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"A occhi aperti", di Gabi Scardi, co-curatrice della mostra

 

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"A occhi aperti", di Gabi Scardi, co-curatrice della mostra

"The Eyes of Gutete Emerita"A occhi aperti affronta da anni la realtà, le sue contraddizioni, i suoi squilibri; la realtà là fuori, fuori dal mondo dell’arte. E si interroga su come la cultura possa interagire con il contesto sociale e politico più vasto: un contesto fatto di vita, di tensioni, di urgenze.
Architetto e film-maker di formazione, artista per vocazione, Alfredo Jaar nasce nel 1956 in Cile dove, a parte un periodo trascorso in Martinica, cresce e si forma. In reazione all’atmosfera e alla situazione socio-politica del Cile di Pinochet realizza i suoi primi interventi artistici, esplicitamente critici rispetto al regime. Nel 1982, sotto la pressione della dittatura militare, si trasferisce a New York.

Anche in seguito, sarà sempre dall’immersione nelle istanze più cruciali del presente che i suoi progetti trarranno forza e necessità.
Jaar non si è mai concentrato su fenomeni linguistici aventi come paradigma l’arte stessa e il suo oggetto; formatosi al di fuori del mondo dell’arte e, svincolato dal discorso dell’arte su se stessa, esternamente a questo ha i suoi punti di riferimento. Interpreta invece la ricerca artistica come ambito di riflessione, come spazio d’azione dotato di un livello di libertà che consente un’indipendenza espressiva non comune. Per il resto la considera ambito di riflessione, meccanismo di apertura al contesto, a 360 gradi, un modo per partecipare a fenomeni riguardanti il mondo, e quindi tutti noi; e ritiene che il suo valore risieda nella forza e nella pregnanza con cui sa reagire e dare forma alle istanze cruciali della contemporaneità. Per Jaar l’arte non riguarda tanto ciò che si fa, ma ciò che si è. 


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