Intervento di Gianluca Winkler, direttore generale Hangar Bicocca
La mostra di Alfredo Jaar, It Is Difficult, con la quale Hangar Bicocca insieme allo Spazio Oberdan riapre la stagione espositiva 2008-2009, ha per noi molteplici significati. Mi preme, in questa sede, sottolinearne due, in particolare.
Innanzitutto la conferma di Hangar Bicocca quale luogo diverso nel panorama espositivo milanese e del suo ruolo culturale per la città. La retrospettiva di Alfredo Jaar si inserisce infatti in un percorso avviato già al tempo della prima mostra di Hangar Bicocca (I sette palazzi celesti di Anselm Kiefer, nel settembre 2004), percorso che cerca di coniugare l'eccellenza dell'artista e delle opere esposte, l'aspetto di grandiosità espositiva sfruttando gli enormi spazi a disposizione, con tematiche profonde, sociali e di emergenza, con l'obiettivo di riportare l'arte contemporanea in un alveo di significati e significanti diverso dall’"arte che fa pubblicità a se stessa" come spesso accade ai nostri giorni. Arte come coscienza critica e spiazzante, come fattore di discontinuità rispetto a un sistema di pensiero e di azione (e quindi di vita) letargico e distratto. Con questa mostra inoltre usciamo nuovamente dal perimetro del luogo espositivo per invadere la città, esperienza già effettuata con William Kentridge, Santiago Sierra e Jenny Holzer negli anni passati. È come dire alla città: "non c'è un pubblico specifico dell'arte contemporanea, siamo tutti pubblico in quanto contemporanei, provate a mettervi in gioco...".
Il secondo aspetto importante riguarda la complementarietà di Hangar Bicocca con le altre istituzioni dedicate all'arte contemporanea, a Milano. Hangar Bicocca vuole infatti integrarsi con il sistema espositivo milanese offrendo energia, entusiasmo, idee nuove e soprattutto un luogo espositivo unico che può ospitare quelle opere che in altre istituzioni (sia pubbliche che private) non si potrebbero esporre.
Questa mostra inoltre è una dimostrazione ulteriore di come la collaborazione tra Ente Pubblico (in questo caso la Provincia e la Regione) e Privato possa funzionare, e funzionare bene, quando la collaborazione si fonda su un rispetto reciproco dei ruoli, su una progettualità condivisa fin dai primi passi, su una competenza trasversale alle diverse istituzioni. Per Milano crediamo questa sia un'opportunità da esplorare il più possibile realizzando quel "fare sistema" che tanto è invocato da più parti.
Un grazie particolare, oltre agli sponsor (IGPDecaux, MBA Group, Gemmo) e a tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione di questa mostra e che per motivi di spazio non è possibile citare singolarmente, va all'artista, Alfredo Jaar, che nella sua prima mostra completa in Italia ha saputo dimostrare oltre all'indiscusso valore artistico, una gran voglia di "fare insieme".