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Architetture fortificate: "Castello Visconteo" a Legnano

Legnano: Castello Visconteo. Foto di Mario Cresci, Archivio dello SpazioIl castello di Legnano si inserisce nelle vicende che travagliarono il Duecento per la conquista dell’egemonia cittadina.
E’ noto come “visconteo” poiché i vincitori furono i Visconti, ma la costruzione è dovuta ai Torriani che intorno ad un monastero agostiniano per il quale esercitavano l’advocatia (erano fittavoli e patroni dei monaci) eressero corpi fortificati e una torre di vedetta.
Quando l’arcivescovo Ottone Visconti consolidò la sua signoria sul Milanese, troppo gli premeva Legnano per lasciare a metà la fortezza iniziata dai rivali sconfitti.
Ecco svilupparsi dunque nel corso del Trecento, il maniero ancor oggi visibile: un torrione principale a base rettangolare alto 50 piedi, protetto da ponte levatoio, sei torri cilindriche di cui quattro angolari più due sui lati verso Milano e verso Varese, alte 12 metri e mezzo e collegate da un ben guarnito camminamento di ronda.
Nel 1437 il duca Filippo investiva della castellania Oldrado Lampugnani, il quale irrobustì ulteriormente il torrione principale e avviò consolidamenti tali da difendere il luogo anche dalle artiglierie.
Ma le guerre che Milano affrontò da allora si giocarono prevalentemente sulla frontiera orientale e il castello di Legnano poté evolversi in elegante residenza dei Lampugnani che lo tennero sino al 1710.
Passato a fine Settecento ai marchesi Cornaggia, conobbe un penoso declino tra XIX e XX secolo per tornare a risplendere come luogo di cultura solo negli ultimi decenni.