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It is difficult


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Attività e incontri collaterali

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Attività e incontri collaterali


Abbiamo dimenticato la cultura?“Abbiamo dimenticato la cultura?” Alla ricerca della cultura in Italia… -Convegno internazionale
Mercoledì 21 gennaio 2009, ore 10-18, Teatro Litta - Corso Magenta, 24  Milano.

Introduce Alfredo Jaar. Con: Marco Aime, Laura Boella, Franco Cassano, Carolyn Christov–Bakargiev, Marco Revelli, Irit Rogoff, Marcello Veneziani. Conduce l’incontro Mario Fortunato.





New_cartoline"Quando un quadro non ha né la cornice né un muro bianco - Arte e/o pubblicità nello spazio urbano"
Martedì 9 dicembre, ore 18, Spazio Oberdan.

Incontro con Emanuela De Cecco nell’ambito del progetto pubblico Questions Questions pensato da Alfredo Jaar.
Nell'occasione verrà presentato il catalogo della mostra "It is difficult".
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Il titolo dell’incontro allude, ironicamente, alla condizione in un cui si trova un lavoro d’arte quando è esposto al di fuori delle protettive pareti bianche di uno spazio espositivo. La neutralità – per quanto prodotta artificiosamente – viene a mancare e l’incontro con lo spazio esterno avviene senza mediazioni.
La “cornice” non è intesa in senso letterale, ma è piuttosto la cornice discorsiva tramite la quale un’immagine dichiara il suo contesto di appartenenza, in questo caso all’arte.
La prima evidente conseguenza è che, in assenza di cornice, quella stessa immagine ha molte probabilità di non essere immediatamente individuata come arte. La seconda è l’aumento degli spettatori: agli interessati si aggiungono, e sono la gran parte, coloro che per caso vi si trovano davanti. E ancora, a monte e a valle, cambiano il modo di lavorare dell’artista, i vincoli anche materiali e il diverso raggio di influenza di cui va tenuto conto, così come cambiano le finalità della committenza e, chiudendo il cerchio, per tutti cambiano le modalità di ricezione: un lavoro d’arte fuori casa si offre come segno tra i segni in un contesto carico di distrazioni.

Se però il “quadro” uscito dal museo senza cornice, ne assume temporaneamente un’altra trovando ospitalità in uno spazio solitamente dedicato alla pubblicità, agli aspetti già rilevati se ne aggiunge un altro. Si apre, infatti, un capitolo ulteriore che riguarda il confronto specifico tra due ambiti o meglio tra due linguaggi, l’arte e la comunicazione di massa, la cui relazione – dagli albori della modernità in poi – è stata reciprocamente interpretata in un arco assai ampio di configurazioni, dalla vicinanza prossima alla sovrapposizione ad una netta presa di distanza.

L’incontro si propone di riprendere, ampliare e precisare queste considerazioni in relazione ad alcuni lavori d’arte specifici di artisti ritenuti significativi che sono intervenuti in contesti differenti e in modi differenti. Il filo rosso che li unisce è la presenza temporanea in spazi solitamente occupati dalla pubblicità.
Continuando a pensare che l’artista e il suo lavoro siano comunque il soggetto principale, si intende provare a rendere esplicita l’influenza che tutti gli altri attori in gioco esercitano, fino a determinare la presenza (o l’assenza) del lavoro stesso.

In occasione dell’incontro verrà presentato il catalogo della mostra It Is Difficult  di Alfredo Jaar, in corso allo Spazio Oberdan e all’Hangar Bicocca fino al 25 gennaio 2009, edito da Edizioni Corraini, con saggi di Gabi Scardi, Bartolomeo Pietromarchi, Paul Gilroy, Paolo Fabbri, schede a cura di Nicole Schweizer.
 


pannello"L’artista e il testimone”
martedì 4 novembre alle ore 18
, Spazio Oberdan.

Paolo Fabbri risponde alle domande affisse in tutta Milano per il progetto pubblico Questions Questions pensato da Alfredo Jaar.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Quindici domande dirette, radicali, inequivocabili: Cos’è la cultura? - Cultura dove sei? - La cultura è critica sociale? - La cultura è necessaria? - La cultura è politica? -La religione è cultura? - La cultura dell’emergenza... - Abbiamo dimenticato la cultura? - Alla ricerca della cultura a Milano... - Alla ricerca di Gramsci a Milano... - Alla ricerca di Pasolini a Milano... - Quali sono le responsabilità della cultura? - L'intellettuale è inutile? - La politica ha bisogno della cultura? - La cultura fa volare l'Italia?

Paolo Fabbri, nato a Rimini il nel 1939, insegna Semiotica e Semiotica dell'Arte alla Facoltà di Arti e Design, IUAV, Istituto Universitario di Architettura, Venezia, come professore di prima fascia. Ha insegnato a Firenze, Urbino, Palermo, Bologna, Roma Due, a Parigi, in USA, Canada e altrove (Australia, Canada, Spagna, Brasile, Argentina, Messico, Lituania, ecc.).
E' direttore del Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia (LISAV), presso il Dipartimento Arti e Design (DADI), IUAV. E' membro del dottorato d'eccellenza Studi sulla rappresentazione visiva, Università di Siena, e del dottorato di Teoria e storia dell'arte, Università di Venezia.
Ha scritto libri, articoli, edito e tradotto libri sui problemi del linguaggio e della comunicazione. Fa parte del comitato scientifico o editoriale di numerose riviste ed istituzioni nazionali e internazionali. Ha fondato il Centro di Semiotica di Urbino. Ha diretto dal 1992 al 1996 l'Istituto Italiano di Cultura a Parigi; dal 1997 al 1998 è stato direttore del Mystfest (Festival di Cinema del Giallo e del Mistero) di Cattolica; dal 1999 al 2001 Consigliere Scientifico del Prix Italia (RAI -TV); dal 2004 al 2006 è stato presidente del Festival dei Popoli di Firenze. E' presidente de l'Institut de la Pensée Contemporaine, Université de Paris VII "D. Diderot" (Parigi), Chevalier des Palmes Académiques del Ministère de l'Education National et Officier des Arts et des Lettres del Ministero della Cultura in Francia.