Presentazione
fotografie di Carlo D'Orta e Danilo Susi

Informazioni
Dove
Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
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Quando
- prorogata fino
all'8 settembre 2011
- orari: 10-19.30
martedì e giovedì fino alle 22
chiuso il lunedì
* Aperta il 15 agosto
Ingresso libero
Per informazioni
Spazio Oberdan
tel. 02 7740.6300/6302
Catalogo Edizioni Menabò
Presentazione
“Astrattismi Paralleli", un inedito e suggestivo progetto espositivo, raccoglie le fotografie di Carlo D’Orta e Danilo Susi, affiancando i percorsi distinti ma convergenti di due artisti impegnati nella ricerca, con lavori che si basano sui riflessi e sull’elemento astratto visto come passaggio tra realtà e fantasia.
La mostra è promossa dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura con il patrocinio di RUFA/Libera Accademia di Belle Arti di Roma e si avvale del prezioso contributo, quale main sponsor, delle Arti Grafiche Boccia.
Come sottolinea il curatore della mostra, Valerio Dehò, “l’utilizzo del digitale consente di rileggere il paesaggio urbano attraverso inedite inquadrature suggerite da riflessi, dallo specchiarsi delle immagini nell'acqua e nel cristallo, proponendo storie che raccontano la città attraverso inusuali punti di vista”.
Il processo creativo di Carlo D’Orta nasce infatti all’interno della città metropolitana, usata come medium grazie ai riflessi dei grattacieli, delle vetrine o delle altre superfici specchianti. Le sue “Vibrazioni” e “Paesaggi surreali” sono realizzati in base all’assoluta fedeltà alle forme riflesse reperite nella realtà, con un’occasionale rielaborazione digitale dei colori per ottenere una fotografia “pittorica”.
Danilo Susi lega il proprio processo creativo alla natura, all’acqua, elemento primordiale tutt’uno col sacro femminino generatore di vita. Nasce così “Acquastratta”, immagini fedeli alla realtà tanto nelle forme che nei colori, senza alcun intervento post-produzione.
Come lo specchio di Alice è il media di transizione tra realtà e irrealtà, così il vetro di Carlo D’Orta e l’acqua di Danilo Susi sono l’elemento di passaggio dalla dimensione fisica a quella metafisica. La ricerca dei due artisti diventa un viaggio nei recessi dell’anima, attraverso la porta dell’astrazione, secondo la lezione di Paul Klee.
Il percorso della mostra è arricchito dalla sezione dei lavori di Albano Paolinelli dal titolo “La città parallela”, ricerca sul “nuovo paesaggio” che mette in moto dispositivi pittorico-visivi di investigazione profonda che sollecitano una riflessione originale e diversa su “città” e “paesaggio”.
Paolinelli osserva da un punto di vista privilegiato il territorio che appare sfocato, e il colore, l’ombra e la luce che definiscono i volumi disegnando il paesaggio avvolto da un’aura di mistero. L’artista rappresenta scatole aperte verso l’universo, contenitori di contraddizioni, di drammi, di problemi, di scontri, di gioie e di dolori, che appaiono nella loro modellata leggerezza, trasformate da una analisi concettuale.
