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Architetture fortificate: Ruderi Viscontei a Senago
Nei secoli passati, chi venendo dall’alta pianura si fosse diretto sulla via per Como, avrebbe incontrato all’altezza di Senago un percepibile confine paesaggistico: una muraglia boscosa che si inerpicava verso settentrione, le Groane appunto.
Possiamo quindi comprendere il valore strategico di quell’ultimo paese di pianura all’imbocco della salita per Como, dove il castrum è attestato in documenti di età comunale (secc. XII/XIII) e che dovette essere distrutto durante la stagione di guerre contro gli Imperiali, di cui Como era alleata.
Sull’area, comprensibilmente sopraelevata, sorse un monastero che Barnabò Visconti non si preoccupò di espellere per costruirvi un nuovo e più munito castello intorno al 1355: troppo importante era il sito per la sicurezza militare di Milano.
Grazie anche alla ricca produzione locale di mattoni e laterizi, Senago divenne, in età viscontea, una cittadella fortificata della quale permangono una torre all’interno di Villa Ponti - a sua volta edificata in stile castellano - e un’altra torre inglobata nel belvedere di Villa Palazzetta.
Ma la ristrutturazione di case ed edifici del centro storico ogni tanto rivela i segni delle antiche opere difensive, che possiamo ormai solo ricostruire nella memoria storica, così come i folti boschi che cessarono di esistere definitivamente neanche un secolo fa.