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Politiche Sociali

Assessorato alle Politiche sociali | Assessore: Dottor Massimo Pagani
Area Sistema produttivo, Lavoro e Welfare | Direttore: Dottor Giovanni Daverio


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Area Anziani

#999999 Costellazione RSA. Riflessioni e proposte sulla qualità e la gestione nei servizi per anziani.
Il seminario intende approfondire e articolare ulteriormente le proposte emerse in un percorso di ricerca e formazione che ha coinvolto alcune RSA del territorio, centrato sull'analisi e sullo sviluppo di ipotesi di lavoro orientate a migliorare il funzionamento organizzativo e gestionale dei servizi rivolti alla popolazione anziana e alle loro famiglie. I servizi per anziani oggi sono chiamati costantemente a confrontarsi con i cambiamenti normativi e istituzionali, con riassetti organizzativi e gestionali, con riduzione delle risorse economiche, e al contempo, con l’aumentare e il diversificarsi delle problematiche sociali culturali e sanitarie e delle aspettative che riguardano le persone anziane e le loro famiglie. Ciò comporta l’esigenza e la disponibilità da parte dei servizi a ridefinire il senso del proprio intervento per riuscire ad offrire servizi in grado di garantire una nuova qualità di vita e di relazione. Nella realizzazione di servizi vi sono inoltre esigenze di sistema e di programmazione ove ogni servizio è importante si connetta in politiche di governance territoriali finalizzate a produrre risposte coordinate. Vi sono complessità connesse ai sistemi di gestione, dovuti anche dalla compartecipazione di più soggetti organizzativi nella realizzazione dei servizi, e questo sia per integrazioni tra istituzioni e servizi con diverse competenze e titolarità, sia per i processi di esternalizzazione, appalto, compartecipazione che portano ad avere diverse organizzazioni che operano dentro lo stesso servizio. Non da meno sono le complessità collegate alla individuazione dei “problemi” e degli “oggetti di lavoro” su cui sono chiamati ad operare i servizi e su cui cercare di far convergere le azioni professionali. Questi per essere definiti necessitano di investimenti conoscitivi che connettano le indicazioni normative e gli orientamenti di lavoro dei servizi con delle letture articolate dei contesti di vita e di relazione, delle fenomenologie sociali quali aumento dei livelli di vita e di invecchiamento della popolazione, fragilità e sovraccarichi dei sistemi familiari, fenomeni migratori legati al lavoro di assistenza familiare nella cura.
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Scadenza iscrizione:
10/02/2012

#999999 Rischio di mal-trattamento psicologico nella cura dell’anziano fragile
I dati disponibili mostrano che il compito di cura è svolto nella maggior parte dei casi dalla famiglia: le fonti sono concordi nello stimare questa presenza in una percentuale del 75-80% degli anziani non autosufficienti o con parziali situazioni di disabilità. I fattori di rischio che sovraccaricano la famiglia sono gli aspetti assistenziali, relazionali, emotivi ed etici del lavoro di cura stesso. Esiste pertanto un nesso tra l’alto livello di stress procurato da un caregiving pesante, prolungato, percepito spesso come imposto dalle circostanze, e la messa in atto di forme di mal- trattamento psicologico. Le possibili conseguenze sono situazioni di dolore estremo, agiti aggressivi, attacchi alla dignità della persona e alla sua autonomia che vanno a colpire sia l’anziano sia, in determinate situazioni, il caregiver stesso.
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Scadenza iscrizione:
15/02/2011

#999999 Professioni e culture in relazione Costellazione RSA.
Professioni e culture in relazione Un percorso articolato in due seminari per approfondire il tema delle interazioni e delle integrazioni possibili tra le diverse professioni e le diverse culture presenti nelle strutture residenziali per anziani. 1^ giornata: Vie percorribili per l’integrazione tra le funzioni 2^ giornata: Multicultuturalità nei servizi di cura Il percorso intende generare riflessioni e proposte sull’integrazione delle professioni e sulla multiculturalità nelle strutture residenziali per anziani. Nei servizi per anziani co-esistono e collaborano operatori di culture e professionalità diverse di qui la difficoltà a combinare i differenti linguaggi professionali, le tradizioni formative ei progetti professionali e di vita. Inoltre la presenza importante di personale straniero, prevalentemente ASA/OSS ma anche infermieri e fisioterapisti rende ancora più complessa e articolata la tematica dell’integrazione nei servizi. Da ciò nasce la necessità di promuovere visioni e linguaggi condivisi per garantire una progettualità in grado di riconoscere e far dialogare le diverse dimensioni :sanitaria, assistenziale, affettiva e relazionale .Per questo è importante che un'organizzazione si ponga come obiettivo strategico l'investimento sulla costruzione di processi di apprendimento che favoriscano la piena e reale condivisione dell'oggetto di lavoro e del mandato organizzativo, un mandato che nel caso delle RSA, e più in generale nei servizi per anziani e alla persona, non è risolto né è risolvibile su un piano esclusivamente tecnico. E’ un mandato, al contrario, che chiama direttamente in causa il campo dei valori, della relazione, delle interpretazioni di ruolo.
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Scadenza iscrizione:
15/03/2012

#999999 Interazioni Progettuali Costellazione RSA.
Con questo percorso di due giornate seminariali si intendono approfondire due forme di interazione fondamentali nella realizzazione dei servizi residenziali. Nello specifico verranno approfondite le seguenti questioni: • 1^ giornata: Le famiglie e i servizi tra domiciliarità e residenzialità • 2^ giornata: l servizio residenziale tra qualità, costi e risorse. La prima giornata affronta le interazioni che si possono sviluppare tra i servizi e le famiglie delle persone ospiti. La seconda giornata invece sviluppa le interazioni possibili tra vincoli, costi e risorse nella costruzione di servizi di qualità . Sono entrambi temi complessi e articolati e che in relazione alla loro ricaduta sui piani gestionale e organizzativo vengono spesso percepiti e vissuti più nell’ottica del limite che della possibilità. Il percorso intende esplorare caratteristiche e modalità di gestione per cercare di individuare possibili piste progettuali orientate al miglioramento e alla qualità dei servizi
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Scadenza iscrizione:
30/04/2012

#999999 Comunicare quando non c’è più speranza. Sviluppare competenze nell’ambito della comunicazione con i pazienti e i loro familiari.
Comunicare nella malattia: una diagnosi infausta, una prognosi sfavorevole, una malattia degenerativa, la morte. Comunicarli ad una persona malata, ad una persona che fino a quel momento si considerava sana, ai suoi familiari. “Se, cosa e a chi”? “Troverò il tempo, nella frenesia del lavoro quotidiano?” Questi gli interrogativi che si sono posti numerosi operatori nell’ambito della propria vita professionale. Quando, dove e come, “per evitare di morire senza aver avuto il tempo di sapere che si sta per morire”, tenendo conto che il principale destinatario della comunicazione dovrebbe essere la persona interessata. Quanto e con chi, per sottolineare l’importanza di valutare quanta informazione la persona desidera ricevere e in presenza di chi. Questi sono alcuni degli argomenti che il presente percorso formativo intende esplorare. Un compito ingrato e difficile quello di comunicare notizie negative. Una responsabilità spesso fugata, che comunque si vorrebbe condividere con altri. Il percorso formativo intende stimolare e approfondire la riflessione in merito al tema dell’ammalarsi e del morire allo scopo di incrementare la consapevolezza e le competenze degli operatori. Intende, inoltre, fornire strumenti e strategie adeguati ed efficaci per assolvere tale compito, o meglio per condividere tale onerosa responsabilità. Il corso darà inoltre l’occasione di presentare il KIT RING (elaborato nell’ambito del progetto europeo “RING” TransferRING Supports for Caregivers LLP-LDV-TOI-09-IT-0446), una metodologia da utilizzare per realizzare percorsi di supporto ai caregiver, formali e informali, che si occupano dell’assistenza di anziani con demenza, ma che può essere adottato anche per caregiver di persone disabili, malati mentali o persone con malattie croniche. I percorsi realizzati utilizzando il KIT RING, hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei caregiver, fornendo loro informazioni e aiuto rispetto alla gestione di situazioni legate alla cura e competenze per affrontare gli aspetti emotivi connessi. Accanto ad esposizioni teoriche, ampio spazio sarà dedicato all’attività esperienziale, che consentirà ai partecipanti da un lato di confrontarsi sulle principali criticità incontrate nel lavoro, dall’altro di condividere e ideare strumenti per facilitare il lavoro.
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Scadenza iscrizione:
20/02/2012

#999999 Il “tocco” all’utente anziano e sofferente
Il numero di pazienti con scarsa o assente autonomia che vivono importanti periodi di immobilità è in costante aumento e la loro assistenza può essere facilitata con l’apprendimento pratico e teorico dell’uso del “Tocco terapeutico” come strumento di relazione e soddisfacimento dei bisogni. Il Tocco terapeutico è una pratica di guarigione basata sull’uso consapevole delle mani per dirigere o modulare, una serie di energie che attivano l’organismo. Questa tecnica che deriva da antichi metodi, è stata ripresa e sviluppata negli anni ’70 dalla Dr.ssa Krieger della New York University School of Education, applicata e utilizzata da molti operatori del campo sanitario nel mondo intero. La natura transculturale e transpersonale del tocco terapeutico è stata confermata dal suo utilizzo in molti luoghi del mondo: dagli ospedali, ambulatori e cliniche in USA, Canada agli ospedali egiziani e israeliani durante i conflitti, ai campi profughi della Cambogia ed altre parti del mondo.
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Scadenza iscrizione:
20/02/2012