solco della tradizione di Primo Levi e di Imre Kertész.
Con loro Charles Simic (Premio Pulitzer 1990), poeta americano nato a Belgrado, autore del celebrato Club Midnight – un poeta che, con uno stile drammaticamente ma anche ironicamente breve e spezzato, racconta il territorio incerto fra sonno e veglia, patria invisibile, che scaturisce dall’inconscio. Infine Predrag Matvejevic’, autore bosniaco, di madre croata e padre russo, attualmente docente di Slavistica a Roma, che nelle sue opere si pone come indagatore di un’“altra” Europa, quella che i drammi dell’ex Jugoslavia hanno sconvolto.
Introduce il dialogo a quattro voci Paolo Mauri, direttore del supplemento domenicale di “Il Sole 24 Ore”.

La parte musicale della serata vede il ritorno di Michele Campanella che, accompagnato dalla voce di Anna Bonaiuto (David di Donatello 1995), ci offre un melologo espressamente preparato per la Milanesiana: “Storie di apparizioni, spettri e fantasmi, per una voce e un pianoforte”, con una scelta di musiche di Liszt, Strauss e Schumann accompagnate da testi “popolati” di fantasmi.
Come ogni sera, saranno proiettati quaranta secondi dal film Ghiro ghiro tondo, del regista di origine armena Yervant Gianikian e di Angela Ricci Lucchi, che hanno dato vita a una “cinepresa analitica” in grado di riesplorare in profondità le inquadrature offerte dal normale scorrimento della pellicola sullo schermo. Le immagini proiettate mostrano una serie di giocattoli ammaccati, risalenti all'epoca delle guerre mondiali, che compongono una specie di mondo miniaturizzato da cui emerge l'ombra dei fascismi.

LA MILANESIANA – Letteratura Musica Cinema Scienza prosegue e approfondisce le riflessioni della sera durante l’Aperitivo con gli Autori.

Giovedì 25 giugno con inizio alle ore 12 avrà luogo l’incontro dal titolo La dignità dei confini.
Fleur Jaeggy, Boris Pahor, Charles Simic, Predrag Matvejevic’, Massimiliano Finazzer Flory dialogheranno coordinati da Dino Messina.
Si prega di segnalare che l’ingresso alla Sala Buzzati è libero fino ad esaurimento posti, solo con prenotazione al numero 02 87387707.
Quest’anno ogni appuntamento Aperitivo con gli Autori sarà preceduto da una proiezione di un frammento del filmato Dalle macerie della guerra, a cura dell’istituto Luce. Reperimento e selezione materiali: Luigi Orlotti.

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BIOGRAFIE



FLEUR JAEGGY Fleur Jaeggy è nata a Zurigo e vive a Milano.
Ha pubblicato, presso Adelphi: Il dito in bocca (1968), L’angelo custode (1971), Le statue d’acqua (1980), I beati anni del castigo (1989; Premio Bagutta 1990), La paura del cielo (1994) e Proleterka (2001; Premio Viareggio 2002). Sempre per Adelphi, ha curato Vite immaginarie di Marcel Schwob (1972), Gli ultimi giorni di Immanuel Kant di Thomas De Quincey (1983) e Regole di vita musicale di Robert Schumann (1983).
I suoi libri sono stati tradotti in ventuno paesi.  In libreria è appena apparso Vite congetturali (Adelphi 2009).

 

BORIS PAHOR Nato nel 1913 a Trieste dove vive tuttora, dopo la laurea a Padova ha insegnato Lettere italiane e slovene nella città giuliana.
Durante la seconda guerra mondiale ha collaborato con la resistenza antifascista slovena ed è stato deportato nei campi di concentramento nazisti, esperienza che lo segnerà fortemente e di cui si ritrova traccia in buona parte della sua ricchissima produzione letteraria.
I suoi libri, scritti in sloveno, sono stati tradotti in francese, inglese, tedesco, catalano, finlandese e perfino in esperanto. In italiano, oltre a Necropoli (Fazi 2008) sono stati pubblicati Il rogo nel porto (Zandonai 2001), La villa sul lago (Nicolodi 2002), Il petalo giallo (Zandonai 2007) e Qui è proibito parlare (Fazi 2009).
Segnalato più volte all'Accademia di Svezia che assegna il Nobel per la letteratura, insignito nel 1992 del Premio Prešeren, il massimo riconoscimento sloveno, per la sua attività letteraria, già nominato in Francia Officier de l’Ordre des Arts e des Lettres dal ministero della Cultura, nel 2007 Boris Pahor ha ricevuto la Legion d’Onore da parte del presidente della Repubblica francese. In Italia ha ricevuto, tra gli altri riconoscimenti, il Premio Viareggio-Repaci e il Premio Napoli.

 

CHARLES SIMIC Charles Simic è nato a Belgrado nel 1938, e nel 1953 si è trasferito negli Stati Uniti.
Ha vissuto a New York, Chicago, nell’aerea metropolitana che circonda la Baia di San Francisco, e per molti anni nel New Hampshire, dove ha insegnato Inglese all’Università fino al 2006, anno in cui si è ritirato.
Dal 1967, Simic ha pubblicato diverse raccolte di poesie, tra cui Classic Ballroom Dances (1980), Il mondo non finisce (Donzelli 2001), che gli è valso il Premio Pulitzer per la Poesia nel 1990; Poesie scelte: 1963-2003 (2004); My noisless entourage (2005). Ha inoltre pubblicato svariati libri di prosa: Il cacciatore di immagini. L’arte di Joseph Cornell (Adelphi 1992); OrphaFactory (1998); Metaphysician in the Dark (2003), A Fly in My Soup (2003), Memory Piano (2006).
Simic è stato insignito del Wallace Stevens Award, di due PEN Award per le sue traduzioni e di una MacArthur Fellowship. Collabora regolarmente con il “The New York Review of Books” ed è stato il “Poeta Laurato degli Stati Uniti (2007-2008)”. Il suo nuovo libro di poesie, That Little Something, è uscito nella primavera del 2008.

 

PREDRAG MATVEJEVIC’ Nato a Mostar (Bosnia-Erzegovina) da madre croata e padre russo, Predrag Matvejevic’ è stato docente di Letteratura Francese all’Università di Zagabria e di Letterature comparate alla Sorbona di Parigi.
Emigrato all’inizio della guerra nella ex Jugoslavia ha vissuto dal 1991 al 1994 in Francia, mentre dal 1994 lavora in Italia. Attualmente è professore ordinario di Slavistica all’Università la Sapienza di Roma, nominato “per chiara fama”.
Tra i suoi libri, tradotti in varie lingue, ricordiamo Breviario Mediterraneo (Garzanti 1987, tradotto in più di venti lingue), Epistolario dell’altra Europa (Garzanti 1992), Ex Jugoslavia. Diario di una guerra (Magma 1995), I signori della guerra (Garzanti 1999), L’altra Venezia (Garzanti, Premio Strega Europeo 2003).
Tra i vari riconoscimenti internazionali ha ottenuto la Légion d’honneur dal governo francese e la cittadinanza dal Presidentedella Repubblica italiana.

 

PAOLO MAURI  Nato a Milano nel 1945, si è laureato in Lettere all’Università la Sapienza di Roma con Natalino Sapegno e Alberto Asor Rosa.
Storico della letteratura e critico letterario, è anche giornalista professionista dal 1977 e responsabile per oltre quindici anni delle pagine culturali del quotidiano “la Repubblica”. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo L’opera imminente: diario di un critico (Einaudi, 1998) e Nord. Scrittori in Piemonte, Lombardia e Liguria (Einaudi, 2000). Nel 2007 ha pubblicato, sempre per Einaudi, Buio e L’arte di leggere (aforismi sulla letteratura).

 

MICHELE CAMPANELLA Considerato uno dei maggiori virtuosi e interpreti lisztiani, Michele Campanella si è formato alla scuola pianistica napoletana di Vincenzo Vitale, conseguendo poi il Grand Prix du Disque, conferito dalla Società “Ferenc Liszt” di Budapest nel 1976, 1977 e 1998.
Ha suonato con le principali orchestre europee e statunitensi, con direttori quali Claudio Abbado, Gianluigi Gelmetti, Eliahu Inbal, Zubin Mehta, Riccardo Muti, George Prêtre, Wolfgang Sawallisch, Christian Thielemann. Ha registrato una trentina di dischi che rappresentano solo una piccola parte del suo vastissimo repertorio, circa seicento titoli. Titolare della cattedra di Pianoforte all’Accademia Chigiana di Siena da 24 anni, dirige il Centro di Studi pianistici Vincenzo Vitale, a Napoli. È presidente della Società Liszt, chapter dell’American Liszt Society.

 

ANNA BONAIUTO È nata a Latisana, in Friuli, da padre napoletano. Si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico dove studia con Mario Missiroli e con Luca Ronconi con il quale esordirà in teatro. In teatro è stata diretta, tra gli altri, da Otmar Kreicha, Carlo Cecchi, Mario Martone, Giorgio Pressburger, Toni Servillo frequentando da protagonista un repertorio che spazia dai classici greci a Molière e Marivaux, da Cechov e Ibsen fino a Harold Pinter, Thomas Bernard, Eduarso De Filippo.
Al cinema è apparsa fra l’altro in Storia di ragazze e di ragazzi e Fratelli e sorelle di Pupi Avati, Dove siete? io sono qui di Liliana Cavani, Morte di un matematico napoletano, L’amore molesto e Teatro di guerra di Mario Martone, Il postino di Michael Radford ricevendo numerosi premi in Italia e all’estero fra i quali la Coppa Volpi, la Grolla d’oro, il David di Donatello, il Nastro d’argento, il Globo d’oro.
 


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