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Politiche Sociali

Assessorato alle Politiche sociali | Assessore: Dottor Massimo Pagani
Area Sistema produttivo, Lavoro e Welfare | Direttore: Dottor Giovanni Daverio


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I profili professionali

#66ffff La danza delle emozioni tra paure, sofferenze, solitudini. L’abbandono dell’illusione di essere soli, diversi, isolati.
La vita può presentare numerose sfide e vi sono momenti in cui sentiamo la necessità di alleviare rapidamente la sofferenza. I comportamenti che anestetizzano temporaneamente il dolore e l’ansia , la delusione, la separazione, l’alienazione, la frustrazione o la solitudine possono trasformarsi in comportamenti e dipendenze che barattano un sollievo a breve termine con una sofferenza a lungo termine. Tutti noi abbiamo specifiche intenzioni e desideri che ci sforziamo di manifestare attraverso scelte e azioni e attuiamo comportamenti nel tentativo di soddisfare il nostro bisogno di sicurezza, autostima, gratificazione. Questi sono i bisogni della nostra individualità, che cerchiamo di soddisfare con cose al di fuori di noi stessi pur riconoscendo, a un altro livello, che il vuoto interiore non può essere colmato dall’esterno. Spesso, quindi, la nostra sofferenza è il risultato delle nostre scelte e spesso reiteriamo modelli di comportamento che, consciamente o inconsciamente, conducono alla sofferenza. Una delle tanti fonti di sofferenza dell’esistenza umana deriva dall’attività lavorativa. Non che il lavoro in se stesso sia motivo di sofferenza, ma può diventarlo in alcune occasioni. Una delle cause di sofferenza degli operatori socio-sanitari è determinata dalla asimmetria che si instaura nelle professioni d’aiuto, nelle quali il contatto con la sofferenza dell’utente è continuo e richiede una capacità di presa in carico del dolore altrui che non è affatto comune. La relazione d’aiuto non è né una vocazione, né una missione, bensì un lavoro professionalizzante che deve basarsi su conoscenza e coscienza. Tale consapevolezza conduce a una corretta attribuzione di significato alle professioni d’aiuto e alla comprensione di come possa sovrapporsi la gioia dell’aiuto alla sofferenza che dilaga tra chi è aiutato e chi aiuta.
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Scadenza iscrizione:
22/03/2012

#66ffff (Ben)essere nella relazione. 1
Il corso (Ben)essere nella relazione.1 è stato per molti un’esperienza formativa significativa: un percorso che ha coniugato riflessione cognitiva con una attività decisamente concreta di sviluppo della nostra competenza relazionale. Abbiamo allenato la possibilità di influenzare e di farci influenzare, sperimentando l’impossibilità della prima senza la seconda e viceversa. Ci siamo interrogati sugli obiettivi più o meno consapevoli che perseguiamo quando siamo in relazione con altri, a partire da come parliamo di noi, transitando per la possibilità di metterci nei panni dell’altro; e siamo giunti infine ad aiutare il nostro interlocutore ad esplorarsi, attraverso il nostro ascolto empatico, rispettoso, accettante e non giudicante. E’ proprio da qui che vorremmo riprendere: dalla possibilità di sviluppare ulteriormente la nostra competenza di ascolto, di riconoscimento delle nostre emozioni, e del corpo come risorsa del nostro essere nel mondo. Il percorso si concentra sul corpo e sulle sue risorse nella relazione, non tanto dal punto di vista della comunicazione di un messaggio, ma come punto di partenza per “avere” un mondo. Infatti l’uomo non è un ente del mondo come tutti gli altri; egli ha una peculiarità unica: è quell’essere originariamente aperto alla comprensione del mondo. E questa comprensione la realizza a partire dal corpo. Solo perché siamo (e non possediamo) un corpo, possiamo essere in relazione con il mondo, e quindi avere un mondo di cui fare esperienza. Il nostro lavoro poi proseguirà affrontando il tema delle emozioni, non solo dal punto di vista cognitivo (cosa sono, che relazione hanno con la cultura di appartenenza), ma facendone esperienza incorporata, e sviluppando la competenza di riconoscere e nominare le emozioni. Attraverso l’esplorazione del corpo e delle emozioni è infatti possibile stare in contatto con noi stessi per poter stare in contatto con l’altro e realizzare così l’esperienza di ascoltarsi, di ascoltare e di sentirsi ascoltati
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Scadenza iscrizione:
31/01/2012

#66ffff L'educatore creativo. La creatività del teatro in aiuto alle professioni educative
L’idea di teatro è da sempre collegata al palcoscenico, all’ attore che si esibisce, al regista che mette in scena un’ opera. Il teatro in realtà è molto altro: è un modo di leggere le situazioni, di essere presenti e attenti con il corpo, la voce, la fantasia. Un’esperienza in cui mettere in gioco se stessi per mettere fine alla separazione fra corpo e mente, parola e movimento, cognizione ed emozione; per rimettere luce alla relazione educativa come evento inter-soggettivo. Sono propri del teatro alcuni strumenti di lavoro su se stessi, sulla propria qualità energetica che possono aiutare gli educatori a: Saper gestire un corpo espressivo : un corpo capace di dire di sé agli altri, in contatto con se stesso e verso l’altro a cui è rivolto Saper usare una voce che riesce a modularsi per le diverse situazioni :la voce come strumento emotivo e coinvolgente Saper leggere quello che accade cogliendo i personaggi presenti, le relazioni tra loro, le dinamiche, evidenti o sottese, che li legano, riflettere quindi su quell’aspetto “invisibile” che è: “ciò che si gioca” nella relazione. Saper usare l’ immaginazione per trovare soluzioni in situazioni complicate e di emergenza: l’attenzione alla dimensione delle immagini che ci appartengono e ci determinano, al loro uso evocativo, riscoprendole anche un potenziale di crescita personale.
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Scadenza iscrizione:
22/03/2012

#66ffff Dalla legge alla persona: L’amministrazione di sostegno strumento per la protezione giuridica e la qualità della vita delle persone con fragilità.
Il Corso intende fornire agli operatori del comparto socio-assistenziale, sia della pubblica amministrazione che del privato sociale, una visione completa ed approfondita della complessa tematica della Protezione giuridica, che comprende sia la legge 6/2004, istitutiva dell’amministrazione di sostegno, che la disciplina regionale, istitutiva e regolamentativa degli “Uffici per la protezione giuridica delle persone fragili”. Il Programma e la metodologia del corso forniscono queste competenze plurime e complesse, inserendole nel contesto operativo, coniugando quindi teoria e pratica concreta, e rendendo evidente come il tema della protezione giuridica sia trasversale alle diverse aree della fragilità umana, e l’amministrazione di sostegno sia strumento fondamentale per promuovere una cultura rispettosa delle capacità personali, assicurare a tutti il diritto di rappresentanza e il diritto ad un progetto di vita.
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Scadenza iscrizione:
15/03/2012