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Il progetto pubblico "Questions Questions"

Il progetto pubblico
 

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Il progetto pubblico "Questions Questions"


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“Non c’è attività umana da cui si possa escludere un intervento intellettuale, non si può separare l’homo faber dall’homo sapiens. Ogni uomo in fondo, al di fuori della sua professione, svolge una qualche attività intellettuale, è cioè un ‘filosofo’, un artista, un uomo di gusto, partecipa a una concezione del mondo, ha una consapevole linea di condotta morale, quindi contribuisce a sostenere o a modificare una concezione del mondo, cioè a suscitare nuovi modi di pensare”.
Antonio Gramsci

cartolineCos’è la Cultura?
Cultura dove sei?
La cultura è critica sociale?
La cultura è necessaria?
Abbiamo dimenticato la cultura?
Alla ricerca della cultura a Milano …
Alla ricerca di Gramsci a Milano …
Alla ricerca di Pasolini a Milano …
L’intellettuale è inutile?
La politica ha bisogno della cultura?

Queste sono alcune delle quindici domande alla base del progetto pubblico Questions Questions, ideate da Alfredo Jaar per affiancare la mostra a lui dedicata. Una serie di domande urgenti sul ruolo dell’arte e della cultura oggi; domande impegnative essenziali e assolutamente inevitabili, che ci portano a riflettere sul significato che queste parole possono assumere nella nostra esistenza.
Il senso dell’insegnamento di Jaar consiste d’altronde proprio nella necessità di interrogarsi continuamente e nell’acquisire attraverso i dubbi (…) e le domande (?) una definizione più nitida del proprio agire come artisti e come persone consapevoli delle proprie scelte. Jaar dimostra anche nella realizzazione del progetto Questions Questions la sua costante attenzione al contesto in cui di volta in volta si trova a operare: decide di formulare una serie di domande su “Cos’è la cultura” per rivolgerle a un paese, l’Italia, profondamente orgoglioso del proprio passato culturale. Jaar vuole farci riflettere sul fatto che, in realtà, nel nostro paese è diffusa la mancanza di consapevolezza rispetto a cosa la cultura sia realmente e, inoltre, è convinto che in questo momento di estrema precarietà, una rinnovata spinta culturale possa contribuire a individuare nuove prospettive.
La ricchezza di un lavoro come questo consiste nella capacità di cercare a un tempo dubbi e certezze, intensificando la ricerca individuale e trovando, ognuno a modo suo e con il proprio linguaggio, il proprio percorso.

Perché Gramsci e Pasolini?
Perché per entrambi la cultura è stata necessità e libertà, conoscenza, impegno e presa di responsabilità personale. Facendo riferimento alla figura di Antonio Gramsci Jaar sottolinea e ricorda che la forza delle idee e del pensiero può trascendere le mura e le grate del carcere e che è capace di superare emarginazione, repressione e annientamento. Di Pasolini ammira inoltre la capacità di essere penetrato in ogni aspetto della realtà con una grande economia di mezzi, scrivendo ad esempio poesie brevissime che convogliano fortissime emozioni.

Perché “progetto pubblico”?
Grazie al contributo della Provincia di Milano nei prossimi mesi queste domande invaderanno la nostra città appropriandosi di supporti, forme e modi della pubblicità commerciale.
Oltre 150.000 cartoline o promocard, un’affissione pubblica, 800 manifesti nel Comune di Milano, sulle pensiline dei mezzi pubblici e in altri canali solitamente usati per la pubblicità trasmetteranno a un pubblico vasto, cioè tutti noi, un messaggio non commerciale. Nell’era dell’“eccesso di immagini”, Jaar sceglie di sostituire all’immagine parole e domande mettendo frasi e domande al posto della moltitudine di immagini che ogni giorno consumiamo, anzi, fagocitiamo.
Già al suo esordio, nel Cile di Pinochet, Alfredo Jaar realizza performances ed esposizioni in spazi pubblici. Capisce da subito l’importanza di vivere e creare nello spazio urbano, verosimilmente anche grazie alla sua formazione come architetto.
Mettendo il suo lavoro a disposizione dell’intera società, Alfredo Jaar vuole integrarlo con l’elemento sociale. Il punto di partenza di tutto questo progetto è la convinzione che l’arte coltivi sensibilità critica; l’artista mira ad attivare un dibattito sul possibile ruolo della cultura come risposta ai problemi della contemporaneità.
Ecco che quindi le domande sono rivolte a tutti noi, e Alfredo Jaar ci invita a dare delle risposte, a fare le nostre considerazioni e a scriverle sul retro delle promocard, inserirle negli appositi contenitori in modo che lui possa leggerle tutte per poter poi tirare le conclusioni di questo coraggioso progetto in una giornata di convegno internazionale che il 21 gennaio 2009 si terrà presso il Teatro Litta di Milano. Questa giornata sarà l’evento conclusivo di Questions Questions e si presenterà come uno spazio collettivo di confronto a più voci sul significato del fare cultura.