Sede:
Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
Date:
17 giugno - 14 settembre 2008
Orario:
tutti i giorni 10-19.30
martedì e giovedì fino alle 22
chiuso il lunedì
Ingresso:
Intero €4,00
ridotto €2,50
gruppi scolastici €1,50
ingresso libero primo martedì del mese
Visite guidate:
Segreteria didattica
tel. 02 77406382
lunedì-venerdì, ore 10-13/14-16
fax: 02 7746356
Per informazioni:
Spazio Oberdan
tel. 02 774063.00/02
catalogo edito da Gabriele Mazzotta
Intervento di Daniela Benelli, Assessore alla cultura, culture e integrazione della Provincia di Milano
Informazioni
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Intervento di Daniela Benelli, Assessore alla cultura, culture e integrazione della Provincia di Milano
I Beatles e il 1968: il sapore di un’epoca. Per molti, soprattutto per quelli come me,
come per Enzo Gentile e Umberto Buttafava – i curatori – ex ragazzi degli anni
Cinquanta.
Abbiamo però creduto che il binomio potesse essere suggestivo e stimolante per tutti; che
avesse un valore sia ripercorrere, cogliendoli in un anno particolare, la vicenda musicale, umana e
culturale dei Fab Four, sia usare il complesso mito degli anni Sessanta come riferimento ideale per
raccontare una stagione fuori dall’ordinario di cui in questi giorni ricorrono i
quarant’anni.
L’epopea dei Beatles trova nel 1968 l’apice della popolarità e l’anticamera
dello scioglimento. È un anno importante sia per la loro produzione musicale, sia per il soggiorno
nell’ashram indiano, sia per le vicende personali dei quattro amici di Liverpool. È
l’anno dell’apertura della boutique Apple a Londra e dell’incontro di John con
Yoko Ono. Dunque, davvero un anno di svolta.
Come tutti sappiamo, anche il mondo era a un punto di svolta. I giovani, in
particolare,sempre in quell’anno, uniti dalla protesta contro la guerra in Vietnam, dal
rifiutodell’autoritarismo e dall’amore per la musica, si sentono protagonisti di uno
svecchiamento culturale e di un rinnovamento politico. Quello che la mostra “Beatles
’68” propone è un percorso parallelo, non per forza convergente. Attraverso foto
d’epoca e registrazioni si vuol suggerire la ricchezza di avvenimenti del periodo e le
trasformazioni sociali, culturali e di costume. Attraverso cimeli, memorabilia, documenti e
fotografie si intende evocare la beatlemania.
Non intendiamo proporre una celebrazione agiografica, ma, seguendo un doppio binario,
condurre i visitatori in un’immersione totale nel periodo. Ed è sorprendente vedere come, a
quarant’anni di distanza, sebbene i Beatles non siano stati organici al ’68, molte
delle loro idee e tensioni ideali, quali il pacifismo, l’attrazione per l’India, lo
spiritualismo, così come la loro iconografia pop, siano poi diventate tra i più famosi simboli del
periodo. Se il mito Beatles è sopravvissuto fino ai giorni nostri e la loro musica continua a
piacere, un tuffo nell’atmosfera del tempo può divertire chi c’era e incuriosire chi
non c’era ancora.
