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Presentazione


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Presentazione

Izis. Il poeta della fotografia
 

allo Spazio Oberdan 140 fotografie di uno dei grandi fotografi umanisti del '900, ritrattista e reporter

dal 12 febbraio al 6 aprile 2014
Fotografia dell'evento



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Presentazione

Metro MIrabeau alle sei del mattino, Parigi 1949La Provincia di Milano e la Fondazione Alinari, in collaborazione con la Ville de Paris, presentano allo Spazio Oberdan l’opera di Izis Bidermanas (1911-1980), uno dei grandi fotografi umanisti del secolo scorso, poeta dell’immagine, ritrattista e reporter. La mostra “IZIS. Il Poeta della Fotografia” propone una selezione di oltre 140 fotografie curata dal figlio Manuel Bidermanas con Armelle Canitrot e la proiezione del film “Aperçus d’une vie (Scorci di vita)”, a ciclo continuo all’interno dello spazio espositivo. E’ l’occasione di una vera e propria scoperta, l’opportunità di conoscere l’intensa attività di questo autore che, esiliato da giovane, ha cercato di trovare riposo nel sogno. A distanza di tempo le sue fotografie, con il loro taglio affilato della luce e la loro particolare sensibilità all’atmosfera, sono sempre testimonianze di una grande poesia.
La mostra arriva a Milano, arricchita di 25 nuove fotografie, dopo il successo di Firenze, dove è stata ospitata lo scorso autunno al Museo Alinari.

Citato in tutte le storie della fotografia, selezionato nel 1951 per la mostra al MoMa “Five French Photographers” con Brassai, Cartier-Bresson, Doisneau e Ronis, autore di molti libri considerati modelli intramontabili di riferimento, Izis resta ancora oggi un artista poco conosciuto al grande pubblico. Presente nelle maggiori collezioni pubbliche e private internazionali, ha saputo conciliare la professione di reporter con una ricerca personale, riflettere sul dialogo tra l’immagine e la parola e ricercare la coerenza tra soggetto, emozione e forma. Nei dieci libri attraverso i quali ha orchestrato il suo lavoro, si disegna in filigrana il ritratto di un artista affascinante, segnato dalla difficoltà dell’esilio e dalla guerra. Di natura puramente poetica, la sua fotografia è intuitiva e, tra i fotografi umanisti, è colui che più si è allontanato dalla realtà per entrare nel sogno.

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Partner della mostra: Duo art Films e Insitut Français de Milan.