Presentazione
dal 17 giugno al 14 settembre 2008
Informazioni
Sede:
Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
Date:
17 giugno - 14 settembre 2008
Orario:
tutti i giorni 10-19.30
martedì e giovedì fino alle 22
chiuso il lunedì
Ingresso:
Intero €4,00
ridotto €2,50
gruppi scolastici €1,50
ingresso libero primo martedì del mese
Visite guidate:
Segreteria didattica
tel. 02 77406382
lunedì-venerdì, ore 10-13/14-16
fax: 02 7746356
Per informazioni:
Spazio Oberdan
tel. 02 774063.00/02
catalogo edito da Gabriele Mazzotta
Navigazione
Presentazione
Nel quarantesimo anniversario del Sessantotto, la nuova mostra dello Spazio
Oberdan individua nei
Beatles, nella loro storia, nelle trasformazioni, nei segni che sembrano cucire
insieme l’apice della popolarità e l’anticamera dello scioglimento del più celebre
guppo della storia della muisca pop, il riferimento ideale per raccontare quella stagione
straordinaria.
“Beatles ’68” è curata, come la mostra “Arrivano i
Beatles” tenutasi ad Aosta nei mesi scorsi, da
Umberto Buttafava e
Enzo Gentile, ma da essa si differenzia sotto vari aspetti.
L’allestimento curato da
Nicola Marras visualizza e spettacolarizza i punti focali di quell’anno
fatidico in rapporto alla vicenda dei Beatles, in modo da fornire una finestra e uno sguardo
privilegiato sul periodo nella dimensione strettamente artistica-musicale e nelle relazioni con la
società.
In un percorso narrativo e divulgativo, i Fab Four vengono raccontati a partire da
una sorta di quadrilatero che ne fotografa le gesta, i prodromi della fine e gli avvenimenti
dei tempi.
Quattro
quindi i punti cardinali del ’68 beatlesiano individuati:
1 - il doppio lp omonimo, meglio conosciuto come “White Album”
2 - il viaggio in India, con le implicazioni e le variabili che ne seguirono
3 - il rapporto con il cinema (da "Magical Mystery Tour" presentato alla fine di dicembre
’67, a "Yellow submarine")
4 - l’inizio di tutte le carriere soliste e dei progetti individuali che coincide con
il lancio della Apple, società dalle molte facce e anime.
Per ciascuno di questi punti sono create delle aree specifiche, dove sviluppare
l’esposizione dei materiali, che stuzzicheranno gli appassionati come i semplici curiosi
per qualità e quantità, tra copertine discografiche, spartiti, acetati, rarità autografate.
Uno spaccato della storia dei Beatles che presenta una dimensione poco vista e
indaga i dischi solisti e le avventure a proprio nome che
John, Paul, George e
Ringo cominciano in quel periodo a firmare, ancora senza grande attenzione da
parte dei media.
Correda il tutto un’ampia selezione di immagini (giornali, riviste, libri e 45
giri, cover, manifesti, locandine, oggettistica e memorabilia di stretta derivazione beatlesiana)
che aiuta a focalizzare il ruolo dei Fab Four nel 1968, e da un originale impianto grafico: una
serie di pannelli riassumono gli eventi di quell’anno in Italia e a livello internazionale
nel campo dello spettacolo e della cultura e in quello della cronaca e degli aspetti
socio-politici.
Importanti i contributi audio-video di reperti poco noti o mai visti del ’68
beatlesiano.
La mostra si avvale anche della collaborazione dell’Agenzia Grazia Neri, che permette
di avere in mostra cinque fotografie esclusive di
Don Mc Cullin, gentilmente stampate da Epson, e cinque immagini di
Paul Salzmann, unico fotografo ad immortalare i “quattro” e la loro
compagnia nell’ashram indiano, oltre alle immagini di repertorio e costume che, sullo sfondo
della vicenda musicale e umana dei Beatles, raccontano per suggestioni il ’68.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo pubblicato da Mazzotta Editore, (144
pagine) arricchito, rispetto all’esposizione, da interventi e testimonianze di personaggi
noti, del mondo dello spettacolo e della vita pubblica (Albero Fortis, Enrico Ruggeri, Altan, Mick
Hucknall e Beppe Carletti). Inoltre ci sono le cronologie dettagliate sul Sessantotto dei Beatles,
della musica internazionale e del costume con i principali avvenimenti
mondiali.
