Dove
Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
Quando
dal 13 febbraio al 15 marzo 2009
Inaugurazione: giovedì 12 febbraio ore 18.00
Orari
ore 10.00 - 19.30
martedì e giovedì fino alle 22.00
chiusura il lunedì
Ingresso
Ingresso libero
Visite guidate con l’artista
Per informazioni
» vai al sito Poesiaviva
- Spazio Oberdan, tel. 02 77406300/6302
- Artkitchen, tel. 349.2208534;
» sito
Catalogo Skira
Informazioni
"Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo"- di Jacopo Perfetti, curatore della mostra
ivan è un poeta con una romantica sensibilità artistica che discioglie in ogni sua produzione, fuori e dentro la strada, con un’energia esplosiva che precipita nella volontà di portare la poesia a tutti, perché tutti hanno il diritto di viverla. ivan parla a chiunque incontri sul suo cammino, dialoga con gli sconosciuti, affabula i passanti e irretisce chi lo guarda male con sorrisi e sguardi in bilico tra la romanticheria bohemienne e la sfacciataggine di chi, sempre e comunque, si getta controvento. ivan spiega a tutti il perché del suo sprofondar poesia ovunque e del suo gettar parole tra le vie, nella costante ricerca di una dialettica che lo porti a sperimentare sempre nuove forme di interazione con chi poi sarà il vero attore protagonista della sua poesia, tanto da disarmare e stravolgere i normali canoni di fruizione e definizione di un’arte sempre più racchiusa in schemi dettati da mode isteriche e coefficienti vertiginosi. Proprio per questa sua poliedrica attitudine all’arte e alla poesia, è impossibile rinchiudere ivan all’interno di un’unica categoria che possa rappresentare la sua viva coscienza artistica. C’è chi lo ha definito poeta e gli ha proposto di pubblicare una raccolta di poesie. C’è chi lo ha considerato, e tuttora lo considera, un grafittaro, se non addirittura tra i “grafittari più famosi d’Italia”. C’è chi lo ha considerato un imbrattatore al pari di chi distrugge Milano con tag prive di contenuto. C’è chi lo definisce un pittore, chi uno street artist, chi un writer, chi un dj e chi, dopo averlo visto suonare sul palco con i Revolution Republic, una rock star. In ivan c’è tutto questo e questo gli permette di essere sempre e comunque al di fuori di qualsiasi canone convenzionale.
Eppure in questa varietà di definizioni ed espressioni esiste un unico grande filo rosso che accompagna ivan in ogni sua produzione: la sua naturale e genuina sensibilità per l’Altro. ivan è prima di tutto un poeta capace di vedere oltre le barriere del sistema e le ipocrisie del contemporaneo. Un poeta-artista capace di cogliere l’essenza delle cose e delle persone e tradurla in versi e immagini tanto sinceri quanto seduttivi. Ed è proprio l’esistenza di questa sensibilità che io ritengo fondamentale per la sempre più difficile definizione della personalità di un artista. Con la sua prima scaglia “Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”, scritta d’istinto sul parapetto della darsena di Milano nel Dicembre 2002, ivan ha gettato le basi di tutta la sua produzione artistica degli ultimi sei anni. In quel verso è racchiusa la volontà e la potenza che sta alla base dell’arte di ivan. Una volontà fatta di libertà, ironia e consapevolezza di un presente grigio e disarmante, tanto da spingerlo a lasciar la terra a chi crede ancora che i semi gettati al vento siano semi sprecati e non si rende conto che i fiori non si raccolgono più abbassando lo sguardo, ma si fanno fiorire alzando gli occhi.
Questa mostra (“Poesia Viva”, 2009, Spazio Oberdan, Milano) nasce, continuando un percorso che va dalla poesia in strada al P.A.C., passando per Haiti e il Chiapas, le gallerie e l’arte pubblica, con il fine primo di creare un ritratto quanto più completo della poliedrica riflessione artistica della poesia di ivan. All’interno della mostra infatti, come curatore, ho voluto creare un’unica grande installazione composta da dieci scaglie dove lo spettatore potesse interagire e “avere a che fare” con la poesia di ivan attraverso la sua declinazione in opera d’arte strutturata su critiche sociali e culturali.
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