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Intervento di Elisabetta Sgarbi, Direttore artistico e ideatrice
La Milanesiana Letteratura Musica Cinema giunge quest’anno alla nona edizione. Promossa
dalla Provincia di Milano e dal Comune di Milano, con la collaborazione della Regione Lombardia e
da un sempre più nutrito gruppo di sponsor privati, la manifestazione si svolge nelle sedi del
Teatro Dal Verme, del Teatro Arcimboldi, dello Spazio Oberdan e, per gli incontri del mattino,
della Sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera e del Museo Nazionale della Scienza e della
Tecnologia “Leonardo da Vinci”, dove gli autori ospiti del Festival, in un arco di
tredici incontri-dibattito, conseguenza diretta degli spunti emersi nelle serate precedenti,
potranno conversare sulla base delle sollecitazioni fornite dai coordinatori di diverse testate
giornalistiche. Forte degli
oltre 300.000 spettatori che ci hanno donato la loro attenzione e il loro
entusiasmo per otto anni consecutivi, la Milanesiana si ripropone oggi con una tabella di marcia
molto ricca: 120 ospiti internazionali, 7 Premi Nobel, 2 Premi Pulitzer, 1 Premio Abel per la
matematica, e 1 Premio Cervantes per la letteratura. Il tema principale scelto
quest’anno è nuovo e al tempo stesso “antico”, come il mondo, “I
quattro elementi”: fuoco, aria, terra, acqua. Sono le basi del nostro essere, e quindi anche
del nostro sapere. Tematizzarlo significa perciò, nello spirito che anima la Milanesiana, aprirsi
ancora una volta alla varietà delle conoscenze, delle discipline, dei generi. Letteratura, musica,
cinema, arte e scienza appaiono in tale prospettiva come le angolature particolari di un unico
volto, in cui potremo riconoscerci meglio sulla base delle proposte e dei suggerimenti che verranno
da questa nona edizione del Festival. Ma veniamo subito al programma, ricco, delle serate.
Venerdì 27 giugno la Milanesiana inizierà con un incontro subito dedicato al
nucleo tematico del Festival:
“Lo stato delle cose: il conflitto e la concordia degli elementi – fuoco, aria,
terra, acqua”. Avremo con noi
Shirin Ebadi, avvocato e pacifista iraniana, la prima donna dell’Iran e la
prima musulmana a ottenere il Premio Nobel per la pace 2003. Si confronterà con
Thomas Crombie Schelling, Premio Nobel per l’economia 2005, che ha studiato,
esercitando un enorme influsso sull’Occidente contemporaneo, le strategie del
“conflitto” e della “cooperazione” all’interno della teoria dei
giochi e dei comportamenti umani. Il Prologo della serata sarà affidato a
Richard Ford, il “poeta del quotidiano” fra gli scrittori americani,
Premio Pulitzer 1996, di cui Feltrinelli – suo editore sin dall’origine –
pubblica il nuovo romanzo, “Lo stato delle cose”, e da cui Ford ci leggerà alcune
pagine. Un concerto dell’
Ensemble Berlin chiuderà la serata. Il coordinamento sarà affidato a
Ferruccio de Bortoli, direttore del “Sole 24 Ore”, con un intervento
di
Piergiorgio Odifreddi, il “matematico impenitente”, per la parte
scientifica.
Sabato 28 giugno, la serata
“Israele e la forza degli elementi (terra e acqua)” avrà per
protagonisti donne e uomini di una fra le terre più tormentate di oggi, la terra
dell’Alleanza e delle Sacre Scritture: Israele. Terra e acqua, questi elementi primordiali
che stanno alla base delle vicende e dei vissuti della Bibbia ebraica, saranno i Leitmotiv
dell’intervento di
Elie Wiesel, Premio Nobel per la pace 1986, di cui i lettori di tutto il mondo
ricordano il celebre “La notte”, sulla tragedia dell’Olocausto, che coinvolse
direttamente lui e la sua famiglia, e i due volumi della sua autobiografia, uno sguardo
appassionato sulla storia e la cultura del XX secolo. E poi
Amos Oz, l’“Orwell sionista”, come è stato definito da
“Newsweek”, autore di “Michael mio”, di “Non dire notte”,
epopea di una piccola comunità israeliana nel deserto del Negev, alle prese con i problemi e
i drammi di ogni giorno, e, recentemente, di “La vita fa rima con la morte”.
Tra gli ospiti anche
Moni Ovadia, attore teatrale, cantante e compositore di origine ebraica da sempre
dedito al recupero e alla rielaborazione del patrimonio artistico, letterario, religioso e musicale
degli ebrei dell'Europa orientale.
Per la parte musicale avremo
Noa, nome d’arte di Achinoam Nini (“Sorella della pace”, in
ebraico), una cantante israeliana che vede nella musica, fortemente legata nei motivi e nei ritmi
alla sua terra, uno strumento per riavvicinare i popoli in conflitto, e che fu scelta da Roberto
Benigni per cantare il brano principale della colonna sonora di “La vita è bella”. Il
suo concerto, “Genes & Jeans”, ci introdurrà alle contraddizioni, ai dolori e alle
speranze di un paese che ancora lotta per la sua identità e sopravvivenza. A lei si affianca
Fabio Vacchi, famoso compositore. Coordina la serata Ernesto Ferrero, scrittore
Premio Strega e direttore del Salone del libro di Torino, proprio dedicato quest’anno a
Israele.
Domenica 29 giugno, confidando che l’Italia arrivi alla finale degli Europei
e non volendo deludere chi al calcio non è interessato, apriamo la Milanesiana con una giornata di
visioni e letture con
Béla Tarr, il più grande cineasta ungherese dai tempi di Miclos Jancso, autore di
“Sátántangó” (1990-1994), i cui film sono stati mostrati ai Festival di Cannes e di
Venezia; e con lo scrittore ungherese che con Béla Tarr ha più collaborato e da cui Béla Tarr è
stato ispirato,
László Krasznahorkai. L’ultimo film di Béla Tarr, “L’uomo di
Londra”, è tratto dal romanzo omonimo di Georges Simenon. Allo Spazio Oberdan, a partire
dalle ore 11.00, vedremo dunque “Sátántangó” (450’) e “L’uomo di
Londra” (135’). La serata verrà introdotta dalla muisca di
John de Leo e dalle videoscenografie di
Massimo Ottoni.
Lunedì 30 giugno, nella serata
“La moltiplicazione del fuoco amico (acqua e fuoco)”, un incontro
dedicato alla coesione degli elementi, all’amore in senso biologico ed esistenziale, sarà la
volta di un altro ospite israeliano, lo scrittore
Abraham Yehoshua, che per il suo interesse specifico per la sessualità e i
rapporti che ne vengono di conseguenza condizionati è stato spesso considerato un simbolo della
“complessità” ebraica: amore, religione, fede, ideologia politica, routine quotidiana,
sono al centro della sua indagine letteraria. Accanto a lui,
Craig Venter, il biologo e scienziato noto per aver dato un contributo
fondamentale alla ricerca sul sequenziamento del genoma. La parte musicale sarà invece affidata a
Gavin Bryars, compositore inglese, teorico di una estetica minimalista in musica,
che con il suo Ensemble di voci e strumenti ci farà immergere nelle delicate sonorità delle laudi e
dei madrigali petrarcheschi (“Madrigals and Laude”). Lo scrittore
Mario Fortunato, autore, tra gli altri, di “I giorni innocenti della
guerra” e di “Luoghi naturali”, coordinerà la serata.
Martedì 1 luglio, per il tema
“La Primavera e L’uccello errante Lungo il fiume (aria e
acqua)”, avremo dapprima, allo Spazio Oberdan, un confronto cinematografico con lo
scrittore cinese
Gao Xingjian e il regista
Ermanno Olmi. Gao Xingjian, artista totale, narratore, poeta, saggista, pittore,
drammaturgo, è autore del celebre “La montagna dell’anima”, viaggio fra sogno,
riflessione e ricordo nelle tortuosità della Cina post-rivoluzionaria. Premio Nobel per la
letteratura 2000 (l’unico scrittore cinese cui è stato assegnato questo ambito premio),
Xingjian ci presenta il suo primo film, “La Silhouette sinon l’ombre”, una
esplorazione del suo stesso processo creativo, fra letteratura, teatro e pittura. Ermanno Olmi,
autore dei celeberrimi “L’albero degli zoccoli” (Palma d’oro al Festival di
Cannes 1977) e “La leggenda del santo bevitore” (Leone d’oro alla Mostra del
cinema di Venezia nel 1988), ci offre invece la visione di due suoi documentari, “Lungo il
fiume” (1992) e “Cantando dietro i paraventi” (2003), in cui scopriremo il suo
mondo poetico, fatto di attenzione per le cose della vita quotidiana, per i minimi eventi
registrabili dall’occhio umano e potenziati perciò dalla macchina da presa.
enrico ghezzi introdurrà le proiezioni. La giornata proseguirà, la sera, al Teatro
Dal Verme, con letture degli stessi Gao Xingjian ed Ermanno Olmi e con una lectio brevis del
Professor
Giovanni Reale intitolata “La Primavera di Sandro Botticelli”,
analizzata alla luce delle più recenti acquisizioni filologiche e anche secondo una inedita lettura
personale. La serata, che si avvale del coordinamento di
Ferruccio de Bortoli, si concluderà con l’esecuzione, da parte dell’
Orchestra dei Pomeriggi Musicali, della “Primavera” di Ottorino
Respighi, come un contrappunto sonoro agli argomenti toccati in una giornata così intensa.
Mercoledì 2 luglio la serata al Teatro degli Arcimboldi avrà per tema
“I comportamenti sulla terra delle cose e degli uomini (terra e
aria)”. Dopo un Prologo di
Antonio Scurati, autore di “Una storia romantica”, ovvero il nuovo
romanzo storico all’inizio del Terzo Millennio, avremo ospite
Robert Betts Laughlin, Premio Nobel per la fisica 1998, che ci illustrerà i
fondamenti teorici del “principio antropico”. Un altro ospite sarà poi lo scrittore
David Leavitt, che si presenta al pubblico della Milanesiana con una lettura
inedita il cui titolo è “In fiamme”. Fra i padri del minimalismo americano, Leavitt è
sceso, con le sue opere, negli abissi della materia umana, la “carne”, indagando le
passioni e il processo di lento disfacimento della nostra società e della famiglia tradizionale.
Queste atmosfere torbide e dirompenti saranno poi nuovamente evocate con forza dal concerto dei
Jethro Tull, che festeggia quest’anno i suoi quarant’anni di attività.
Il coordinamento della serata è di
Piergiorgio Odifreddi.
Giovedì 3 luglio, per il tema
“Elementi della vita (i quattro elementi)”, avremo
Paulo Coelho, in una serata speciale in tutti i sensi. Basti ricordare che i suoi
libri, pubblicati in più di 150 paesi e tradotti in 63 lingue, hanno venduto oltre 100 milioni di
copie nel mondo. Ascolteremo dunque Paulo leggere un suo testo inedito sugli ormoni
dell’immaginazione, prima di dare la parola a
Sir Michael Francis Atiyah, uno dei padri della geometria e della topologia
algebrica contemporanea, Premio Abel per la matematica 2004. Nella seconda parte, musicale, della
serata, incandescente sarà il concerto di
Teresa Salgueiro, intitolato “Voce e Eu”. Leader del famoso gruppo dei
Madredeus (di cui è nota a tutti la colonna sonora del film “Lisbon Story” di Wim
Wenders, ospite negli anni scorsi alla Milanesiana), questa cantante è una vera e propria musa del
“fado”, il canto popolare portoghese. Dalla sua voce udremo i guizzi e le improvvise
allegrie del fado. La serata è coordinata da
Maurizio Chierici, giornalista del Corriere della Sera.
Venerdì 4 luglio la giornata si svolgerà all’insegna di
“Il trauma degli elementi (acqua e fuoco)”. Torneremo nel primo
pomeriggio allo Spazio Oberdan, per la sezione cinema di questa Milanesiana, con
William Friedkin. Dell’autore di “L’esorcista” e di
“Vivere e morire a Los Angeles”, vedremo un raro documentario (mai visto prima in
Italia) degli anni sessanta, “The Bold Men”, in cui si ritrova il brivido a cui
Friedkin ci ha abituati in una non fiction che è puro cinema e che ci mette a contatto con le forze
primordiali della natura. Il film ci è stato proposto dallo stesso Friedkin in omaggio al
tema di questa nostra nona edizione. Di Mario Monicelli vedremo invece “I soliti
ignoti” (1958), capostipite della commedia grottesca italiana e al tempo stesso commedia
brillante che ha fatto epoca. William Friedkin ha scelto di commentare “Big Deal on Madonna
Street”, il titolo inglese del film di Monicelli, avendone – come mi ha detto qualche
mese fa – subìto profondamente l’influenza.
enrico ghezzi ci introdurrà al mondo di questi maestri. La giornata proseguirà, la
sera, al Teatro Dal Verme, con una lettura e frammenti cinematografici di William Friedkin e con
una di un altro importante ospite,
Patrick McGrath, l’autore dell’ormai mitico “Follia” e del
recentissimo “Trauma”. McGrath ci porterà, con il suo intervento, nei meandri della
psiche, dove gli elementi della natura confliggono allo stato puro in un’alternanza di salute
e malattia, normalità e devianza, realtà e delirio. Dopo un “Nano-frammento” di
Antonio Ciprì e
Franco Maresco, i “ragazzi terribili” del cinema italiano, dedicato a
Monicelli, si terrà un concerto di
Barbara Hendricks (“Billie’s Blues”), cantante statunitense che,
grazie alla sua voce di contralto, riesce a restituirci sia il sapore classico delle arie
d’Opera sia la cadenza ritmata delle canzoni contemporanee. Il coordinamento della serata è
di
Antonio Gnoli, di “la Repubblica”, giornalista e scrittore.
Sabato 5 luglio il titolo della serata sarà
“Qualcosa da dirti: dal Pakistan al Tibet (terra)”. Avremo con noi
Richard Ernst, Premio Nobel per la chimica 1991, che ha indagato il fenomeno della
risonanza magnetica e che ci racconterà “I quattro elementi nella pittura tibetana vista
dagli occhi di uno scienziato occidentale”. Con lui
Hanif Kureishi – autore di “Il Budda delle periferie” e di
“Ho qualcosa da dirti” – il suo nuovo romanzo, in cui, come in Ernst, si fondono
un’anima occidentale e un’anima orientale guidate da un infallibile istinto narrativo,
ben noto al pubblico italiano. La serata, oltre a un intervento di
Fiorenzo Galli e al coordinamento di
Ivan Cotroneo, autore di “La kryptonite nella borsa”, prevede inoltre
un concerto (“The Piano Sings”) di
Michael Nyman, compositore, pianista e musicologo inglese, celebre, tra
l’altro, per la colonna sonora del film “Lezioni di piano”.
Domenica 6 luglio, per il tema
“Due vite in Quella sera dorata e un Prologo (terra)”, si stabilirà un
nuovo terreno di confronto fra cultura occidentale e orientale. Aprirà
Fleur Jaeggy, sull’elemento terra, seguita da
Peter Cameron, scrittore newyorchese, autore di cinque romanzi e insegnante di
scrittura creativa alla Columbia University e alla Yale University. L’altro polo di questo
confronto inedito è
Vikram Seth, scrittore indiano affermatosi negli anni ottanta con “Autostop
per l’Himalaya”, che descrive un avventuroso viaggio compiuto da Nanchino a Dehli,
passando per il Tibet, terra che ricorre in questa edizione e che sta vivendo un momento
drammatico, come è noto, a causa della sua lotta per la libertà. Ma il vero successo di pubblico e
di critica è giunto per Vikram Seth con “Il ragazzo giusto”, edito in Italia da
Longanesi. A
Michele Campanella, un nome già noto al pubblico della Milanesiana e una presenza
fissa da alcuni anni tra noi, spetterà il compito di accompagnarci nei regni della musica, con il
melologo “Enoch Arden”, che vede la partecipazione di
Andrea Renzi, attore che amiamo e che ritorna alla Milanesiana, uno tra i
fondatori delle compagnie teatrali Falso Movimento e Teatri Uniti. La serata sarà coordinata da
Ranieri Polese, inviato culturale del “Corriere della Sera”.
Lunedì 7 luglio l’ospite sarà
Umberto Eco: un’altra presenza costante e sempre sorprendente al nostro
Festival. Umberto Eco terrà un’importante lezione sulla immagine del fuoco nel pensiero
occidentale, intitolata
“La fiamma è bella”, un excursus filosofico su un concetto che, da
Eraclito ai giorni nostri, continua ad animare segretamente la sapienza dell’Occidente, in
tutta la sua portata simbolica. A
Toni Servillo, invece, altro ritorno alla Milanesiana, il compito di illustrare,
con una sua intensa lettura, i luoghi canonici della narrativa di Umberto Eco dedicati al tema del
fuoco. A corollario della serata, il concerto “Arie di fuoco” di
Antonio Ballista, pianista, clavicembalista e direttore d’orchestra fra i
più noti in ambito internazionale. Il coordinamento è affidato a
Mario Andreose, direttore letterario dell’RCS Libri e editor storico di
Umberto Eco.
Martedì 8 luglio il tema conduttore sarà
“Elementi di luce (acqua e aria – aria e acqua)”. Il primo
pomeriggio, allo Spazio Oberdan, un omaggio al grande regista russo
Aleksandr Sokurov, altro straordinario ritorno al nostro Festival, che prevede la
proiezione di alcuni suoi film. In essi, l’occhio cinematografico si trasforma in un lungo,
appassionato canto d’amore in cui l’analisi del passato e del presente della Russia si
fondono in ampi gesti narrativi, misurati in una riflessione mistica su una terra in cui lo spazio
fisico tende a sovrapporsi allo spazio dell’anima. La sera, al Teatro Dal Verme, ritroveremo
Sokurov con un Prologo cinematografico, in anteprima mondiale nella sua versione restaurata:
“Retrospettiva San Pietroburgo”, e con la lettura “Acqua”, insieme a un
altro ospite,
Derek Walcott, Premio Nobel per la letteratura 1992. Originario delle Antille
Minori e titolare della cattedra di Poesia all’Università di Boston, Walcott ha fatto
rinascere dalle sue ceneri, come ad esempio in “Omeros”, il poema epico, cantando il
nostro tempo abbrutito dalla volgarità. Non ci può essere insomma uno scrittore più adatto per
parlarci degli elementi primi e del loro valore universale. In questa cornice si inserisce il
concerto di
Giovanni Sollima (“Violoncelli, vibrate”), “contaminatore”
di generi come il rock, il jazz, la musica classica ed etnica (altro ritorno). Insieme a lui,
Monika Leskovar, solista di Zagabria la cui fama si è già estesa dalla Croazia al
resto del mondo, e i
Violoncellisti del Teatro alla Scala. La serata prevede un intervento di
enrico ghezzi e il coordinamento di
Pico Floridi, collaboratore della pagina culturale di “la Repubblica”.
Mercoledì 9 luglio, per il tema
“Altri mondi (altri elementi)”, sarà nostro ospite
Carlos Fuentes, Premio Cervantes per la letteratura 1987, uno dei maggiori
esponenti della letteratura messicana contemporanea. Impegnato politicamente nel processo di
democratizzazione del suo paese e dell’America Latina, Fuentes ha narrato nelle sue opere la
vita delle famiglie patriarcali del Messico e i conflitti generazionali prodottisi nel corso
dell’evoluzione storica del paese. Gli fa eco un’altra ospite, la scrittrice americana
di origine bengalese
Jhumpa Lahiri. Vincitrice del Premio Pulitzer 2000 per i racconti di
“L’interprete dei malanni”, edito in Italia con altre sue opere da Guanda, questa
narratrice ci parla dell’arduo e doloroso processo di assimilazione degli immigrati,
esplorando in profondità il tema dell’identità che, invariabilmente, torna a cozzare contro
il richiamo potente dell’origine sepolta. Una narrativa dell’esilio, dai toni lievi e
drammatici al tempo stesso. Nel segno della versatilità e delle metamorfosi sarà anche il concerto
di
Ute Lemper, “Tra ieri e domani”. Attrice di teatro e di cinema,
cantante, ballerina, Ute Lemper negli ultimi anni ha approfondito un vero e proprio viaggio
attraverso diverse culture, diverse tradizioni affacciate al presente ma anche al passato, con un
gusto particolare per la riattualizzazione di forme teatrali ed espressive del XX secolo. Le
riproporrà qui, in una scelta apposita per la Milanesiana. Coordina la serata
Riccardo Chiaberge, direttore del supplemento domenicale di “Il Sole 24
Ore”.
Giovedì 10 luglio dedicheremo la giornata a
“Conan il barbaro”, a confronto con
“Ipotesi su Cristo morto”. La prima parte degli incontri si svolgerà
allo Spazio Oberdan con un omaggio al grande regista americano
John Milius, autore di “Conan il barbaro” e di “Un mercoledì da
leoni”. Celebrato nel 2002 da una grande retrospettiva al Torino Film Festival, presenta due
film, “Il vento e il leone” (1975), storia della ribellione anticoloniale di un capo
berbero, nel Marocco del 1904, e “Jeremiah Johnson” (in italiano “Corvo Rosso non
avrai il mio scalpo”, del 1972), film di Sydney Pollack di cui Milius fu sceneggiatore e in
cui ritroviamo il gusto di questo maestro del cinema per le scene di ampio respiro, il contatto con
la natura e il coraggio del singolo. Saranno presenti alle proiezioni il regista e la critica
cinematografica
Giulia d’Agnolo Vallan, che ha curato la scelta dei film di Milius insieme
al regista per questa Milanesiana. La sera, al Teatro Dal Verme, incontreremo ancora John Milius
con una sua lettura inedita e
Antonio Rezza, autore del recente “Credo in un solo oblio”, di cui
vedremo in anteprima una parte del progetto “Ipotesi di un film su Cristo morto” che ci
è parso attraversato da insospettate affinità con il Conan di Milius. Presente inoltre
Edoardo Nesi, autore di "Per Sempre" e traduttore dello scrittore David F.
Wallace. Seguirà un concerto di
Elio delle Storie Tese, con arie da Mozart e da Rossini. Il coordinamento della
serata è di Giulia d’Agnolo Vallan con un intervento di
enrico ghezzi.
Venerdì 11 luglio, la chiusura è affidata a un quinto elemento, il cinema, con
proiezioni, schegge, echi da Simenon, insieme a Claude Chabrol,
Roberto Calasso ed
enrico ghezzi: tre film a sorpresa (allo Spazio Oberdan), un film-intervista
inedito a Chabrol (al Teatro Dal Verme) ancora una volta in un dialogo tra visionarietà della
scrittura e scrittura delle immagini. La parte finale della serata e di chiusura del Festival sarà
affidata a un ospite eccellente, altro ritorno alla Milanesiana,
Saburo Teshigawara, grande danzatore e coreografo giapponese. La sua performance,
intitolata “Le onde di Saburo Teshigawara”, renderà omaggio al tema di questa edizione.
Si conclude, così, la nona edizione della Milanesiana, in un viaggio dentro i quattro
elementi, fino al quinto, per superarlo e trovarne altri.
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