Dove
- Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
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Quando
prorogata a
domenica 20 giugno 2010
tutti i giorni ore 10-19.30
martedì e giovedì fino alle 22
chiuso il lunedì
Ingresso libero
Per informazioni
- Spazio Oberdan
tel. 02.7740.6302/6352
Informazioni
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"La Provincia di Milano e i suoi 150 anni", di Stefano B. Galli, storico
Milano, lunedì 5 marzo 1860. Il momento è di quelli solenni, che rimangono iscritti per sempre nella storia. Subito dopo la nomina dell’«ufficio definitivo», Cesare Giulini della Porta, patrizio milanese di grande prestigio - è conte di Vialba e Villapizzone - e senatore del regno, assume la presidenza del Consiglio provinciale ed «esprime la sua gratitudine pel conferitogli onore e invoca la cooperazione solerte dei colleghi, confidando che l’arduo compito gliene sarà agevolato».
Espletati gli atti formali, connessi al dibattito sulle procedure e alla votazione per la nomina dei deputati permanenti e di quelli supplenti, sul finire della seduta «volge poscia la parola al signor Governatore, testè rientrato nella sala del Consiglio, esprimendogli la fiducia e l’ossequio che il paese professa condegno a cittadino sì illustre e sì benemerito della causa italiana, e pregandolo a presentare a S.M. il Re gli unanimi sensi di devozione alla Sua Corona, alle leggi fondamentali dello Stato ed alla politica nazionale del Governo di Sua Maestà» .
Il Governatore è il marchese Massimo d’Azeglio. Ricevuta la parola dal conte Giulini, presidente del Consiglio provinciale, d’Azeglio «cortesemente ricambia le festose accoglienze, lieto di consacrarsi al reggimento di una città onde la politica nazionale riconosce uno degli appoggi più saldi, e può in ogni evento ripromettersi illustri prove di patriottismo».
Incomincia così la storia della Provincia di Milano; una storia che, per essere compresa sino in fondo, in tutta la sua articolata complessità, non può certo partire da questa data. Per comprendere la storia della Provincia di Milano è necessario partire - ancorchè sommariamente - da più lontano, quanto meno dall’inizio del secolo decimonono. Più precisamente bisogna prendere le mosse, nell’analisi, dalla fine dell’età napoleonica e dalle deliberazioni del Congresso di Vienna.
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