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Convivere nel tempo della pluralità 2008


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Intervento di Daniela Benelli, Assessore alla cultura, culture e integrazione della Provincia di Milano.

Intervento di Daniela Benelli, Assessore alla cultura, culture e integrazione della Provincia di Milano.
 

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Intervento di Daniela Benelli, Assessore alla cultura, culture e integrazione della Provincia di Milano.

Il 2008 è l’anno europeo del dialogo interculturale. La Provincia di Milano, in collaborazione con il Centro Come, è particolarmente lieta di ospitare proprio in concomitanza con questa occasione l’undicesima edizione del Convegno dei centri interculturali.  Il convegno ha cadenza annuale e il tema del 2008 verte sulla convivenza.

L’obiettivo è di avviare una riflessione sulle identità culturali e sulla necessità di condividere i nostri spazi quotidiani – sociali, economici, culturali – con i migranti. L’eterogeneità etnica e sociale caratterizza ormai tutti i Paesi avanzati, Italia compresa, e i flussi migratori sono un fattore costante delle trasformazioni in atto. Tuttavia, a differenza di quanto accaduto in altre nazioni europee, in Italia l’immigrazione, e le conseguenti politiche di integrazione, sono ancora in parte lasciate all’improvvisazione di modi e metodi. Manifestazioni culturali esteriori che altrove sono state già elaborate suscitano qui il nostro stupore e non di rado, purtroppo, paure incontrollate.

La Provincia di Milano, contribuendo alla realizzazione di questo convegno, e con i progetti di integrazione culturale che hanno avuto corso negli ultimi anni  - una ricognizione sistematica degli stranieri creativi sul nostro territorio, Talenti Extravaganti ; la mappatura di tutti i centri culturali gestiti da stranieri, Integrando, e in ultimo la imminente apertura della Casa delle Culture del mondo – prova ad intervenire proprio su questa lacuna.
La sfida centrale per le società moderne, sempre più diversificate, consiste infatti, come sostiene il politologo americano Robert Putnam ” nella creazione di un nuovo e più ampio senso di comunità”.  Il dibattito ruota quindi sulla questione dell’identità, che oggi è negoziazione tra identità individuale e collettiva. Il cambiamento, che inevitabilmente si verifica attraverso il contatto tra culture diverse, non deve escludere, ma incentivare i tentativi e gli sforzi di costruire una diversità che non cancelli le specificità. Ma le arricchisca.

Il convegno, con l’ausilio di numerosi esperti, di operatori, di testimonianze internazionali – ricordo qui la presenza di delegazioni da Vienna, Berlino, Granada, Bruxelles – si propone quindi di affrontare la questione della convivenza da un punto di vista ancora poco sperimentato in l’Italia. Pensando, cioè, che l’integrazione passa attraverso percorsi  guidati e che rappresenta prima di tutto una sfida culturale.