» Vai al contenuto


Torna alla home page del Portale della Provincia di Milano  Torna alla home page di Cultura

Navigazione



 

Metropoli

| altro |

Mesero

Informazioni

Biblioteca
Piazza Europa
Tel. 02.9788519
Fax 02.97289674
E-mail: biblioteca.mesero@fondazioneperleggere.it

 

» Cenni storici
» Da vedere
» Sagre e appuntamenti
 



Cenni storici

Il comune di Mesero si estende a ovest di Milano. Esso si trova conglobato nel territorio magentino, in una zona baricentrica rispetto all'area metropolitana di Milano, al polo di Novara, alla conurbazione Busto Arsizio- Gallarate- Legnano e all'area marginale di Vigevano.
 

Si tratta di un territorio di cerniera tra centri fortemente sviluppati,  zone deboli e tendenzialmente dipendenti. Il territorio comunale è totalmente pianeggiante; non esistono corsi d'acqua di una certa importanza, tranne un canale secondario del Villoresi. Il più antico documento storico di Mesero è un'ara romana, con dedica a Mercurio, rinvenuta nel 1921, durante alcuni scavi nei pressi della cascina S. Eusenzio. L'ara può essere datata con sufficiente sicurezza nel primo secolo dopo Cristo e ci rivela che Mesero era abitata fin dal tempi dei Romani e che era un centro di culto.

Non esistono testimonianze di precedenti insediamenti nel territorio comunale, ma il toponimo Mesero, che alcuni studiosi fanno risalire a "Mesiates", cioé un pago degli Insubri, insediato nell'alto Ticino, potrebbe far datare indietro di tre-quattro secoli il primo insediamento nel paese. Altri studiosi fanno derivare Mesero da "Mensolus" e quindi da "Mensa", cioè "posto in ubertosa campagna" . Il nome di S. Eusenzio, della cascina cioé dove la pietra è stata scoperta, è una forma dialettale per S. Innocenzo, un martire della Legione Tebea, che subì il martirio sotto l'imperatore Massimiliano.

Abbiamo notizie che là dove ora si estende l'edificio rurale esisteva già nel 1200 una chiesa dedicata a Santa Margherita e a Sant'Innocenzo e successivamente andata in rovina. Nel 1399 il duca di Milano, Gian Galeazzo Visconti, concede ai monaci della Certosa di Garegnano tutte le terre di Mesero possedute dai suoi feudatari.  I certosini con questa concessione diventarono proprietari di circa due terzi del comune, che si liberò così da infeudazioni. L'altro terzo era di proprietà di grandi famiglie patrizie milanesi quali i Crivelli e i Clerici.

L'agricoltura era basata soprattutto, oltre che sui cereali (frumento, segale e miglio), sulla vite e sulla bachicoltura. La politica illuminista dell'imperatore austriaco Giuseppe II soppresse come "inutile" l'ordine certosino e nel 1783 i monaci della Certosa dovettero lasciare Mesero. I loro beni furono aggiudicati all'asta da Federico Landriani, discendente da un'antica famiglia nobile di Milano. La battaglia di Magenta del 4 giugno 1859, uno dei fatti d'arme fondamentali nella seconda guerra d'indipendenza, vide coinvolta anche Mesero, dove si svolsero i primi scontri tra le colonne guidate da Mac Mahon e l'esercito austriaco.

L'agricoltura resta ancora nell'Ottocento l'attività unica della popolazione: alle tradizionali colture viene aggiunta quella del granoturco. Nei primi decenni di questo secolo, Mesero risulta esclusa da qualsiasi insediamento produttivo e ciò provoca un sensibile flusso migratorio verso l'America. Verso gli anni '30 ha inizio, per la forza di lavoro più giovane, il fenomeno del pendolarismo verso Milano, in alternativa all'occupazione agricola.  Solo nel dopoguerra si avvia I'inizio di un fenomeno di industrializzazione che, tra luci e ombre, dura tuttora e che ha definitivamente invertito la precedente caratteristica rurale.

 



Da vedere

  • Villa Colombo
    Delle residenze padronali di Mesero è la più antica, la più bella e la meglio conservata. Venne costruita dai Certosini verso la metà del Seicento, come loro ospizio o grangia. Alla fine del Settecento, quando l'ordine monastico venne sciolto, passò alla famiglia Landriani, che ne aveva acquistato le proprietà. L'immobile fu comprato nel 1896 dall'ingegnere Luigi Colombo. Nella villa ci sono vari segni della presenza dei Certosini, tra cui il più importante è l'oratorio, dove sono visibili affreschi originali. Altre pitture si trovano nella galleria del piano nobile.

     
  • Santuario della Madonna Addolorata e di S. Bernardo
    Nel luogo dove la strada, che da Magenta portava a Castano, s'incrociava con quella, che da Milano portava al Ticino, esisteva, agli inizi del Seicento, una chiesetta, dedicata alla Madonna Addolorata, che minacciava di andare in rovina. I meseresi volevano costruirne una nuova. Chiesero perciò ai Certosini, proprietari dell'area, di potere disporre di un appezzamento per realizzare questa impresa. I monaci lo concessero di buon grado e nel 1612 il santuario era eretto. La facciata, in stile barocco, presenta quattro nicchie con alloggiate statue di santi.
    L'interno a una sola navata ha due cappelle laterali: quella a destra ospita un artistico crocifisso in legno, che risale alla fine del Seicento. Quella di sinistra è dedicata a San Bruno, la cui statua in legno è posta in una nicchia sopra l'altare. Degne di essere menzionate sono anche le tele della Via Crucis, dipinte nel 1765 dalla pittrice milanese Maria Antonia Valli, nata Giussani. Un campanile in stile romanico sovrasta l'edificio sacro ed essendo visibile da lontano è divenuto un po' il simbolo del paese.


 



Sagre e appuntamenti

  •  Festa patronale di Santa Maria
    A febbraio. Fiera di artigianato e sapori per le vie del paese.