Prima Conferenza nazionale della Bicicletta.
Milano
9-10-11 Novembre 2007
le leggi, per saperne di più
Prima indagine conoscitiva sulla legislazione regionale
in materia di mobilità ciclistica

Per costruire un quadro riassuntivo nazionale l’Ufficio Bici della Provincia di Milano ha effettuato una prima ricognizione della legislazione regionale in materia di mobilità ciclistica. Per accedere alle informazioni si è utilizzata la banca dati legislativi della Corte di Cassazione. Tutti i documenti estratti sono stati verificati e da questi sono stati stralciati alcuni provvedimenti non significativi per la ricostruzione di un quadro conoscitivo delle politiche mirate alla bicicletta, in particolare:
- leggi in cui la citazione della bicicletta è episodica e non rappresentativa di una iniziativa sulla mobilità (tabulati merceologici, norme appartenenti ad altre sfere dell’ordinamento, etc.)
- tabulati di leggi finanziarie
- leggi di approvazione di regolamenti delle aree protette (poiché solo in pochi casi i regolamenti delle aa.pp. hanno tenore di legge, mentre sostanzialmente tutti i parchi adottano politiche per i percorsi ciclabili)
Il Trentino e l’Alto Adige, in virtù del pacchetto d’autonomie, sono state considerate al pari di regioni autonome, elevando quindi il numero di enti regionali a 21.
Da questa prima ricognizione sono emersi i seguenti dati.
- 10 Regioni dispongono di leggi ad hoc sulla mobilità ciclistica comunque denominate. Tutte prevedono sostegni finanziari, ma in pochissimi casi si sono reperite norme di rifinanziamento annuale costante e sistematico
- 6 Regioni dispongono di normative sulla viabilità e i trasporti che contengono articoli e riferimenti diffusi alla mobilità ciclistica per opere e/o servizi, spesso collegati al TPL
- 4 Regioni hanno inserito l’obbligo di prevedere reti di piste ciclabili nel quadro della strumentazione urbanistica locale, all’interno delle proprie leggi urbanistiche o di governo del territorio
- 9 Regioni hanno provveduto al rifinanziamento della propria legge sulla mobilità ciclistica o di finanziamento della legge statale 366/98, in quasi tutti i casi, però, si tratta di previsioni una tantum, raramente ripetute annualmente con sistematicità
- 4 Regioni hanno inserito riferimenti interessanti in leggi diverse
- 4 Regioni non risultano avere assunto provvedimenti legislativi sulla bicicletta
L’esame è stato disposto sulla base di un motore di ricerca ritenuto attendibile, per
l’autorevolezza della fonte. Tuttavia non si può escludere che alcuni testi possano essere
sfuggiti, poiché privi di riferimenti alle parole chiave utilizzate. È possibile, per esempio, che
le Leggi finanziarie attribuiscano risorse alla mobilità ciclistica citando esclusivamente il
numero di una legge di riferimento, che quindi viene sottratta all’interrogazione.
La sintesi di questo primo esame è che la maggior parte delle Regioni ha promosso iniziative a favore delle biciclette, pochissime risultano tuttavia avere perseguito tali politiche con continuità e sistematicità, soprattutto per quanto attiene ai flussi finanziari. Le Regioni più attive sono al Centro Nord, mentre due Regioni meridionali (Campania e Molise) e le due isole non risultano aver adottato alcuna legge a riguardo.
Fabio Lopez Nunes, direttore del Servizio parchi e mobilità ciclabile - Provincia di
Milano
Tabelle riepilogative
LEGGI E REGOLE DELLO STATO
LEGGI E REGOLE DELLE REGIONI
Milano, 20 settembre 2007












