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Intervento Presidente Penati e Assessore Benelli
Come scrisse un grande intellettuale russo, Viktor Sklovkij, la letteratura ci ricorda che la
vita esiste. Riporta in superficie le contraddizioni insanabili della realtà, facendo appello al
senso del tragico e alla potenza dell’ironia. E’ un amplificatore delle nostre
potenzialità umane, della mente così come dell’anima. La letteratura è un sismografo di noi
stessi, che supera le epoche, vince il tempo eppure ci parla di quello che ci sta accadendo ora,
qui.
Tutto questo è La Milanesiana, il festival ideato da Elisabetta Sgarbi e voluto dalla
Provincia di Milano, che nell’incrocio di letterature, stili, musica e intelligenze
ripropone, con la suggestione del caos creativo, la relazione tra l’arte e la poesia e la
quotidianità di una metropoli moderna.La caratteristica del festival è sempre stata la capacità di
mettere insieme scrittori, musicisti, scienziati, filosofi, teologici e artisti.
La Provincia sostiene sin dall’inizio questo sforzo progettuale, che con il passare
degli anni si è dimostrato sempre più moderno e vincente. La Milanesiana rispecchia tendenze
profonde di Milano, e non solo. E’ un caleidoscopio fatto dei contrasti e delle complessità
del nostro tempo, che non si interroga sulle omogeneità – di lingua, di etnia, di cultura
– ma va a caccia delle virtù della libertà intellettuale, una nuova dimensione di questo
ventunesimo secolo, in cui gli individui sono liberi di progettare sé stessi attingendo a culture,
religioni e modelli di vita diversificati.Anche Milano è così una città che negli ultimi venti anni
ha conosciuto flussi migratori di notevole consistenza, si è allargata sulle periferie, ha
interpretato la vocazione al cambiamento offrendosi all’avventura del nuovo.
La Milanesiana restituisce questo effetto: è una palestra di sguardi eclettici sul mondo.Per
questo rappresenta così bene l’atmosfera della Milano di oggi, che non si accontenta delle
sue eccellenze e cerca invece un suo posto nella contemporaneità culturale.Ed è questo un fatto
anche di pubblico. Sempre di più si sente l’esigenza di una alternativa alla televisione, al
prodotto preconfezionato delle immagini e dei linguaggi mediatici. C’è interesse ad uscire
dal salotto di casa propria, per vivere la cultura come un elemento costitutivo di sé stessi e del
vivere sociale.
Dentro la città. Il Festival, come da tradizione, si svolgerà d’estate. Il tema di
quest’anno, I conflitti dell’assoluto, riguarda la ricerca, il viaggio, la dimensione
del ricordo come fondamento di identità e del continuo ritorno alle origini. Argomenti che si
legano in continuità ideale con quelli dell’ultima edizione, in cui si è discusso anche di
religione e di civiltà diverse. La vocazione polimorfa del festival si conferma anche nella scelta
di coinvolgere più luoghi di Milano, non solo il teatro Dal Verme e lo Spazio Oberdan, ma anche,
per la prima volta, la Scala e gli Arcimboldi, grazie alla rinnovata collaborazione con il Comune
di Milano. Oltre naturalmente alla Fondazione Corriere della Sera, che ospita per il secondo anno
la fortunata formula dell “aperitivo con gli autori”, faccia a faccia tra il pubblico e
gli scrittori.
La Milanesiana è insomma pronta per un salto di qualità, attraverso un sostegno istituzionale più ampio, e per sviluppare in modo indipendente la propria maturità e autonomia artistica. La Milanesiana possiede ormai tutte le potenzialità di un progetto che si è negli anni affermato come patrimonio culturale dell’intera area milanese, a livello nazionale ed internazionale. Attraverso il sostegno di tutte le istituzioni La Milanesiana può diventare un punto di forza della Milano del futuro e scommettere davvero sulla sua dimensione cosmopolita. Come Londra, Parigi, Barcellona e Berlino.
Filippo Penati
Presidente Provincia di Milano
Daniela Benelli
Assessore alla cultura, culture e integrazione Provincia di Milano

