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Architetture fortificate: Castello Visconti a Vaprio d'Adda

Vaprio D'Adda: Castello Visconti. Foto Giannantonio Battistella, Archivio dello SpazioChi si affaccia oggi dal terrazzo di piazza Cavour può avere solo una vaga idea del paesaggio che si poteva ammirare dal castello che lì fu eretto, probabilmente in età longobarda, e vi rimase nelle sue forme fortificate sino all’età sforzesca. Nei secoli del pieno medioevo, precedenti lo scavo del naviglio Martesana, il castello si ergeva su uno sperone di ceppo - la tipica pietra abduana - lambito per quasi tre lati dal corso di un braccio del fiume che vi scorreva sottostante e che ora è il letto del naviglio. Di fronte, a perdita d’occhio, iboschi e le paludi della riva bergamasca.
Analogamente al ben più munito castello di Trezzo, quello di Vaprio d’Adda svolgeva una funzione di controllo e vedetta sul valico principale tra la pianura padana occidentale e quella orientale, individuato fin dall’epoca romana nel nesso Vaprio- Pontirolo.
Il castello di Vaprio fu protagonista della battaglia del 1277 che decise le sorti dell’egemonia viscontea sul Milanese: tenuto dalla famiglia avversa dei Torriani, venne lasciato diruto dai vincitori che, per tutto il Trecento, arricchirono la rocca di Trezzo a scapito di questa.
Per converso, il primo duca di Milano, Gian Galeazzo Visconti, asceso al potere dopo aver lasciato morire lo zio Barnabò nella torre di Trezzo, ridiede lustro e prestigio al castello di Vaprio.
Nel 1454 però, l’Adda in quel tratto cessava di essere un confine politico e lo Sforza individuava in Cassano il luogo da munire più validamente.
Il castello, ancora percepibile come tale negli anni in cui Leonardo soggiornava a Vaprio d’Adda, si avviò così a mutare in un’elegante villa, ma pur sempre dotata di una torre e di un bastione che ne ricorda ancor oggi il passato guerriero.