Intervento di Filippo Penati, Presidente della Provincia di Milano, e Daniela Benelli, Assessore alla cultura, culture e integrazione della Provincia di Milano
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Intervento di Filippo Penati, Presidente della Provincia di Milano, e Daniela Benelli, Assessore alla cultura, culture e integrazione della Provincia di Milano
“Solo una cosa era certa: lo spazio era ruvido, curvo e molto molto strano. Nella
struttura dei numeri sembrava esserci un che di incompleto, di abbozzato in modo stranamente
sfuggente”, parole che lo scrittore Daniel Kehlmann, nel suo romanzo La misura del mondo fa
pronunciare a Carl Gauss, il celeberrimo matematico tedesco. Una soglia di disordine dove finisce
l’armonia del cosmo, una impercettibile percentuale di caos proprio dove la scienza ha
ridotto i fenomeni a schemi perfetti. Kehlmann parla della irriducibilità
dell’esistenza a poche categorie preconfezionate, una considerazione drammaticamente
contemporanea, in un’epoca come la nostra, dominata dall’incertezza.
E’ questa la contemporaneità che La Milanesiana porta ogni anno a Milano, riuscendo nel
compito di inventarsi un tema guida – per la prossima estate abbiamo I quattro elementi,
fuoco, aria, terra, acqua – e a proporre al pubblico la mutevolezza del mondo di oggi
attraverso la letteratura, che, aggredita dalla tv e dalla dittatura dell’immagine digitale,
sopravvive dentro commistioni apparentemente impossibili. Contamina i generi del sapere, musica
compresa, e trasfigura il racconto in nuove forme di narrazione che sfiorano linguaggi
contemporanei come la televisione, l’informazione via web, la fiction.
Un mix che il festival ideato da Elisabetta Sgarbi riesce a mantenere sempre entro i confini
della godibilità accessibile ai profani, con appassionanti reading di filosofia , come nel caso
della dissertazione improvvisata di Bernard Henry Levy dell’anno scorso, su Hegel e
l’assoluto in Occidente. Con code di ragazzi in attesa lungo via San Giovanni sul Muro
per ascoltare dal vivo Battiato. Ma anche con l’entusiasmo dei lettori, che affollano la Sala
Montanelli della Fondazione Corriere della Sera per seguire scrittori Premio Nobel discutere di
Darfur, antisemitismo, costruzione di un romanzo destinato al Pulitzer sulla schiavitù nel sud
degli Stati Uniti. Ma pensiamo anche al lungo applauso che ha accolto Elie Wiesel al teatro Dal
Verme.
La Milanesiana è per Milano tutte queste cose insieme: serate di intrattenimento, occasione
di riflessione, brevi e intensi momenti di analisi dei significati e degli enigmi della realtà che
ci circonda. Un festival sicuramente, e il più internazionale e “fresco” della
città. Un appuntamento che coinvolge più luoghi di Milano, dal Dal Verme al Corriere fino
agli Arcimboldi, senza esaurirsi nell’evento. E che rappresenta una formula controcorrente di
divertimento: colta, ma ironica. Con un pubblico di affezionati, eppure sperimentata da giovani e
ragazzi. Mai uguale a se stessa, però capace di non rinunciare ai suoi presupposti di festival di
altissimo profilo culturale, nato per far pensare e non solo per riempire serate
d’estate. E’ inoltre circostanza particolarmente felice avere insieme, qui a
Milano, Amos Oz e Avraham Yehoshua, proprio nell’anno in cui si festeggiano i Sessantanni
della nascita dello Stato di Israele.
La Provincia sostiene con orgoglio la Milanesiana, che crediamo sia un motivo di vanto per
tutta la città.
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