Dove
Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
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Quando
23 novembre 2011 - 29 gennaio 2012
ore 10 - 19.30
martedì e giovedì fino alle 22
lunedì chiuso
Ingresso libero
Per informazioni
Provincia di Milano/Spazio Oberdan
tel. 02 7740.6302

Informazioni
Navigazione
Fondazione Club Lombardia
Club Lombardia, Fondazione a partecipazione costituita nel 2002 e riconosciuta dalla Regione Lombardia, ha quali obiettivi la realizzazione di azioni di comunicazione e di promozione a livello locale e nazionale del “sistema Lombardia”, inteso come sintesi delle eccellenze e dei punti di forza che la nostra regione esprime nel campo sociale, culturale, sportivo ed economico.
Finalità operative della Fondazione, che opera a livello nazionale, sono:
- la promozione di iniziative di sistema riferite a soggetti che operano od intendono operare in favore dell’internazionalizzazione della Lombardia nei settori di interesse della Fondazione;
- lo studio, la ricerca, la progettazione, l’informazione e la formazione rivolte alla valorizzazione del sistema lombardo;
- la valorizzazione dei prodotti e delle forme produttive in campo culturale, artistico, sportivo e sociale a livello nazionale.
A tal fine l’azione della Fondazione sul territorio regionale e nazionale si sviluppa attraverso la costituzione di una fitta rete di rapporti di collaborazione e di partenariato con Enti e Istituzioni, nella prospettiva della realizzazione di forme di connubio fra pubblico e privato che possano sostenere l’ideazione e l’organizzazione di attività e progetti culturali e sociali di altro profilo.
La mostra “Quelli che restano. Stati d’animo del paesaggio contemporaneo” che, con la Provincia di Milano, Fondazione Club Lombardia promuove nelle prestigiose sale dello Spazio Oberdan, è un risultato eccellente di tale strategia. Lo sguardo che la mostra getta su alcuni tragitti artistici che leggono e interpretano il tema del paesaggio, pur in una varietà di prospettive e punti di vista, fra il figurativo e il concettuale, fra pittura e installazione, rivelano tutti come tratto comune la medesima tensione verso la comprensione di quei nessi fra arte e cultura su cui, proprio attraverso l’immagine di paesaggio, esteriore o interiore che sia, si fonda la domanda sul contenuto di senso della nostra contemporaneità.

