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Presentazione


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Presentazione

Quelli che restano
 

le indagini sul paesaggio di quindici tra gli artisti del territorio più riconosciuti

mostra a cura di Mimmo di Marzio, direzione artistica di Nicoletta Castellaneta
Fotografia dell'evento



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Presentazione

Allo Spazio Oberdan un’importante mostra che mette a fuoco le indagini sul paesaggio contemporaneo da parte di alcuni tra gli artisti del nostro territorio ormai riconosciuti sulla scena internazionale, dal titolo “Quelli che restano”, promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura e Fondazione Club Lombardia in collaborazione con Polyedra, ALT, Ciaccio Broker, a cura di Mimmo Di Marzio, direzione artistica e organizzativa di Nicoletta Castellaneta.
Il titolo boccioniano intende rilevare i nomi più rappresentativi anche a livello internazionale che hanno iniziato in Lombardia la loro carriera artistica e al contempo si sono confrontati, attraverso differenti linguaggi artistici, con le molteplici accezioni dei concetti di spazio, tempo e luogo.

Stefano Arienti, Milano a strappo. Dimensioni variabili 2001-2011Il paesaggio, in questa mostra, è interpretato e vissuto come sguardo sui mutamenti urbano-ambientali ma soprattutto nelle sue relazioni emozionali tra luogo e artista-osservatore. Uno sguardo che si manifesta oltre il carattere meramente rappresentativo ma sempre lungo il confine tra arte e architettura, creatività e progetto. Gli artisti esprimono la loro concezione di spazio fisico e mentale con tutti i media che oggi l’arte contemporanea mette a disposizione, tra installazioni ambientali, scultura, fotografia, pittura e video. Paesaggio come sfondo o come attraversamento, come territorio in divenire o come contenitore di flussi, ma anche come riflessione. Un’indagine che gli artisti svolgono allo Spazio Oberdan all’interno di spazi autonomi e che appare quanto mai consona a una realtà come quella che sta affrontando in questi anni la città di Milano, tra nuove politiche territoriali e trasformazioni ambientali in vista dell’Expo.

(Immagine: Luca Pancrazzi, Sentirsi a casa, particolare)