Dove
Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
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Quando
dal 6 ottobre 2009
al 25 maggio 2010
Orario
ore 20
Ingressi
- 5 euro senza obbligo di tessera
- 2 euro per le persone disabili
- gratuito accompagnatori dei disabili
Prenotazione cuffie
- giorni feriali c/o Cineteca:
tel. 02.87242114
- giorni festivi c/o Spazio Oberdan:
tel. 02.774063.00/02
Per informazioni
Cinema senza Barriere
by A.I.A.C.E.- Milano
tel. 02.76115394
info@mostrainvideo.com
cinemasenzabarriere@provincia.milano.it
www.mostrainvideo.com
Informazioni
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Gli abbracci spezzati - martedì 23 febbraio 2010
Nazione: Spagna
Anno: 2009
Durata: 129'
Genere: Drammatico, Thriller
Regia: Pedro Almodóvar
Interpreti principali: Penelope Cruz, Lluís Homar, Blanca Portillo, José Luis Gómez, Tamar Novas, Rubén Ochandiano, Rossy de Palma, Angela Molina, Lola Dueñas, Alejo Sauras, Carmen Machi, Kiti Manver, Mariola Fuentes, Kira Mirò, Marta Aledo, Javier Coll
Produzione: El Deseo
Distribuzione: Warner
Mateo Blanco, regista di successo, perde la vista in un incidente e decide di tagliare i ponti con il passato, dedicandosi solo alla scrittura di romanzi sotto pseudonimo. Ma un giorno il passato riemerge e il protagonista ricostruisce, frammento dopo frammento, il set del suo ultimo film e la sua passione per Lena (Penelope Cruz), suo unico vero e grande amore…
Un noir che combina il dramma alla commedia, nel quale Almodovar racconta la storia tragica e barocca di un altro regista, prestandogli diversi tratti della propria personalità, senza confondersi con lui. Gli abbracci spezzati nasce infatti da un’idea sviluppata dal regista spagnolo durante un periodo di forti emicranie, seguito da una fotosensibilità che ancora lo disturba e lo terrorizza. La cecità del protagonista, condizione esistenziale in cui l'immagine si fa ricordo, crea quindi empatia con il pubblico che si sente parte della storia raccontata sul grande schermo.
Una vicenda a incastro, in cui più storie si innestano, in un rincorrersi e sovrapporsi di immagini del passato, di continui rimandi e citazioni cinefile, costruita su due diversi piani temporali. Ma dietro a questo rigore stilistico e formale, di un cinema che racconta se stesso, ciò che più si sente è il canto d’amore del regista per la settima arte.

