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Architetture del '900: la Centrale elettrica di Turbigo

Turbigo, la Centrale elettrica - foto archivio Provincia di MilanoA conferma che i paesaggi antropizzati costituiscono una sorta di vademecum storico, ecco sul Naviglio Grande la colossale centrale elettrica di Turbigo, la seconda per potenza in Italia. Il cicloturista che si è compiaciuto dei boschetti rivieraschi, dei castelli medievali e delle ville barocche che costeggiano il canale, si imbatte in una costruzione complessa che racconta come l’ingegno degli uomini sia passato dagli antichi mulini ad una sinergia con l’acqua adatta alle necessità dell’industria e ben integrata col paesaggio fluviale.

Progettata fin dal 1905 ed entrata in funzione nel 1928, la centrale si è evoluta sino ad occupare 56 ettari all’interno del Parco Lombardo del Ticino dove spicca come un monumento non meno di più vetusti edifici. Le sue cinque torri -ciminiera sono per il turista un punto di riferimento per orientarsi tra le selve fluviali popolate da volpi e cinghiali. In quell’habitat ancora per molti versi integro si incontra così un imponente ed elegante “tempio dell’energia” in quello stile massiccio che per la Stazione Centrale di Milano fu detto spiritosamente “assiro-milanese”.

Allorché nel 1937 la centrale di Turbigo divenne il nodo vitale della prima linea europea a 220Kv, si affiancò un altro non meno poderoso edificio più vicino allo stile razionalista in auge all’epoca. I successivi potenziamenti degli anni 1967/70 hanno esteso il complesso industriale ad altri edifici per lo sfruttamento di energie differenziate. Il visitatore resta però maggiormente colpito dal labirinto di canali e canaletti che raccordano le acque del Ticino e del Naviglio agli impianti energetici con un gioco di ponti, chiuse, cascate e vortici che ha ispirato non pochi pittori.