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Intervento di Vittorio Sgarbi, ex Assessore alla Cultura del Comune di Milano
La "Milanesiana" non è un festival, ma un luogo della mente.
È a Milano perchè il destino ha portato a Milano il pensiero di Elisabetta Sgarbi, mia
sorella; e un successivo capriccio del destino ha dato alla città un assessore alla Cultura che di
quella mente conosce i percorsi segreti, gli stimoli, le occasioni che, attraverso una serie
di curiosità, dalla letteratura al cinema, alla musica, alle arti figurative, hanno dato origine
alla "Milanesiana".
I festival procedono per settori, o, come quello di Spoleto, per fasce parallele.
È il punto di incontro di intelligenze che si confrontano con diversi linguaggi creativi, li
intrecciano, li confondono, li sostituiscono l'uno all'altro per aumentare il potere della mente.
Alla luce di queste suggestioni può avvenire che un filosofo si appassioni alla pittura del
Rinascimento, e applichi la sua dottrina all'interpretazione dell'arte; che un musicista si esprima
con il cinema; e, più facilmente, che un artista si faccia scrittore.
La "Milanesiana" privilegia i valori immateriali della conoscenza, senza chiudersi in una
difesa di categorie intellettuali che spesso segnano confini invalicabili. Elisabetta travalica,
contamina, sovrappone. In questo la "Milanesiana" interpreta sia lo spirito leonardesco che mal
tollera confini, sia il mio ambizioso progetto di una grande Babele in cui tutti i linguaggi
creativi si confrontino senza limiti e riserve. Anche questa edizione non mancherà di affinare la
nostra intelligenza.
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