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Presentazione


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Presentazione

Beatles '68
 

dal 17 giugno al 14 settembre 2008




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Presentazione

"Yellow Submarine" - particolare di una locandinaNel quarantesimo anniversario del Sessantotto, la nuova mostra dello Spazio Oberdan individua nei Beatles, nella loro storia, nelle trasformazioni, nei segni che sembrano cucire insieme l’apice della popolarità e l’anticamera dello scioglimento del più celebre guppo della storia della muisca pop, il riferimento ideale per raccontare quella stagione straordinaria.
“Beatles ’68” è curata, come la mostra “Arrivano i Beatles” tenutasi ad Aosta nei mesi scorsi, da Umberto Buttafava e Enzo Gentile, ma da essa si differenzia sotto vari aspetti.

L’allestimento curato da Nicola Marras visualizza e spettacolarizza i punti focali di quell’anno fatidico in rapporto alla vicenda dei Beatles, in modo da fornire una finestra e uno sguardo privilegiato sul periodo nella dimensione strettamente artistica-musicale e nelle relazioni con la società. 

In un percorso narrativo e divulgativo, i Fab Four vengono raccontati a partire da una sorta di quadrilatero che ne fotografa le gesta, i prodromi della fine e gli avvenimenti dei tempi.

I Beatles in India - © P. SalzmannQuattro quindi i punti cardinali del ’68 beatlesiano individuati:
1 - il doppio lp omonimo, meglio conosciuto come “White Album”
2 - il viaggio in India, con le implicazioni e le variabili che ne seguirono
3 - il rapporto con il cinema (da "Magical Mystery Tour" presentato alla fine di dicembre ’67, a "Yellow submarine")
4 - l’inizio di tutte le carriere soliste e dei progetti individuali che coincide con il lancio della Apple, società dalle molte facce e anime.

Per ciascuno di questi punti sono create delle aree specifiche, dove sviluppare l’esposizione dei materiali, che stuzzicheranno gli appassionati come i semplici curiosi per qualità e quantità, tra copertine discografiche, spartiti, acetati, rarità autografate.

Uno spaccato della storia dei Beatles che presenta una dimensione poco vista e indaga i dischi solisti e le avventure a proprio nome che  John, Paul, George e Ringo cominciano in quel periodo a firmare, ancora senza grande attenzione da parte dei media. 

Correda il tutto un’ampia selezione di immagini (giornali, riviste, libri e 45 giri, cover, manifesti, locandine, oggettistica e memorabilia di stretta derivazione beatlesiana) che aiuta a focalizzare il ruolo dei Fab Four nel 1968, e da un originale impianto grafico: una serie di pannelli riassumono gli eventi di quell’anno in Italia e a livello internazionale nel campo dello spettacolo e della cultura e in quello della cronaca e degli aspetti socio-politici.

Importanti i contributi audio-video di reperti poco noti o mai visti del ’68 beatlesiano.

La mostra si avvale anche della collaborazione dell’Agenzia Grazia Neri, che permette di avere in mostra cinque fotografie esclusive di Don Mc Cullin, gentilmente stampate da Epson, e cinque immagini di Paul Salzmann, unico fotografo ad immortalare i “quattro” e la loro compagnia nell’ashram indiano, oltre alle immagini di repertorio e costume che, sullo sfondo della vicenda musicale e umana dei Beatles, raccontano per suggestioni il ’68.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo pubblicato da Mazzotta Editore, (144 pagine) arricchito, rispetto all’esposizione, da interventi e testimonianze di personaggi noti, del mondo dello spettacolo e della vita pubblica (Albero Fortis, Enrico Ruggeri, Altan, Mick Hucknall e Beppe Carletti). Inoltre ci sono le cronologie dettagliate sul Sessantotto dei Beatles, della musica internazionale e del costume con i principali avvenimenti Modellino per "Yellow Submarine"mondiali.